La cura dell'orto torna possibile: l'hobby dell'agricoltura riduce le code al supermercato

La Regione ha accolto le richieste arrivate dei coltivatori amatoriali. Il sindaco di Montelibretti Branciani: “Tante persone eviteranno di andare al supermercato e lavorando il proprio terreno ridurranno il rischio d’incendi”

Foto Pixabay

Non ci sono solo gli orti urbani. La passione per l’agricoltura è fortemente radicata in tutta la Città Metropolitana. Ci sono comuni, nella provincia di Roma, che vantano importantissime tradizioni rurali. Sono tramandate all’interno della cerchia famigliare e spesso non costituiscono la primaria fonte di reddito. 

Gli agricoltori per hobby

I piccoli produttori spesso conducono la propria attività a livello amatoriale. Ma le restrizioni imposte per limitare il contagio da nuovo Coronavirus, hanno finora messo in seria difficoltà queste realtà. Per venire incontro alle esigenze dei cosiddetti “agricoltori hobbisti” la Regione Lazio ha firmato un’ordinanza. Disciplina gli spostamenti verso i fondi agricoli. Ed è stata molto apprezzata da parte di chi, uscendo per innaffiare il proprio terreno o per accudire gli animali da cortile, rischiava d’incorrere in pesanti sanzioni.

La testimonianza del Sindaco

Ci sono stati anche amministratori locali che, raccogliendo le istanze dei propri cittadini, hanno chiesto all’ente regionale un intervento. “Montelibretti ha una forte vocazione agricola – ha raccontato il suo Sindaco, Luca Branciani – siamo seimila abitanti e molti di noi hanno anche un fondo agricolo. Era diventato un problema accedervi perché, rispettando le limitazioni disposte dal governo, chi lo faceva era soggetto a controlli e sanzioni. Il paradosso era che, per avere prodotti che si erano coltivati durante l’anno, bisognasse andare ad acquistarli al supermercato”. 

Le conseguenze sul Made in Lazio

Il primo cittadino di Montelibretti ha quindi deciso di prendere l’iniziativa per rappresentare alle istituzioni regionali il problema vissuto dai propri concittadini. “Ho spiegato che il divieto di esercizio dell’attività agricola, per chi non la svolge in maniera professionale, ha ricadute pesantissime in termini economici”. Ci sono piccoli produttori che magari fanno l’olio o il vino e lo consegnano ai consorzi che poi provvedono ad imbottigliarlo e distribuirlo nei supermercati. Senza il loro contributo, fatto di tantissime piccole realtà, la filiera entra in crisi. E la promozione del Made in Lazio, auspicato da associazioni come Coldiretti e CIA, si fa veramente difficile.

Prevenzione incendi

Le limitazioni stavano avendo ricadute anche sul piano ambientale. “Chi coltiva la propria terra, provvede anche ad estirpare piante infestanti, a prendersi cura di vallate che, a ridosso dei centri abitati, altrimenti resterebbero incolte. E questo – ha spiegato il Sindaco di Montelibretti – significa prevenire anche gli incendi boschivi”. Tutte richieste legittime che, infatti, hanno trovato pieno accoglimento nell’ordinanza regionale.

L'ordinanza regionale

Con il dispositivo viene infatti ammesso lo spostamento “all’interno del proprio comune o verso comune limitrofo per lo svolgimento in forma amatoriale di attività agricole e di conduzione di allevamenti di animali da cortile”.  E’ quindi consentito, nel rispetto dei DPCM e delle norme di sicurezza finalizzate a contenere il contagio da Covid 19, andare a coltivare il proprio terreno. D’altra parte anche il Comune di Roma, per gli orti urbani, ha deciso di fissare delle regole che consentono di riprendere la loro coltivazione.

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Cosa è consentito fare

Per quanto riguarda l’ordinanza regionale, la possibilità di raggiungere il proprio fondo agricolo è concessa “non più di una volta al giorno” e “ad un solo componente del nucleo famigliare”. La Regione ha infatti riconosciuto che “Le attività di coltivazione del fondo agricolo sono da considerarsi essenziali e di assoluta urgenza e necessità, in tema di rischio idrogeologico e di incendi boschivi”. Inoltre, “l’attività di coltivazione agricola e di tutela degli animali da cortile allevati è da considerarsi essenziale, anche se svolta a livello amatoriale, perché i prodotti ricavati sono destinati all’autoconsumo familiare”. Le tradizioni agricole e le produzioni locali sono in tal modo garantite. Ma niente assembramenti. Il distanziamento sociale resta ineludibile. Almeno in questa fase.
 

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