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Colosseo, dal Consiglio di Stato via libera definitivo ai lavori di restauro

Palazzo Spada ha rigettato il ricorso presentato dal secondo classificato nell'appalto per il restauro del monumento finanziato con 25 milioni di euro dall'imprenditore Diego Della Valle

Il restauro del Colosseo può proseguire. Il Consiglio di stato ha dato oggi il proprio via libera ai lavori in esecuzione della ditta Gherardi, vincitrice dell'appalto da 8 milioni di euro (poi ribassato a 6,5) bandito dalla Soprintendenza speciale ai Beni archeologici di Roma per l'affidamento della prima parte dell'operazione finanziata dal gruppo Tod's con 25 milioni di euro. Il Cds ha così respinto il ricorso avanzato dalla seconda classificata.

UN ANNO DI LAVORI - La notizia arriva a pochi giorni dallo smontaggio delle impalcature apposti ai primi cinque archi sottoposti alla pulizia dallo smog con l'acqua nebulizzata. L'operazione iniziata lunedì scorso durerà per due settimane. “Gherardi aveva iniziato i lavori esattamente un anno fa, il 12 luglio del 2013, nonostante l'attesa per il via libera del Consiglio di Stato. Del resto, a legittimare la ditta era stato già il Tribunale amministrativo del Lazio e anche lo stesso Cds, che aveva negato la sospensiva a Lucci, seconda classificata nella gara d'appalto e ricorrente prima al Tar e poi al Consiglio di Stato. Con la sentenza di oggi, Gherardi potrà proseguire la fase di restauro senza più intoppi giuridici.

L'APPALTO - Fino a oggi, i ponteggi hanno avvolto dieci arcate, dalla 52 alla 43. Una volta smontate le impalcature dalle prime cinque, dalla 52 alla 48, gli operai monteranno i ponteggi sulla sezione verso via Labicana, fino a completare la pulitura dell'intero perimetro dell'Anfiteatro Flavio. La conclusione di questo primo appalto è prevista il 2 marzo 2016.

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