Venerdì, 23 Luglio 2021
Cultura

La Taranta “pizzica” al Rising Love

Venerdì ritorna a Roma il suono della tradizionale mandola alla “barbiere” con Mimmo Epifani & Epifani Barbers

Ritorna a Roma il suono della tradizionale mandola alla “barbiere” con Mimmo Epifani & Epifani Barbers. Mimmo Epifani viene considerato dalla critica uno tra i migliori musicisti e compositori di musica etnica a livello internazionale. Apprende l'arte di suonare la mandola scoprendo la passione per le tradizioni popolari tramandate oralmente, sin da giovanissimo proprio nella barberia di Maestro Costantino, e diventa custode dell’antica usanza della mandola alla “barbiere”.

Mimmo Epifani, con il suo mandolino applica tecniche d’improvvisazione e in questa notte romana con la sua ironia nel connubio godereccio di musica e cibo, di danza e amore promuove il suo ultimo lavoro “Zucchini Flowers” che ha già suscitato grande successo da parte di pubblico e critica in Italia e all’estero tanto che uno dei brani composto dallo stesso Epifani “lu sittaturu” viene inserito in una compilation di word music prodotta dalla casa editrice inglese froots diretta da Jan Anderson.

Tutto questo è la musica e il senso artistico del suo lavoro che materializza il colore e il suono mediterraneo. Il dialetto diventa lingua espressiva perché riesce a raccontare storie, fatti e aneddoti di una cultura antica legata alla terra, ai ritmi della natura e ad una sapienza perduta che Mimmo Epifani traduce in cuore di zucchero e limone, filastrocche rappate, pizziche travolgenti e ritmi ipnotici. Sempre in viaggio, da circa vent’anni, ha suonato con grandi artisti come Roberto de Simone, Massimo Ranieri, Eugenio Bennato con il quale fonda il movimento Taranta Power e poi Antonio Infantino, Caterina Bueno, Matteo Salvatore, Ambrogio Sparagna.

Da qualche anno collabora attivamente con Fausto Mesolella degli Avion Travel che ha curato gli arrangiamenti dell’ultimo disco Zucchini Flowers e con Danilo Rea, Furio Di Castri, Rita Marcotulli partecipa al progetto dedicato Domenico Modugno: Uomini in Frac, realizzando un disco alla casa del jazz di Roma. La sua musicalità istintiva e profonda lo spinge a ricercare continuamente territori nuovi e sonorità moderne che lo rendono un artista internazionale con una forte tendenza all’indipendenza e all’esplorazione di culture nuove. Il suo percorso musicale s’intreccia con quello di Josè Barros, di Ttkunack e negli ultimi mesi anche con quello di Tonino Carotone.

In apertura La Piccola Orchestra di musica popolare “Canto d’Inizio”, impegnata nella ricerca e riproposta di temi musicali e danze della tradizione popolare Italiana. 19 elementi che coprono la quasi totalità degli strumenti utilizzati nella nostra musica popolare, passando dai noti strumenti a plettro come mandolino, mandola e mandoloncello, al bouzouki strumento di origini ellenica che per le sue caratteristiche sonorità mediterranee.
 
Oltre alla parte più strettamente musicale lo spettacolo della piccola orchestra di musica popolare ”Canto d’Inizio”, è integrato da un corpo di ballo formato da componenti del gruppo che si esibiranno in danze quali, la tammuriata Campana, la tarantella Calabrese, la tarantella del Gargano, la pizzica Salentina, la tarantella di Montemarano.

Lo spettacolo è quasi un viaggio virtuale nelle terre del nostro sud, un viaggio che ci porterà dal palco del concerto, agli uliveti nelle brulle campagne del Salento, sembrerà di respirare la brezza marina delle ripide coste Garganiche al ritmo della Rodianella o della Montanara, per arrivare fino alle bellissime terre di Calabria o alle arse terre di Lucania.

Si giungerà con questo viaggio in luoghi più vicini a noi nelle campagne Laziali, nella Valle dell’Aniene, nella Ciociaria, nella Sabina, ascolteremo vicino ai temi a sfondo amoroso, testi che parlano di lavoro, di fatica, di cose semplici, appartenute ad una cultura che si va sempre più allontanando da chi, come molti di noi, vivono e svolgono gran parte della propria vita, in metropoli fredde e lontane da questa cultura, una musica nata dal popolo per unire i popoli, valore del quale mai come in questo momento vi è impellente bisogno. Canzoni con le quali le genti, nei secoli, hanno siglato i ritmi della propria vita, i ritmi delle stagioni, dei raccolti, canzoni nate per cullare i bambini e farli addormentare come le ninne nanne, canzoni nate per ritmare i movimenti del lavoro, o musiche nate per puro e semplice scopo ricreativo dopo una giornata di lavoro o in occasioni religiose o ancora dopo il raccolto nelle campagne, canti di corteggiamento, serenate, canti per trasmettere al padrone la propria insoddisfazione, canti di protesta..

Scopo della Piccola orchestra di musica popolare “Canto d’Inizio” è quello di ricordare, a chi già la conosce, e far conoscere a chi non ne ha mai sentito parlare, vuoi perché troppo giovane, vuoi perché troppo assorbito dalla frenetica vita di tutti i giorni, che esiste anche questo genere musicale, seguito in tutta Italia e nel Mondo da milioni di persone, studiato da grandi menti, interpretato da grandi musicisti.
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