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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
Parioli

Elezioni Roma: il programma della lista Calenda Sindaco per il II Municipio

Le proposte a sostegno della candidatura di Caterina Boca

Ecco il programma completo della lista Calenda Sindaco per il II Municipio, a sostegno della candidatura di Caterina Boca presidente.

Il Municipio II è forse quello che a Roma contiene il mix più favorevole tra risorse esistenti e potenzialità di sviluppo.

Il primo pilastro strategico è quello di proteggere e valorizzare le risorse esistenti, a partire da quelle che sono in stato di maggior degrado, e che hanno una maggiore ripercussione sulla vita degli abitanti e di chi in generale frequenta il territorio del Municipio. Grazie ai suoi spazi, alle relativa maggiore facilità di realizzare impianti, sedi, infrastrutture e parcheggi, e alla possibilità di sfruttamento di un grande patrimonio in disuso o in abbandono, il Municipio II ha un margine di sviluppo molto alto. Il secondo pilastro strategico è quello di far leva sulle potenzialità esistenti, e crearne di nuove per rendere il Municipio II un territorio ancora più attrattivo per chi ci abita che per chi lo frequenta, così come un modello per tutta la città.

Linee strategiche

Le linee di programma si basano sui seguenti obiettivi strategici:

  1. Innalzamento del tenore complessivo di vita per gli abitanti, estendendo per quanto possibile alle zone più disagiate gli stessi vantaggi di cui possono godere quelle più fortunate (in termini di sicurezza, trasporti, decoro, servizi pubblici e privati, qualità degli spazi verdi, centri e sedi, ecc.)
  2. Radicale miglioramento della mobilità: ripristino e sviluppo del trasporto pubblico con precedenza al trasporto su rotaia, lungo direttrici non solo radiali ma anche di interconnessione tra i diversi quartieri del Municipio; progettazione integrata di un sistema di parcheggi; manutenzione delle strade; consolidamento delle infrastrutture per la mobilità dolce
  3. Tutela e riqualificazione del grande patrimonio di verde pubblico (incluse le numerose Ville Storiche), ricorrendo a modelli gestionali efficienti già in uso in Italia, e a una rigorosa politica di decentramento e coinvolgimento della cittadinanza
  4. Realizzazione di una serie di opere pubbliche di vitale importanza, a partire dal ripristino e la valorizzazione di edifici in disuso o fatiscenti (Stadio Flaminio, ex Caserme di Via Guido Reni, Borghetto Flaminio, edifici all’interno delle ville storiche, ecc.), con conseguente riqualificazione delle zone circostanti
  5. Valorizzare il grande patrimonio culturale presente nel Municipio, sfruttando le numerose e importanti strutture e spazi esistenti, e creandone di nuovi, per raggiungere a un livello organizzato di offerta di intrattenimento, di apprendimento e formazione che sia la più completa e qualificata per tutta la città
  6. Fare del Municipio il punto di riferimento cittadino in ambito sportivo, per la grande presenza di strutture (molte funzionanti, altre da ripristinare come lo Stadio Flaminio e il Palazzetto dello Sport) e di spazi di quartiere, inclusi quelli messi a disposizione dalle grandi estensioni delle Ville Storiche
  7. Fare leva sulle importanti sedi universitarie e della ricerca presenti sul territorio, come elemento chiave di miglioramento della qualità della vita e dei servizi, a beneficio della comunità lavorava, studentesca e residenziale

La realizzazione di ciascuno dei suddetti obiettivi sarà attuata secondo un relativo piano articolato di azioni nel breve, medio o lungo periodo, a seconda dei casi specifici e dei fondi disponibili.

