Sabato, 15 Maggio 2021
Economia

L’imprenditore del Rione Monti: “Qui chiuderà più di un terzo delle imprese”

Pulika Calzini, presidente della Rete di Imprese Monti Green, chiede al comune “semplificazione, sollievo sui costi fissi e un tavolo permanente di confronto”

“Sono dati verosimili quelli che ho letto in giro. Credo che in città storica chiuderà il 30, forse il 40% delle imprese”: a parlare così a Roma Today è Pulika Calzini, ristoratore della taverna Monti79 in via Madonna dei Monti e titolare dell’Enoteca Cavour 313, contattato al telefono da Roma Today. Uno spaccato della crisi data dall’emergenza Coronavirus nel contesto del centro storico romano, quello che ci restituisce; di più, quello che emerge dall’osservatorio di un gruppo di imprese che ha fatto il possibile per rinforzarsi, costituendo all’inizio del 2018 la Rete Imprese Monti Green, di cui Calzini è presidente. Grazie alla rete finanziata da un bando della Regione Lazio oltre 70 imprese nel rione Monti ha stretto un accordo di partenariato, con il quale costruiscono una collaborazione quotidiana sui temi della sostenibilità, dello spazio urbano come bene comune e della comunicazione di impresa. Fra gli aderenti, alcune delle realtà più note dell’amato quartiere sopra piazza Venezia.

La forza della rete

“E’ stata ed è una scelta potenzialmente rinforzante anche in una situazione così difficile”, spiega Calzini: “Per delle imprese mettersi in rete è una scelta di valore aggiunto; a Roma, come in Italia, il tessuto produttivo è fatto di tante microimprese che possono in questo modo farsi più solide, costruendo attività in comune, attraendo clientela con iniziative culturali e promozionali, o auto-profilandosi sui temi della sostenibilità ambientale o ancora raggiungendo un sentire comune sui temi della movida notturna, il che dà un messaggio positivo e definito agli abitanti del Rione”, continua. Per realizzare questo esito è necessario sottoscrivere un accordo di rete, “diventando quasi una Srl” collettiva che mette in comune alcune delle proprie attività. Ecco però che la pronta rispondenza delle istituzioni agli impegni presi diventa cruciale: “Il bando che ci ha finanziato e ha contribuito al nostro primo progetto realizzato in Piazza degli Zingari è stato una grande idea", spiega l'esercente, "ma devo confessare qualche criticità riguardo il livello di gestione; il fatto che la Regione abbia affidato al Comune e di lì al Municipio il monitoraggio e l’erogazione dei fondi ha reso tutto più farraginoso. Abbiamo qualche problema, ora”, confessa.

Le richieste alle istituzioni

La zona di Monti, fatta di locali e di b&b, è oggi un “deserto” e bisognerà aspettare l’estate e il dato della ripresa del turismo per capire se questo tessuto saprà risollevarsi. “Quel che ci aiuterebbe”, spiega l’esercente, “è un sostegno da parte delle istituzioni sia nazionali che locali su costi fissi come spese, Tari, imposte. Se l’orologio dei costi fissi va avanti qui in tanti non ce la faranno, io debbo ricordare che il commercio è anche un presidio sul territorio e se quello si spegne sarà difficile riaprirlo. Poi la burocrazia: è giusto che ci siano delle regole serie per tutti ma devono essere accompagnate dalla necessaria rapidità di esecuzione. A Natale abbiamo scelto di allestire comunque le luminarie nonostante il coprifuoco e devo dire che ottenere le autorizzazioni è stato piuttosto difficile. Da ultimo”, chiude il presidente di Monti Green, “abbiamo chiesto al comune di istituire un tavolo permanente di confronto. Abbiamo bisogno di canali di dialogo più aperti e costanti,chi vorrà dialogare con le forze produttive che vivono in prima persona i territori, troverà sempre massima apertura e collaborazione da parte delle imprese ”. 

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