Il Comune non ha i soldi. Volontari della Protezione civile costretti ad anticipare le spese

I volontari delle associazioni di Protezione civile, in base alla nuova convenzione stilata dal Comune, dovranno anticipare i costi per sostenere le loro attività. Bartolomei: "Vogliamo un incontro con la Sindaca. Rappresentiamo 2mila volontari a Roma"

Offrono un’attività di volontariato, a supporto di eventi cittadini. Ma svolgono anche servizi di anticendio boschivo, intervengono quando ci sono allagamenti, eventi sismici ed in generale prestano soccorso alla popolazione. Sono le associazioni di Protezione Civile i cui volontari, con spirito di abnegazione, si mettono a disposizione della comunità. Ora anche anticipando i costi per effettuare il servizio.

LA NUOVA CONVENZIONE - “Dal 31 dicembre le convenzioni tra le assocazioni di volontariato di protezione civile ed il comune di Roma sono scadute – si legge in una nota sottoscritta da cinque coordinamenti regionali di volontariato della Protezione Civile Lazio – non abbiamo mai fatto mancare la nostra disponibilità in attesa che venisse definita la situazione”. Si parte da un presa di coscienza. I cinque coordinamenti “per le note problematiche legate al bilancio” hanno atteso. Perché sapevano che il rinnovo era difficile. Lo hanno sollecitato. E finalmente, lo scorso mese è stato ufficializzato. Suscitando malumori che, piano piano, stanno venendo a galla.

ANTICIPANO I VOLONTARI - “La soluzione trovata dal Comune di Roma è vergognosa - si legge nella nota-  si impone ai volontari di anticipare le spese per le attività di protezione civile del 2017 e parte del 2018 che per legge dovrebbe anticipare Rm Capitale. Da oggi il carburante e le manutenzioni per i mezzi antincendio e le motopompe per gli allagamenti, i dispositivi di protezione individuale, il vestiario, insomma tutto dovranno pagarlo i volontari. Naturalmente il Comune restituirà questi soldi ai cittadini che gratuitamente si alzeranno la notte e dedicheranno loro il tempo per soccorrere il caso di calamanti  - si legge nella nota - ma quando? Una prima parte, ovvero il 40% si prevede verso giugno 2017. Per il resto si dovrà attendere l'aprile del 2018”.

IL DISAGIO - “Purtroppo da parte di Roma Capitale e della Sindaca Raggi è mancato totalmente il confronto – speiga Cristiano Bartolomei , presidente regionale della Prociv Italia e portavoce dei cinque coordinamenti – da quando si è insediata la nuova amministrazione, c’è stato solo un incontro con il delegato della sicurezza urbana. Abbiamo atteso, sperato in un progressivo cambio di direzione che però non c’è stato”. Le conseguenze si avvertono su più livelli. “Non c’è soltanto il problema di natura economica” sottolinea Bartolomei.

LA NECESSARIA INTERLOCUZIONE - Quello che i cinque coordinamenti sembrano lamentare, è una totale assenza di considerazione. “Noi abbiamo delle proposte da fare, ma invece navighiamo a vista, poichè in assenza di un interlocutore non si riesce a fare nemmeno una buona programmazione. Con l’ex direttore Cristina D’Angelo avevamo avviato un proficuo tavolo di confronto, su convenzioni e servizi. Ora invece, senza un direttore di Protezione civile, questo dialogo è venuto a mancare. Noi la convenzione l’abbiamo firmata comunque – conclude Bartolomei – perché a questa città siamo molto legati. Ma ci sono 2mila volontari che a Roma meritano più attenzione. Per questo chiederemo un incontro al Sindaco, sperando che trovi una mezz’ora per riceverci”.

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