MOBILITA' - CRITICITÀ

  • Nessuna nuova infrastruttura è stata messa in funzione nel Municipio negli ultimi cinque anni. Non è stato realizzato un solo metro di linea su rotaia
  • Il tram 2 è stato sospeso per almeno un anno, per mancanza di fondi e conseguenti appalti per la prevista manutenzione dell’armamento
  • Da novembre 2020 sono chiuse le stazioni di metro Castro Pretorio e Policlinico per manutenzione delle scale mobili
  • La ferrovia Roma Nord è una delle peggiori in Italia, con un numero altissimo di corse soppresse e materiale rotabile fatiscente
  • Sono stati realizzati in 30 anni solo il 25% dei parcheggi programmati dal Piano Urbano Parcheggi
  • La manutenzione delle strade di responsabilità del Municipio è mediamente di livello assai scadente
  • Esistono casi di viabilità di quartiere da rivedere totalmente (es. Piazza Pitagora-Piazza Ungheria, Belle Arti-Flaminio)
  • Le piste ciclabili esistenti (alcune da rivedere o riprogettare, e molte da manutenere) sono da integrare in una rete razionale
  • I progetti di realizzazione di isole pedonali e/o 30 km/h sono male impostati

PROPOSTE

  • Realizzare il Tram della Musica con un primo lotto Risorgimento – Auditorium per poi arrivare fino Piazza Ungheria
  • Prolungare il tram da piazzale del Verano alla stazione Tiburtina e la linea 2 da Piazza Mancini a Vigna Clara
  • Trasformare la ferrovia Roma – Nord in metropolitana nel tratto urbano da Flaminio a Montebello
  • Riprendere l’iter per la realizzazione della linea metro D (dall’EUR a Talenti) con le fermate Vescovio, Verbano, Buenos Aires e Fiume
  • Mettere in sicurezza le piste ciclabili ed integrarle in un’ottica di rete
  • Sovraintendere al completamento dei lavori per i parcheggi di Piazza Annibaliano e Via Chiana, e promuovere la realizzazione del parcheggio di Via Panama
  • Realizzare isole ambientali (zone 30 km/h) ove verificata la fattibilità e la sostenibilità in termini di impatto complessivo (es. Coppedè, Piazza Caprera, Piazza Alessandria, San Lorenzo), seguendo un percorso condiviso
  • Ottenere i finanziamenti e rivedere il modello di governance per la manutenzione stradale di pertinenza del Municipio

TRASPORTO PUBBLICO

L’insieme complessivo delle infrastrutture su ferro è una combinazione fisiologica di linee radiali (Tram 2, Ferrovia Roma Nord, Metro B e B1) e circolari (Tram 3 e 19). L’intero impianto avrebbe benefici considerevoli se fossero presenti ulteriori direttrici da e verso il centro (come la linea D della metropolitana) così come un ulteriore anello tranviario che possa interessare la zona dei Parioli, dell’Auditorium e del Flaminio. All’interno del Municipio si segnala l’anomalia del quartiere Parioli, che nonostante la sua centralità e la densità abitativa, è uno dei più sguarniti a livello di trasporto pubblico. L’effetto del PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile) sul secondo Municipio è rappresentato dalla Linea D della metropolitana, che percorre diagonalmente il Municipio II da Prati Fiscali a Piazza Fiume, e da una nuova linea tranviaria che da Prati (Piazza Risorgimento) raggiunge l’Auditorium (Tranvia della Musica).

CRITICITA'

Il trasporto pubblico del Municipio II risente di carenze gravi che si manifestano a livello cittadino (linee soppresse, mezzi vetusti, modelli di manutenzione insostenibile, stazioni metro inospitali e insicure, mancanza di informazioni, ecc.).

Alcuni problemi si sono tuttavia manifestati in modo particolarmente grave nell’area del Municipio:

  • Nessuna nuova infrastruttura è stata messa in funzione nel Municipio negli ultimi cinque anni. Non è stato realizzato un solo metro di linea su rotaia.
  • Il tram 2 – la linea più importante del quartiere Flaminio – è stato sospeso per almeno un anno, per mancanza di fondi e conseguenti appalti per la manutenzione dell’armamento. Queste attività – seppure di carattere straordinario per la loro rilevanza – erano assolutamente prevedibili e pianificabili per tempo. Gli autobus sostitutivi, portando 2,5 volte in meno i passeggeri del tram tipo Cityway usato sulla linea, incorrono in sovraffollamenti molto pericolosi in tempi di pandemia. A fronte dello stesso
    tipo di problemi, è a rischio l’intera linea tranviaria 3.
     
