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'Centocelle è CøAsa Nostra', assemblea pubblica "per una rete di antimafia sociale"

Appuntamento sabato 15 alle ore 16 presso l'Istituto Comprensivo Via dei Sesami

Il corteo dopo gli incendi a Centocelle (ANSA/FABIO FRUSTACI)

Una O sbarrata che diventa una A. E ‘cosa nostra’ diventa ‘casa nostra’. Si chiama ‘Centocelle è CøAsa Nostra’ il percorso promosso dalle realtà della Rete dei Numeri Pari impegnate nel quartiere che sorge lungo la Casilina che verrà presentata sabato 15 febbraio alle ore 16 presso l’Istituto Comprensivo Via dei Sesami nel corso di un'assemblea. All'evento interverranno diverse realtà cittadine (Libera Contro le Mafie, l'istituto comprensivo di Via dei Sesami, la Casa del Popolo di Centocelle Iskra Coop Sociale Onlus, Libera Assemblea Centocelle, Nonna Roma, Fiom-Cgil Roma e Lazio, USICONS, Comitato Parco di via delle Palme).

E se la Rete dei numeri pari, che riunisce centinaia di soggetti in tutta Italia, tra cui anche Libera, impegnati nella lotta alle disuguaglianze sociali, è attiva sul quel territorio ormai da diversi anni, questo percorso prende le mosse da quanto accaduto nel novembre scorso tra via delle Palme e via dei Ciclamini quando diversi locali, tra cui la libreria La Pecora Elettrica, sono stati distrutti da incendi di natura dolosa. La reazione della cittadinanza, in quei giorni, si fece sentire e migliaia di persone riempirono le strade di Centocelle con diverse manifestazioni.

“Le condizioni che hanno determinato quel contesto non sono cambiate, nonostante non vi sia più l’attenzione dei media”, si legge nell’appello. “Il nostro quartiere, così come il resto della città, è da molto tempo vittima di attività e iniziative criminali. La penetrazione mafiosa, il numero dei clan, le piazze dello spaccio, sono in costante aumento nella Capitale, secondo i dati della Direzione Distrettuale Antimafia”. Con numeri che parlano di 94 clan e 100 piazze dello spaccio.

“Non può definirsi libera una città in cui intere parti di territorio, settori dell’economia e relazioni sociali sono in mano alle organizzazioni criminali. Non si può definire libera una città in cui una persona su tre è a rischio di esclusione sociale, 135 mila giovani non lavorano, non cercano lavoro perché convinti che non lo troveranno, non studiano e non sono nemmeno in formazione, 550 mila anziani vivono con meno di 11 mila euro all’anno e non possono affrontare una spesa imprevista, 40 mila sono le persone senza dimora e 20 mila le famiglie che aspettano casa popolare da vent’anni”.

Criminalità organizzata e povertà. Per la Rete dei numeri pari “l’aumento senza precedenti delle disuguaglianze favorisce le mafie e consente loro di esercitare un ricatto maggiore sui nostri giovani, sui nostri settori produttivi e sociali. Quando il lavoro non si trova, i servizi vengono tagliati e i diritti sociali non valgono più, sono le organizzazioni criminali e mafiose che si sostituiscono alle istituzioni, dando un’immagine falsata di poter garantire sicurezza e lavoro". Così la giustizia sociale "è la precondizione per sconfiggere le mafie e su questo la politica in questi anni è stata assente, o in alcuni casi addirittura collusa e complice, pensando di affrontare il potere delle mafie con bei discorsi, cerimonie e memoria, senza costruire le risposte necessarie".

L'appello è rivolto a tutti: "Per noi cittadini-e, associazioni, reti sociali, parrocchie, lavoratori e lavoratrici, operatori nel sociale, insegnanti, studenti e studentesse, famiglie, commercianti, imprenditori, migranti, contrastare le mafie diventa un esercizio di cittadinanza e oggi siamo tutti e tutte chiamati a unire il nostro impegno per far crescere la consapevolezza e la partecipazione. Sono questi i veri anticorpi di contrasto alle mafie. Di questo le mafie hanno paura. Cultura, bellezza e diritti sono strumenti straordinari di cambiamento e di contrasto alle mafie. Povertà culturale, economica, razzismo, subalternità e sottomissione a chi si crede più forte sono i loro alleati".

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Per questo "abbiamo deciso di convocare un’assemblea pubblica" che sarà organizzata in due momenti. "Nel primo cercheremo di rispondere ad alcune domande: cos’è la mafia oggi? Come si è strutturata a Roma e nel quartiere? Sono cambiate le condizioni che ne hanno determinato la nascita? Chi sono i loro alleati? Che impatto ha nelle nostre vite? Quali politiche sociali sono necessarie per contrastarle? Nella seconda parte dell’assemblea, proponiamo cosa possiamo fare noi: informeremo sui percorsi di formazione, di strumenti di mutualismo solidale che possiamo mettere a disposizione gratuitamente. Infine, individueremo delle iniziative condivise, campagne, proposte nei confronti delle pubbliche amministrazioni, per rimettere al centro la memoria e l’impegno, per ottenere quella giustizia sociale utile a contrastare efficacemente le mafie, a partire da Centocelle".
 

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