“Ripartiamo con un fiore”: da Piazza di Spagna al Colosseo, l'iniziativa targata Coldiretti

Una mobilitazione nel pieno rispetto delle misure di sicurezza anti virus a colpi di petali e colori organizzata dalla Coldiretti in collaborazione con AFFI e Federfiori

Nel centro storico di Roma è stata adornata con fiori e fronde una botticella che da piazza di Spagna ha raggiunto il Colosseo, attraverso piazza del Popolo, piazza Venezia e i Fori Imperiali. Si tratta di una iniziativa nazionale che Coldiretti ha ideato per portare l’attenzione sul crack da oltre1,5 miliardi per il settore delle piante e dei fiori Made in Italy. 

Una mobilitazione nel pieno rispetto delle misure di sicurezza anti virus a colpi di petali e colori organizzata dalla Coldiretti in collaborazione con AFFI (Associazione Floricoltori e Fioristi Italiani) e Federfiori. “La crisi generata dal Covid 19 ha provocato il crollo del fatturato e stravolto i bilanci delle aziende – hanno sottolineato da Coldiretti – e le composizioni floreali della durata di 24 ore per l’iniziativa “Ripartiamo con un fiore” rappresentano la richiesta di aiuto di un settore strategico per l’economia, il lavoro e la qualità della vita in Italia messo a rischio prima dalla concorrenza sleale di importazioni dall’estero e adesso dal crollo delle vendite causato dalla pandemia con il record storico negativo di miliardi piante e fiori mandati al macero”. 

Il Lazio rappresentava, prima della pandemia, il 10% del mercato nazionale di piante e fiori con un giro di affari di oltre 100 milioni di euro ed è al quarto posto della classifica nazionale. Un settore messo a dura prova dall’emergenza sanitaria. “L’invito è quello di acquistare fiori italiani – ha spiegato il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri – per sostenere un settore che rappresenta un’eccellenza del nostro territorio. Una situazione senza precedenti nella storia dell’Italia, dove per effetto delle misure di sicurezza anti virus e dei timori legati al contagio sono stati rinviati, addirittura al prossimo anno, quasi 60mila matrimoni, ai quali si aggiungono mancate cresime, comunioni, battesimi, eventi pubblici, fiere e assemblee, con la sospensione persino dei funerali e la chiusura dei cimiteri, in un periodo in cui per molte aziende si realizza oltre il 75% del fatturato annuale, grazie anche ai tanti appassionati dal pollice verde che con l’aprirsi della stagione riempiono di piante e fiori case, balconi e giardini”.

“Nel comparto – rileva la Coldiretti – sono coinvolte 27mila imprese con circa 200mila posti di lavoro che ora si trovano in gravissime difficoltà. Il settore – secondo la Coldiretti – ha bisogno di misure urgenti per dare liquidità alle aziende senza la quale non potranno essere avviati nuovi cicli colturali per la ripresa delle attività commerciali normali che si stima, visto il decorso dell’emergenza sanitaria e la stagionalità del settore, non avverrà prima di settembre”. 

Per salvare imprese e posti di lavoro sono necessari interventi urgenti e concreti su tutte le scadenze, fiscali e non, per la gestione dei dipendenti e l’accesso agli ammortizzatori sociali.

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La Coldiretti ha chiesto indennizzi a fondo perduto per coprire i danni subiti dalle imprese e garantire la liquidità necessaria a ripartire con i nuovi cicli produttivi, esonerando il settore dal pagamento di imposte e tasse e dei contributi previdenziali e assistenziali per il 2020. “Inoltre vanno potenziate e allargate le misure previste per il Bonus Verde. Per aprire nuovi mercati – concludono da Coldiretti - va finanziata la promozione del settore e dei consumi nazionali ed esteri per un vero rilancio di piante e fiori Made in Italy.
 

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