  • Da novembre 2020 sono chiuse – per manutenzione delle scale mobili – le stazioni di Castro Pretorio e Policlinico, e si prevede che queste possano riaprire solo alla fine del 2021, avvicinandosi e forse superando l’anno di fermo. Ciò è ancora più grave considerando l’afflusso che caratterizza le due fermate, dovuto alla presenza dell’Università La Sapienza e del Policlinico Umberto I.
  • Classificata nel 2019 da Legambiente come peggiore linea ferroviaria per pendolari (con materiale rotabile vecchio e in pessime condizioni di sicurezza e confort), sulla ferrovia Roma Nord nel 2020 ci sono stati oltre 5.000 treni soppressi, con punte di 100 corse saltate in un giorno, e circa 600 in una settimana.

PROPOSTE

  • Va realizzato nei tempi più brevi il lavoro di manutenzione straordinaria dell’armamento della linea del tram 2, e scongiurato un fermo analogo per la linea 3. Ciò va fatto modificando e attuando protocolli funzionali tra ATAC e Roma Servizi per la Mobilità, che impediscano disservizi simili per i cicli manutentivi ordinari e straordinari delle linee tranviarie.
  • Vanno riaperte nei tempi più brevi le stazioni della Metro B chiuse da mesi per manutenzione delle scale mobili. Anche qui vale il discorso di revisione degli approcci manutentivi ordinari e straordinari.
  • La linea ferroviaria Roma Nord deve essere trasformata in metropolitana, attraverso la riforma della Legge regionale 30/1998, per trasferire le competenze in materia di gestione delle ferrovie ‘ex concesse’ alla Città Metropolitana, e iniziare a spendere i 337 milioni di euro della Regione Lazio per la sua riqualificazione.
  • Vanno realizzate nei tempi più brevi la linea tranviaria Risorgimento-Auditorium (56 M€) e Tiburtina-Ponte Mammolo (50 M€).
  • Nel medio periodo, va realizzata la linea tranviaria Mancini-Vigna Clara (45 M€), e deve essere progettato il raccordo tranviario fra Auditorium e Piazza Ungheria, attraverso il quartiere Parioli.
  • Nel lungo periodo, andrà realizzata la linea D della metropolitana (Ojetti – Agricoltura). Per questa opera strategica, del costo stimato di 3.300 M€, non esiste ancora una progettazione definitiva, né un finanziamento.
  • Deve essere potenziato il nodo di scambio Libia – Nomentana

PARCHEGGI

PROPOSTE

E' necessario:

  1. Ridefinire completamente le norme di attuazione del PUP per ridisegnare l’iter procedurale alla luce degli scarsi risultati fino ad oggi conseguiti.
  2. Proporre una revisione delle iniziative non ancora pervenute alla stipula della convenzione.
  3. Procedere ad una verifica delle iniziative con Convenzione stipulata, al fine di definirne la prosecuzione o meno, ove ne sussistano i motivi.
  4. Favorire il completamento delle iniziative avviate e attualmente ferme
  5. Nuova definizione dei fabbisogni e individuazione di possibili nuove localizzazioni.
  6. Per le iniziative private o pubbliche volte a realizzare parcheggi pertinenziali definire e promuovere meccanismi economici e fiscali di incentivazione all’acquisto di box pertinenziali, per tener conto dell’attuale congiuntura di mercato, destinata a durare diversi anni.
  7. Per le iniziative private o pubbliche volte a realizzare parcheggi a rotazione definire e promuovere meccanismi di tariffazione, mix funzionali e formule di partenariato pubblico-privato che possano consentire un equilibrio economico della gestione ed il ritorno dell’investimento.
  8. Controllo serrato della sosta a pagamento e della sosta abusiva (doppia fila ecc.) con soluzioni tecnologiche, e/o affidamento anche ad ausiliari del traffico.

