Mercoledì, 4 Agosto 2021
Centocelle Tor Sapienza / Piazzale Pino Pascali

Le mani delle banche sul Centro Carni, il Consiglio approva la cessione

L'Aula Giulio Cesare ha dato l'ok al conferimento ad Ama del 49% dello stabilimento "Centro Carni" di Tor Sapienza. Sul destino della struttura gravano i 647 milioni di euro di debito della municipalizzata

Foto Coordinamento Popolare contro la speculazione sul Centro Carni

Con 24 voti favorevoli, 10 contrari ed un astenuto nella seduta di venerdì 4 luglio l’Assemblea Capitolina ha autorizzato la cessione ad Ama Spa di una quota pari al 49% del "Centro Carni" di viale Palmiro Togliatti. Diventa così sempre più incerto il destino della struttura su cui grava il peso dei 647,8 milioni di euro di debito contratti dalla municipalizzata nei confronti di alcuni istituti di credito, su tutti Bnp Paribas. La delibera approvata in consiglio prevede inoltre la costituzione di due fondi immobiliari "per la gestione e valorizzazione del patrimonio immobiliari Ama" del valore complessivo di 269 milioni di euro. 

I DEBITI DI AMA - Per ottenere il finanziamento monstre nel 2009 l’Ama si è impegnata a "valorizzare" alcune unità immobiliari, tra cui appunto il "Centro Carni" di Tor Sapienza il cui valore è stato stimato in 116 milioni e 223 mila euro, oggi interamente di proprietà di Ama che deteneva già il 51% della proprietà. Sarebbero 300 i milioni che la società si era impegnata a restituire agli istituti di credito entro febbraio 2014, una scadenza rimandata prima al 30 aprile, quindi al 30 giugno scorso. Secondo indiscrezioni dietro l’approvazione della Delibera ci sarebbe un retroscena preoccupante. Gli istituti bancari avrebbero infatti minacciato di bloccare ogni apertura di credito nei confronti della municipalizzata mettendo così a rischio il pagamento degli stipendi di luglio. 

UNA CESSIONE VINCOLATA? - A detta dei critici, su tutti il M5S e il Coordinamento Popolare contro la speculazione del Centro Carni, il conferimento dell’intera struttura nelle mani di Ama la espone automaticamente agli interessi dei gruppi bancari. Per evitare il peggio la maggioranza di centrosinistra ha così approvato, congiuntamente alla delibera che ne decreta la cessione, due ordini del giorno per vincolarne la destinazione d'uso.

Nel documento del Partito Democratico si chiede al Sindaco Marino "di attivare tutti quei meccanismi regolamentari e urbanistici che blocchino ogni possibile speculazione edilizia sull’area del Centro Carni". Sel sollecita invece il Campidoglio a "fornire idonee garanzie sul rispetto della destinazione d’uso prevista dal Prg sull’area su cui insiste il complesso del  Centro Carni e di concedere il diritto di prelazione all’acquisto delle aree da parte degli operatori del Centro Carni che attualmente le hanno in uso". Al di là delle formule di rito il destino del Centro Carni resta comunque in bilico, e già si paventa un possibile contenzioso tra Comune, Ama e istituti bancari per la disponibilità della struttura. 

IL CENTRO CARNI - L’area del "Centro Carni" è situata tra via Collatina, via Severini e viale Togliatti. La struttura è stata costruita dopo il trasferimento del vecchio mattatoio di Testaccio e, sebbene le funzioni di macellazione si siano andate via via riducendo, il centro ospita tuttora circa 50 operatori che forniscono 10 mila quintali di carne a settimana. In passato si è parlato di un possibile trasferimento del "Centro Carni" negli spazi del CAR di Guidonia, una soluzione che ha trovato la netta contrarietà degli operatori, tanto più che, come rileva l’ordine del giorno presentato da Sel, da circa 20 anni il Comune di Roma ha scaricato sulle spalle degli stessi esercenti i costi di tutte le realizzazioni edili e strutturali all’interno dello stabilimento.

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