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Da area abbandonata ad esempio di land art: così mosaici e uncinetto hanno salvato il parco

In via Cortina d’Ampezzo le opere di Francesca Merola nel terreno che per oltre dieci anni è stato una discarica abusiva: “L’arte rigenera gli spazi e li rende rassicuranti”

Da area abbandonata ad esempio di land art nel cuore di Roma nord. E’ stata l’arte ad aver “salvato” il parco in zona Cortina d’Ampezzo restituendolo più bello e decoroso agli abitanti del quartiere. Si perchè il giardino che oggi splende colorato da uncinetti e mosaici per anni non è stato altro che un terreno occupato prima da materiali di risulta, poi dai rifiuti sversati illecitamente da zozzoni e incivili.

L'arte salva il parco: a Roma nord mosaici e uncinetti sugli alberi

“E’ servito uno sforzo enorme per liberare almeno la prima parte da rifiuti ingombranti, copertoni, calcinacci e vecchi elettrodomestici. Solo poi con altri abitanti della zona abbiamo potuto iniziare a prenderci cura del parchetto” - ha spiegato a RomaToday Francesca Merola, residente di via Cortina d’Ampezzo. E’ lei la creativa che ha realizzato in quel giardino mosaici e il “paradiso” dello yarn bombing, ossia il rivestimento degli alberi con i tessuti. Nel caso di Francesca e di Cortina d’Ampezzo di lavorazioni all’uncinetto. “Non sono invasive e possono essere facilmente rimosse qualora ve ne sia la necessità e non c’è dubbio che abbelliscano lo scenario” - dice. Li è proprio così. Gli alberi investiti dall’urban knitting oggi formano un vero e proprio “sentiero degli uncinetti”, li dove fino a poco tempo fa “c’erano solo canne, rovi e rifiuti”. 

Via Cortina d'Ampezzo: il sentiero degli uncinetti

“Mi riempie di felicità vedere ragazzi e famiglie che scendono a fare la passeggiata incuriositi dalle installazioni e dai mosaici” - spiega Francesca. L’arte ha segnato il suo percorso di vita: dal canto alla moda, poi la grafica pubblicitaria e ancora una linea di borse derivate dai cartelloni riciclati e lavorati dalle carcerate di Rebibbia. Sociale ed arte, decoro e opere. A Cortina d’Ampezzo sono rinati alberi, vecchie pedane consunte, tronchi tagliati e lasciati marcire nel terreno.

“Seguo le correnti della land art, ossia l’intervento diretto dell’artista nella natura e sulla natura e dello yarn bombing. L’obiettivo - spiega Francesca - è quello di trasformare situazioni degradate, rigenerarle attraverso l’arte. Spazi e oggetti abbandonati da valorizzare affinchè diventino, come accaduto per i mosaici e gli uncinetti, luoghi apprezzati e di riferimento. Nel parco l’uncinetto sugli alberi è rassicurante: genera un percorso e fa sapere che li c’è passato qualcuno e che non bisogna avere paura, ci si può riprendere spazi che pensavamo persi. Spero - conclude Francesca - di poter coinvolgere presto anche le scuole: sarebbe bello per i bambini poter godere di arte e natura allo stesso tempo”. 

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