La vita, le lotte e le preoccupazioni degli abitanti dell'occupazione di Caravaggio finiscono in un film

Si chiama 'Caravaggio 107' ed è l'ultimo lavoro del regista 23enne Antonio Turco. Il cortometraggio è stato premiato al Modena Viaemili@docfest

Ė un cortometraggio sulla vita quotidiana, le lotte, le preoccupazioni degli abitanti dell’occupazione di viale del Caravaggio a Tor Marancia ad aver vinto il premio del pubblico del Modena Viaemili@docfest. Il cortometraggio si chiama Caravaggio 107 ed è l’ultimo lavoro del regista 23enne Antonio Turco. La premiazione, che si sarebbe dovuta tenere presso la multisala Astra di Modena, si è svolta online venerdì 6 novembre. A presentarla il comico ligure Dario Vergassola. I 14 film in concorso sono stati visibili interamente sul sito ufficiale del festival dal 19 ottobre al primo novembre 2020, data in cui si è chiusa la votazione online.

Il film, prodotto dalla sede abruzzese del Centro Sperimentale di Cinematografia, è un viaggio all’interno dell’occupazione più grande d’Italia, circa 120 famiglie per un totale di quasi 400 persone. “Anna e Rosa, protagoniste del reportage, ci accompagnano a scoprire la vita quotidiana, le battaglie e le paure che vivono i quasi 400 occupanti in attesa dello sgombero”, si legge nella presentazione del film. Negli ultimi mesi infatti è stata spesso al centro delle cronache cittadine perché nell’agosto del 2019 al tavolo della Prefettura, poco dopo l’operazione delle forze dell’ordine in un’ex scuola a Primavalle, è stata messa in cima alla lista degli sgomberi.

Il regista Antonio Turco inizia il suo lavoro proprio in quel periodo. “A fine agosto lessi un articolo che parlava di questa occupazione. Ero in Sicilia per le vacanze estive e in poche ore sono arrivato a Roma per conoscere questa realtà. Mi colpì il fatto che queste due palazzine prima ospitavano l’assessorato alla Casa della Regione Lazio fino al 2013 e poi sono state occupate per rivendicare il diritto all’abitare”, racconta a Romatoday. “Mi sono recato fuori da questo edificio la sera stessa. Faceva caldo e le finestre erano aperte. La prima cosa che mi ha colpito è stato il brusio di varietà di lingue diverse che proveniva dalle vetrate a specchio che, guardando le più alte, quasi come un effetto ottico non riesci a distinguerle con il cielo”.

Da allora Antonio Turco ha seguito gli occupanti per diversi mesi: all’interno dell’occupazione durante la vita di tutti i giorni, ai presidi di protesta e agli incontri istituzionali. “Era un momento particolare: proprio in quei giorni era emersa la possibilità di uno sgombero e quindi dai racconti dei residenti emergevano sentimenti di ansia e preoccupazione, qualcuno non riusciva a dormire per paura di ritrovarsi di notte la polizia sotto casa pronta a sgomberarli. Non è stato facile entrare in relazione con questa realtà infatti, una scelta vincente è stata quella di aver scelto la videocamera più piccola a mia disposizione”.

La premiazione di venerdì scorso al Modena Viaemili@docfest segue la partecipazione alla sezione non competitiva al Social World Film Festival. Il film è stato selezionato anche al Foggia Film Festival - University Award che si sarebbe dovuto tenere dal 15 al 21 novembre. Lo stesso è stato rinviato a data da destinarsi nella speranza di organizzare la rassegna con la presenza del pubblico.
 

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