Martedì, 15 Giugno 2021
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Roma tpl, ricorsi al Tar per gara sui bus in periferia: bando a rischio blocco

Tra le motivazioni dei ricorrenti il prezzo eccessivo imposto per l'acquisto delle vetture dall'attuale gestore e la clausola sociale. La decisione dei giudici è attesa per il 20 febbraio

Immagine d'archivio

Quattro ricorsi rischiano di bloccare il bando per i bus delle periferie. Pubblicata a novembre dopo mesi di ritardo, la gara per l'affidamento delle 101 linee del servizio, ora a Roma Tpl in proroga fino al 1 gennaio 2020, è sotto la lente dei giudici amministrativi. 

Due lotti per una cifra a base d'asta di 987.953.580 euro senza iva, per 8 anni di affidamento non rinnovabili e 30 milioni di chilometri assegnati, presenta, tra le condizioni agli offerenti, anche l'acquisto dei mezzi della Roma Tpl. Niente di strano, se non fosse per la cifra, 35 milioni per il primo lotto e 25 milioni e 700 mila euro per il secondo, giudicata eccessiva dai ricorrenti (le società Autoguidovie SPA, Busitalia, GTM e SIA) specie alla luce di vetture non sempre in buono stato. Altro punto contestato riguarda alcuni aspetti della clausola sociale, obbligo di riassorbimento dei lavoratori impiegati dalla Roma Tpl, inserita nel bando.

"L'ennesima beffa a fronte di un bando già ritirato due volte per vizi di forma, come l’importo di un miliardo di euro precedentemente fissato a 100 milioni a causa di una virgola di troppo" commentano i blogger di Odissea Quotidiana. Che già avevano "messo in guardia l’amministrazione anche sull’ultima stesura del testo, a commettere sbagli grossolani di cui i romani sconteranno le conseguenze".

A quanto appreso da RomaToday il pronunciamento era atteso per oggi, ma i giudici hanno chiesto ai ricorrenti di fornire ulteriori precisazioni e documentazione, rinviando la decisione al 20 febbraio.

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