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Coronavirus Roma, alta la pressione sugli ospedali: 32 pazienti gravi in più in due giorni

Negli ultimi giorni il Lazio ha inaugurato due nuovi reperti Covid per i pazienti delle terapie intensive

Continua a crescere di giorno in giorno la pressione sui reparti di terapia intensiva nel Lazio e nel resto d'Italia. La percentuale media nazionale di occupazione dei posti letto da parte di pazienti Covid nelle rianimazioni continua a salire, raggiungendo il 38% (per 4 giorni erano state stabili al 37%), ben oltre la soglia critica fissata al 30% dal ministero della Salute, come certificano gli ultimi dati dell'Agenzia per i servizi sanitari (Agenas), aggiornati a ieri sera.

Sono 12 le Regioni e Province autonome che 'sforano' oltremodo il livello critico, tra queste anche il Lazio ben otto punti percentuali sopra la media per i reparti critici e al 41% - sopra la soglia anche in questo caso - per gli altri reparti. D'altronde, negli ultimi due giorni, sono stati ricoverati 32 pazienti Covid gravi in più. Attualmente, stando ai dati regionali aggiornati al 22 marzo, sono 341 i posti occupati nelle terapie intensive, lo stesso numero di quelli ricoverati il 10 dicembre 2021, mai così tanti da allora. 

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Non è un caso che la Regione, per ampliare le 'bocche di fuoco', negli ultimi giorni ha inaugurato due nuovi reparti per i pazienti più gravi. Prima quello dell'Umberto I (18 posti), poi lunedì otto nuovi posti a Palestrina della nuova area terapia intensiva e sub-intensiva Covid.

"Si tratta di una struttura nuova, modulare e dotata di tutte le ultime tecnologie e che sarà utile in questa fase come argine per contrastare il Covid in un ospedale importante nella rete. Abbiamo messo in campo un sforzo considerevole che rimarrà come patrimonio per tutto il sistema sanitario regionale anche nelle fasi successive", ha spiegato l'assessore alla sanità laziale Alessio D'Amato

Che il virus non arretri e che il momento sia difficile, d'altronde, lo hanno spiegato anche i medici di famiglia. Il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, nel corso di un'intervista rilasciata all'agenzia Dire ha sottolineato come il passaggio di fascia dal rosso all'arancione, in questo momento, possa essere controproducente: "Onestamente non sto vedendo una diminuzione dei casi, anzi vedo un incremento delle terapie intensive e dei ricoveri. Sembra che l'Rt sia attualmente al di sotto dello 0,95, ma non ritengo che questo dato sia così attendibile. In ogni caso non penso sia possibile in questo momento passare dal 'rosso' all''arancione'".

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