MOBILITA' DOLCE

PROPOSTE

  1. Completare e razionalizzare la rete di ciclovie del Municipio in una visione organica, che contempli la progettazione e realizzazione dei tratti più strategici, che sono peraltro contemplati nella visione di piano del PUMS e/o dal progetto Way: Endless Bikelane dell’Associazione Salvaciclisti: Direttrice Via Flaminia, Viale Regina, Corso Trieste, Castro-Pretorio – Villa Borghese.
  2. Trasformare le ciclabili transitorie in definitive, istituendo il doppio senso dove manca, e un sistema di protezioni adeguato
  3. Sopprimere i tratti pericolosi (es. Lungotevere Arnaldo da Brescia), progettando percorsi alternativi
  4. Promuovere la realizzazione del GRAB, valutando con attenzione gli impatti sulla viabilità ordinaria e sul verde (Villa Ada), attraverso un percorso condiviso
  5. Completare la rete ciclabile con attraversamenti, raccordi, semafori, segnaletica, rastrelliere, parcheggi di scambio, ecc.
  6. Integrare le rete delle ciclovie con zone 30 Km/h, nelle aree di cui sia stata individuata la fattibilità
  7. Implementare un piano di manutenzione ordinaria di tutte le piste

VIABILITA'

CRITICITÀ

Negli anni, inclusi gli ultimi 5 dell’attuale consiliatura, nessuno si è occupato di risolvere il problema delle lunghe code che si creano in determinati orari su alcune strade a causa dei lunghi tempi di attraversamento dei 2 incroci: appare subito evidente che un veicolo (sia esso pubblico o privato) proveniente da Viale Bruno Buozzi e diretto a Via Panama / Via Lima (quartiere Salario) può attendere fino a 8 tempi semaforici (4 su Piazza Pitagora + 4 su Piazza Ungheria) per percorrere pochi metri. Questo nell’ipotesi che le code non lo costringano ad aspettare 2 turni per ogni attraversamento arrivando ad aspettare quindi anche 12 – 16 tempi semaforici.

Gli abitanti e gli utenti hanno più volte chiesto una rivisitazione del sistema dei flussi e di attraversamento senza che Municipio e Comune facessero alcunché.

PROPOSTE

Le moderne tecnologie (impianti semaforici intelligenti), modalità diverse di progettazione dei flussi attraverso sistemi di monitoraggio del traffico attivi, diverse modalità di gestione degli incroci (rotatorie ad es.) possono essere utilizzate dai tecnici per migliorare una situazione oramai ingestibile.

Quadrante Belle Arti – Piazzale Flaminio

L’area compresa tra Piazzale Belle Arti, Piazzale Flaminio, il Lungotevere delle Navi e Villa Borghese è sempre stata critica per la viabilità, essendo una zona sacrificata e con poche vie di scorrimento (fig. 1).

Vi sono in particolare due pesanti criticità, che comportano un appesantimento notevole del traffico:

  • Via Gianturco (dove si concentra un flusso veicolare decisamente superiore alla capacità della carreggiata)
  • Via Flaminia (altezza di Piazzale della Marina, dove la strada è a senso unico)

VIA GIANTURCO

La criticità nasce dal fatto che un flusso consistente di traffico privato per andare da Prati a Muro Torto è costretta ad attraversare il piccolo quartiere compreso tra Lungotevere Arnaldo da Brescia, Via Azuni, Via Flaminia e Via Luisa di Savoia, causandone il collasso.


Questo flusso dovrebbe essere convogliato tramite Ponte Margherita (vedere figura), attraverso un percorso a due o tre corsie che confluisce sul Muro Torto in modo logico.

Tuttavia, a causa dell’eccessivo carico di questo itinerario, una parte consistente del traffico diretto al Muro Torto attraversa invece il piccolo quartiere tramite un percorso tortuoso, illogico ed estremamente lento (fig. 3), passando per vie a un’unica corsia, e travasandosi nella già sovraccarica Via Gianturco, ove transitano molte linee di mezzi pubblici (490, 495, 590, 89, C3, n201 e nMA, cui si è dovuto recentemente aggiungere anche l’autobus che sostituisce il Tram 2, soppresso per almeno un anno), nonché numerosi pullman turistici che passano attraverso Villa Borghese.

