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INTERVISTA | Primarie Municipio IV, Massimiliano Umberti (Pd): “Non mancherà mai il dialogo con le forze democratiche”

Nell’ultima legislatura ha ricoperto il ruolo di capogruppo dem, prima ancora è stato presidente del consiglio municipale con la giunta Pd

Massimiliano Umberti è uno dei tre candidati del Partito democratico per le primarie del centrosinistra in calendario il prossimo 20 giugno. Da dieci anni consigliere eletto in IV Municipio dove ha ricoperto prima il ruolo di presidente d’aula poi di capogruppo dem. Dignità sociale e rigenerazione urbana ma anche strade sicure e legalità i cardini della sua politica.

Si candida alle primarie del centrosinistra sinistra, perché?

È il prosieguo naturale di un percorso che ho portato avanti negli ultimi dieci anni durante le passate legislature, sia come presidente del consiglio che come capogruppo, in entrambi i casi sono stato primo degli eletti. Conosco la macchina municipale e penso di poter essere di supporto al centrosinistra per riconquistare questo municipio. In altre parole, metto a disposizione la mia competenza e l’esperienza maturata negli anni, sia da militante e da consigliere eletto.

Pensa che le primarie possano essere divisive per il centrosinistra?

Mi auguro di no. Se così fosse sarebbe come perdere prima di iniziare a gareggiare. Il prossimo 20 giugno  sarà una grande festa, un momento importante da cui il centrosinistra uscirà senz’altro più forte e più coeso.

Se vincesse lei le primarie del 20 giugno quali tematiche riterrebbe centrali per compattare il centrosinistra alle amministrative di ottobre?

Porterò sul tavolo della coalizione del centrosinistra un’agenda con 10 punti che spaziano dalla dignità sociale allo sportello del cittadino, con iniziative per bambini e famiglie, rigenerazione urbana, piano regolatore del commercio, la fine dei lavori sulla via Tiburtina, e ancora decoro urbano, strade sicure, sicurezza e legalità, una nuova pianificazione dello Sdo.

Quali sono le priorità che affronterebbe se venisse eletto?

La priorità sarebbe lavorare ad un programma che guardi al futuro per attrarre investimenti e capitali. Non solo, elaborare progetti che restituiscano maggiore dignità ai cittadini tutti, grandi e piccoli, e ai dipendenti municipali anche cercando una casa adeguata. Ma anche decoro, sicurezza, cultura.

Se lei diventasse presidente cosa non mancherebbe al Tiburtino?

Il dialogo con tutte le forze democratiche del Municipio. Mancherebbe invece il dialogo con gli estremisti di destra che, invece, hanno preso troppo piede negli ultimi cinque anni con la presidenza Della Casa.

Che voto merita la passata amministrazione, secondo lei?

Sicuramente insufficiente. Le condizioni del municipio sono sotto gli occhi di tutti, l’arroganza con cui è stato governato l’ha reso quello che vediamo oggi: un municipio totalmente distante dalle esigenze dei cittadini. Soprattutto nell’ambito del sociale, basti pensare che invece di lavorare alla distribuzione dei buoni spesa, si è pensato di spendere i soldi per luminarie e progetti culturali durante il lockdown.

Un giudizio sul Movimento Cinque Stelle?

Ha due anime, una che ha contribuito a fondare il partito e che oggi sta fuori da esso, pura e sana, un’anima vera che nel nostro territorio è rappresentata dai 15 consiglieri eletti e poi un’anima arrogante, non incline al dialogo, lontana dai cittadini che riguarda Roberta Della Casa e parte della sua squadra.

Augurandole che vada tutto bene, immaginiamo però uno scenario nefasto per il suo schieramento politico con un turno di ballottaggio che vede solo centrodestra e M5s. Come si comporterebbe?

Questa eventualità non accadrà mai e non ci sarà da scegliere. Al ballottaggio ci saremo noi.

Che rapporto ci sarebbe con il M5s?

Un confronto sui programmi.

Perché i cittadini del quarto dovrebbero scegliere lei?

Per il mio impegno dimostrato negli anni dentro l’aula consiliare e sul territorio. Mi auguro di aver avviato processi necessari per risolvere i problemi che mi sono stati posti durante l’ultimo mandato e ancora prima, con l’altra consiliatura. E soprattutto perché sono riuscito a mandare a casa Roberta Della Casa (ex presidente del tiburtino sfiduciata all’unanimità, oggi collaboratrice della sindaca ndr).

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