Coronavirus, per gli orti urbani la fase 2 è come la 1: si entra a turno

Per coltivare il proprio orto è necessario ottenere l’autorizzazione del Campidoglio. Gli accessi restano consentiti tre volte a settimana. Ma l'elenco degli aventi diritto deve essere comunicato per iscritto ogni settimana.

Orto Lino: un ortista in azione al Tintoretto

Ingressi contingentanti, distanze di sicurezza, comunicazioni scritte. L’ingresso nella fase 2, per i romani che dispongono di un lotto da coltivare, non ha comportato cambiamenti. Per gli orti urbani cittadini restano in vigore le stesse regole che, da metà aprile, sono state indicate per contenere il nuovo Coronavirus.

Accessi autorizzati

“Al Campidoglio continuiamo a  mandare, ogni settimana, l’elenco delle persone che hanno un proprio orto. Siccome è possibile accedervi solo tre volte la settimana, abbiamo fatto dei turni –  ha raccontato Filippo Cioffi, presidente dell'associazione che si occupa di uno degli orti più noti nella Capitale: il Parco Ort9 Sergio Albani –  All’ufficio capitolino competente comunichiamo pertanto il numero identificativo del loto, associato al nominativo, la data e l’orario in cui è previsto l’ingresso della persona che dovrà prendersene cura”.

Le regole da seguire

Restano in vigore anche tutte le regole che prevedono, in materia di contenimento del Covid-19, anche il divieto di assembramento, di accesso al pubblico e di ingresso da parte di coltivatori non espressamente autorizzati dall’amministrazione cittadina. “Ho chiamato l’ufficio comunale che si occupa di gestire gli orti urbani e mi hanno ribadito che, in assenza di nuove comunicazionu, anche dopo il 4 maggio – ha sottolineato Cioffi – sarebbero rimaste invariate le norme che finora ne hanno disciplinato l’accesso”.

Il rispetto delle distanze

Conferme arrivano anche da un’altra nota esperienza romana. “Da circa due settimane siamo tornati a prenderci cura degli orti– ha spiegato Giovanni Fattorini, presidente dell’associazione Orto Lino – sul piano organizzativo abbiamo diviso i nostri 127 lotti in 4 settori. Ad ognuno abbiamo assegnato un colore ed abbiamo impostato questa suddivisione, volutamente a macchia di leopardo, per garantire le distanze interpersonali”. L’area verde del Tintoretto, un punto di ritrovo importante per il quadrante a cavallo tra i municipi IX e VIII, è stata anche ben perimetrata e curata.

Una passione radicata

“A turno e nel rispetto delle norme contro l’assembramento, abbiamo anche  provveduto a tagliare le erbacce nei vialetti e nelle aree comuni. Un lavoraccio che ancora dobbiamo completare”. Anche perchè, anche il tempo per farlo, è contingentato. E' infatti nel monte ore a disposizione di ciascun ortista. Se si tagliano le erbacce del vialetto, quindi, si passa meno tempo a seminare, inaffiare, raccogliere i prodotti precedentemente coltivati. Ma sono compiti a cui si è dovuto provvedere in tutti gli orti. Perchè nel periodo trascorso tra il primo DPCM e le regole fissate dal Dipartimento Ambiente di Roma CApitale, è trascorso un mese. E nel frattempo è sbocciata la primavera.

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La fase 2

La gestione dei lotti di terreno regolarmente assegnati dal Campidoglio, resta dunque soggetta a regole stringenti. Sono state fissate, come poi ha provveduto a fare anche la Regione, per disciplinare la passione che tanti cittadini nutrono nei confronti dell'agricoltura. La fase 2, in questo settore, non ha finora mostrato segnali di cambiamento. Si continua nel solco appena tracciato. In tutti i sensi.
 

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