L’utilizzo di questo itinerario da parte di un flusso così sovrabbondante porta al blocco delle Vie Pisanelli, Mancini e, per l’appunto, Gianturco. La viabilità di questo piccolo quartiere, per sua natura e dimensioni, può solo sopportare il traffico dei mezzi pubblici e quello locale, altrimenti va in blocco.

Per risolvere il problema, è possibile un’immissione aggiuntiva e quasi diretta da Prati verso il Muro Torto, invertendo il senso di marcia attualmente previsto da Flaminio a Prati lungo il ponte Nenni della metropolitana (fig. 3). Ciò consentirebbe alle auto provenienti da Viale Giulio Cesare e da Via Orsini di usufruire di un percorso alternativo molto più veloce e razionale, alleggerendo sensibilmente il flusso tortuoso di cui sopra, e anzi potendo far sì che questo non sia più necessario. La proposta è fattibile e sicuramente redditizia, in quanto

  1. Le auto che utilizzano la corsia del ponte Nenni andando da Lungotevere Arnaldo da Brescia verso Prati sono pochissime, e poterebbero comunque farlo passando attraverso il successivo Ponte Matteotti.
  2. L’istituzione del nuovo flusso richiederebbe l’impianto di un nuovo semaforo (fig. 4).
  3. La rampa che sale dal sottopassaggio verso la parte superiore del Lungotevere varrebbe anch’essa utilmente utilizzata per portare il flusso di auto da Passeggiata di Ripetta direttamente verso il Muro Torto, senza passare per Via Ferdinando di Savoia, e alleggerendo di molto modo quest’ultima, che già deve sopportare il flusso proveniente da Ponte Margherita.

Il tutto è possibile levando l’attuale inutile transenna di cemento (dovuta ai lavori del parcheggio di Lungotevere Arnaldo da Bresca, fermi da anni) alla fine Via Luisa si Savoia, che chiude un tratto ampiamente utilizzabile per lo scorrimento veicolare.

VIA FLAMINIA

Oltre al Lungotevere, l’unica via di scorrimento in questa zona è Via Flaminia. Questa strada è stata però resa inservibile allo scopo a partire dal 1990, quando in occasione dei mondiali fu realizzata la linea del tram 2 Mancini-Flaminio, che prevedendo una corsia protetta, ne ha escluso la viabilità privata: questa infatti è consentita nel doppio senso solo tra Piazzale della Marina e Piazzale delle belle Arti, mentre si effettua nel lato sud-nord lungo Piazzale della Marina, e nord-sud tra questo e Piazzale Flaminio (dove però sono disponibili via parallele alternative).

Proprio sul Piazzale della Marina si registra la maggiore criticità, in quanto non esistono strade per andare da nord a sud. Per percorrere il solo tratto che porta da Via Flaminia (altezza Accademia Filarmonica Romana) a Via Azuni (circa 150 metri), occorre fare un giro lunghissimo e molto lento e tortuoso: Via Filangieri, Lungotevere delle Navi, Ponte Risorgimento, Lungotevere delle Armi, Ponte Pietro Nenni, Via degli Scialoja, Via Pisanelli e finalmente Via Azuni (Fig. 1). In tutto 2 km.

Le soluzioni possibili per risolvere questo problema sono due:

  • Istituire il secondo senso di marcia guadagnando spazio verso il Borghetto Flaminio, il che difficilmente si potrebbe realizzare senza demolire i fabbricati sul fronte del Piazzale (ex distributore ed ex concessionaria di auto, entrambi abbandonati da anni e fatiscenti, area gialla in fig. 2).
  • Eliminare l’area di parcheggio lungo il Ministero della Marina, per utilizzarla come corsia nord-sud. