Metro C, ritardo di quattro anni sulla nuova tratta. È scontro: "Assurdo dare la colpa a Raggi"

Calabrese (M5s): "Grazie alla sindaca abbiamo riavviato l'iter". Calenda: "Ha cambiato idea 12 volte e ora nega gli anni di ritardo di cui è responsabile"

Virginia Raggi durante una visita in uno dei cantieri della metro C

La nuova tratta della metro C aprirà con quattro anni di ritardo, ma sostenere che la colpa sia di Raggi, "è un'assurdità". A difendere la sindaca M5s pensa l'assessore Pietro Calabrese. L'inaugurazione della tratta San Giovanni-Fori Imperiali, prevista per la fine di settembre del 2020, non sarà realtà prima di novembre del 2024. Per l'esattezza 49 mesi di ritardo sul cronoprogramma. A certificare la proroga Roma Metropolitane, con una nota indirizzata al contraente generale metro C.

Le ragioni del ritardo? Secondo quanto riportato dall'azienda partecipata, alla base del ricalcolo dei tempi necessari ci sarebbe un mix di motivazioni: dalle lentezze burocratiche negli atti da approvare allo stop legato ai ritrovamenti archeologici, alle talpe escavatrici rimaste bloccate mesi. Guai però a dare delle responsabilità alla prima cittadina. 

"È proprio grazie alla determinazione della nostra sindaca che abbiamo riavviato l'iter per realizzare l'opera e farla arrivare fino in periferia" sostiene ancora Calabrese, tra gli esponenti della giunta più vicini a Raggi. "Al nostro arrivo l'opera aveva già accumulato anni di ritardo. Basti solo pensare alla tratta precedente, la cui stazione di S. Giovanni è stata inaugurata nel 2018 quando da contratto doveva esserlo nel 2011" continua Calabrese ripercorrendo alcune delle tappe della grande opera. 

"Non si può negare che l'iter della metro C sia complesso. Ma questo non può giustificare la montagna di scelte sbagliate fatte in passato". Poi ancora: "A tutto ciò va aggiunta la burocrazia che ruota attorno alla linea C, arenatasi ancora di più a causa di quelle scelte, ad esempio con i lunghissimi tempi di approvazione della variante Amba Aradam, propria della tratta T3, che tuttavia regalerà ai romani una delle stazioni più belle del mondo".

Un commissario per la metro C

Proprio alla base delle lentezze della macchina amministrativa, ci sarebbe la richiesta al Governo da parte dello stesso Comune di Roma, di commissariare l'opera. Richiesta che il ministero dei Trasporti ha accolto con favore durante una riunione con la titolare al dicastero Paolo De Micheli lo scorso ottobre. Ora manca solo il decreto di nomina da parte della presidente del Consiglio. 

Alla difesa di Raggi replica il candidato sindaco di Azione Carlo Calenda. "Sul completamento della Metro C la sindaca Raggi ha cambiato idea 12 volte: fino a San Giovanni, poi Colosseo, poi Corviale, poi il referendum e ora nega gli anni di ritardo di cui è responsabile". Mostrandosi poi d'accordo con i Cinque Stelle almeno su un punto: "L'opera va immediatamente commissariata".


 

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