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Nel parco che brucia d'incuria non si può protestare: rubato lo striscione di denuncia

Roghi continui al Parco delle Sabine: il polmone verde tra Fidene e Serpentara mai totalmente consegnato al territorio

Totalmente abbandonato, arido e pericoloso: così sprofonda nell'incuria più totale il Parco delle Sabine, 147 ettari che si estendono tra Fidene e Serpentara, un grande polmone verde mai ultimato e mai totalmente consegnato dai costruttori a Roma Capitale.

Incendi e incuria: così muore il Parco delle Sabine

Un parco incompleto che muore sotto gli occhi inermi dei residenti e di quei pochi volontari che, tra pulizie volontarie, iniziative di decoro partecipato e pungolo continuo alle istituzioni, tentano di salvarlo dall'inesorabile declino. 

Tanto indecente e bistrattato da rappresentare una fonte di rischio per tutto l'intorno: al Parco delle Sabine è già infatti iniziata la stagione degli incendi estivi, roghi che negli anni hanno divorato ettari di verde consegnando alla zona momenti di paura, fuliggine e collinette carbonizzate. 

A Porta di Roma tre incendi in quattro giorni

Tre gli incendi negli ultimi quattro giorni. "Sempre verso il primo pomeriggio quando il parco è deserto. Stavolta sulla collinetta che non è stata sfalciata. Questi personaggi pensano di stare in campagna. Auguratevi davvero che non succeda nulla di irreparabile" - commenta l'associazione Tutela Parco delle Sabine che da anni si batte per il completamento e la consegna del parco al territorio. 

La battaglia di volontari e associazioni

Una battaglia lunga e logorante con gli obiettivi perseguiti ancora lontani. Così il quartiere protesta: "Porta di Roma: 10 anni di inadempienze, zero sanzioni" - il testo dello striscione affisso nel parco.

Un monito alle istituzioni ad accelerare i tempi e prendere dal privato il rispetto degli accordi e la consegna di quanto dovuto alla cittadinanza, il rimprovero per non aver ottenuto abbastanza nel decennio appena trascorso nonostante la richiesta di 6milioni di euro che il Campidoglio ha avanzato al curatore fallimentare per gli oneri e le opere mai realizzate dalla società costruttrice.

Un cartello durato pochi giorni, prima strappato e poi rimosso da ignoti. "Dei i minus habens (tanto minus che è improbabile che capiscano che significa) hanno completato l'opera e fatto sparire lo striscione di protesta. Finalmente tutti i problemi di Porta di Roma sono risolti" - hanno commentato la sparizione dalla Tutela Parco delle Sabine.

Li, nel parco bruciato dall'incuria, non si può più nemmeno protestare. 
 

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