Coronavirus, un positivo al centro per migranti Casilina: a Nettuno centrodestra in piazza per bloccare il trasferimento

A causa delle proteste la Prefettura di Roma ha deciso di bloccare l'operazione

Foto Facebook del sindaco di Nettuno, Alessandro Coppola

Nelle scorse ore è stato riscontrato un caso di contagio tra i richiedenti asilo del Centro di accoglienza straordinaria (Cas) Casilina, in una zona Grotte Celoni. Il sospetto era già stato segnalato da qualche giorno ma la conferma è emersa solo ieri in tarda mattinata, via social, con un post del sindaco di Nettuno, Alessandro Coppola, contro il trasferimento di una cinquantina di richiedenti asilo in una struttura del comune del litorale. Un trasferimento deciso dalla prefetta di Roma, Gerarda Pantaleone, in accordo con la Asl di riferimento, proprio per alleggerire la struttura romana dopo che il tampone effettuato a un migrante ha confermato che era stato contagiato.

La struttura di via Sele a Nettuno era già stata a sua volta alleggerita con 18 persone già spostate in un altro centro ad Anzio ma le proteste del sindaco e della sua maggioranza hanno costretto la Prefettura a fare un passo indietro. In un post su Facebook il sindaco, sostenuto da una maggioranza di centrodestra trainata dalla Lega, ha spiegato che la decisione era stata presa “senza alcuna comunicazione”. In quanto ai motivi ha spiegato: “È importante specificare che non si tratta di persone positive al virus ma per un comune già fortemente provato come Nettuno, con troppi casi positivi e il rischio di diventare zona rossa, è troppo. La maggioranza di centrodestra non intende accettare supinamente questa decisione e insieme all’opposizione si è riunita in comune per valutare azioni comuni a tutela dell’interesse dei cittadini di Nettuno”.

La notizia è rimbalzata subito sui social con un tam tam che avuto l’effetto di far riversare in strada una ventina di persone che hanno rotto i divieti imposti dalla quarantena per inscenare la protesta. Tra di loro anche assessori della giunta di Coppola e consiglieri della maggioranza di centrodestra composta da ex leghisti, recentemente espulsi dal partito di Salvini, ed esponenti di Fratelli d’Italia e Forza Italia. L’esito della protesta sarà una vittoria per il sindaco che a fine giornata posta un altro comunicato stampa con tanto di foto di gruppo in strada con una decina di persone nel giro di pochi metri. “Sono felice di annunciare ai cittadini di Nettuno che grazie ad un costante lavoro di collaborazione tra maggioranza e opposizione e ad un intenso dialogo con la Prefettura di Roma si è scongiurato l’arrivo dei migranti a Nettuno”.

Il trasferimento è stato quindi annullato e i 50 richiedenti asilo sono rimasti nel Cas Casilino gestito dalla cooperativa Medihospes. Proprio i gestori fanno sapere a Romatoday che la situazione è sotto controllo, che non ci sono altri contagiati e che sono stati seguiti tutti i protocolli indicati da Asl e Prefettura. Secondo quanto apprende Romatoday, la persona positiva è stata trasferita in ospedale per le cure necessarie mentre i compagni di stanza sono stati posti in isolamento in strutture alberghiere in attesa dell'esito dei tamponi. Ancora però non è chiaro quali misure alternative siano state prese dalla Prefettura di Roma dopo il dietrofront di ieri sia per quanto riguarda la tutela degli ospiti sia per quella degli operatori impiegati nella struttura che, come in tutti centri d'Italia, hanno continuato a lavorare nonostante l'emergenza sanitaria. Nei centri, infatti, vivono decine di persone che condividono camere, bagni e mense e quindi è difficile rispettare le misure di distanziamento sociale. 

La Fp Cgil di Roma e del Lazio chiede di tutelare tutte le strutture: “Già il 2 aprile avevamo scritto a Prefettura, Roma Capitale e Asl sui casi a noi segnalati chiedendo un intervento urgente a livello organizzativo e in generale, fossero prese misure complessive per la prevenzione della propagazione del virus in tutti i centri del circuito cittadino, per la tutela della salute degli ospiti e dei lavoratori”, scrive in una nota la Fp Cgil di Roma e Lazio.

Secondo il sindacato “nel Cas non ci sono le condizioni per il rispetto delle disposizioni di sicurezza date dal Governo e dalle ordinanze locali, sia per il numero di ospiti presenti che per gli spazi in cui sono collocati: in sei in una stanza, bagni e mensa in comune: non è possibile rispettare il distanziamento sociale né l’isolamento”, prosegue. Secondo il sindacato non sono state prese misure adeguate per tutelare gli ospiti del centro e i lavoratori che, tra l’altro, lavorano in più centri con conseguente rischio di ulteriore diffusione.

Il sindacato denuncia che Prefettura e Roma Capitale non hanno “ancora condiviso le scelte prese in merito alla sanificazione delle strutture, all’isolamento dei pazienti e alle strutture alternative messe a disposizione per la quarantena”. E ancora, “non sono ancora arrivate comunicazioni ufficiali” al Comune di Nettuno in merito ai tamponi effettuati ai 50 migranti da trasferire. “Così come non ci sono notizie chiare sull’aggiornamento dei Documenti di valutazione dei rischi e della distribuzione dei Dispositivi di protezione individuale e gel disinfettanti, né sulla sorveglianza sanitaria per tutti gli ospiti e per i 21 lavoratori, per i quali, operando anche in altri centri, dovrebbero essere previste procedure di controllo come la misurazione della temperatura a inizio del servizio”, conclude il sindacato che chiede il rispetto delle misure di prevenzione previste dalla legge.

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La notizia è stata commentata dalla consigliera regionale della Lista civica per Zingaretti, Marta Bonafoni: "In un momento come quello che stiamo attraversando, valori come responsabilità e solidarietà dovrebbero essere la base delle regole quotidiane condivise. La brutta vicenda di ieri nel Comune di Nettuno ci dimostra tuttavia che non è così per tutti. Alcuni consiglieri e assessori hanno ignorato le disposizioni del Governo, dettate dall’emergenza sanitaria, per portare avanti una protesta dettata da odio e xenofobia". 
 

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