Vigili nella bufera, Raggi guarda Report e decide di ruotare gli agenti. In bilico il comandante Napoli

La trasmissione di RaiTre mette in fila 10 anni di malefatte (o presunte tali) dei vigili di Roma e la sindaca risponde con le rotazioni

Stefano Napoli rimane al suo posto, almeno fino al 31 dicembre data di scadenza del suo incarico come comandante generale della polizia Locale di Roma Capitale. Da lunedì però sulla sua poltrona si sono accesi i fari della cronaca e di conseguenza l'attenzione di Virginia Raggi, sindaca in campagna elettorale che non può permettersi di lasciare spazio all'idea disegnata dai 43 minuti di servizio della trasmissione di RaiTre, quella cioè di aver permesso che i vigili continuassero a comandare a Roma. 

Le pressioni su Raggi

Da lunedì sera, con la messa in onda di Report e del servizio "Potere capitale", sui social si è scatenata l'indignazione che, inevitabilmente, ha travolto anche la sindaca. A poco, o nulla, sono valse le repliche di Raggi alla trasmissione di Rai3: "Abbiamo assunto 1.300 vigili e ruotato 1.200 agenti nel 2019. I comandanti dei gruppi inoltre sono ruotati". Così, pressata sul web ma anche all'interno della propria maggioranza, la sindaca si è decisa a convocare d'urgenza Stefano Napoli, ma non per farlo fuori. 

L'incontro con il comandante Stefano Napoli

A lui è stata ribadita fiducia, almeno sino al termine del mandato. Serve un segnale e così, insieme, i due hanno concordato di procedere con la rotazione dei vigili che lavorano nel centro storico, in particolare di quelli si occupano di controlli su commercio e ambulantato, edilizia e cinema. Si tratterebbe di una rotazione tra gruppi, quella tanto osteggiata sotto l'amministrazione Marino. In pratica Report, in meno di 24 ore, è riuscita a spingere la sindaca a fare quanto evidentemente non fatto nei quattro anni precedenti. 

Cosa ha raccontato Report?

E dire che nei 43 minuti di servizio di Report sono andati in onda film ampiamente conosciuti a chiunque abbia a che fare con la Capitale. Nell'ordine si è partlato di conflitti di interessi sui permessi per le riprese cinematografiche, dei tardivi controlli al Circolo degli Artisti, di arresti per estorsione ai danni di un ristorante di San Lorenzo, dei controlli nel centro storico, dei legami di tre vigili con la criminalità organizzata, della vicenda (del 2014)dell'ex comandante generale Angelo Giuliani (quest'ultima con ricadute anche sull'attuale capo Stefano Napoli), di Io Segnalo e delle pressioni dei vigili sui cittadini, degli straordinari dei vigili e della vicenda del Capodanno durante l'amministrazione Marino. Tutte vicende note, chiuse quasi tutte con archiviazione in tribunale, ma che messe insieme, si sono trasformate in uno strumento di pressione per la sindaca che prontamente ha dato in pasto ai social i suoi provvedimenti. 

Chi al posto di Napoli

Si apre ora la caccia al successore di Stefano Napoli. Difficile infatti pensare che la sindaca rinnovi l'incarico al successore di Antonio Di Maggio. Due i nomi: il generale Gerometta, in pensione ma impegnato nel dipartimento risorse umane del Comune oppure Raffaella Modafferi, oggi dirigente ed ex vice comandante durante l'amministrazione Marino. 

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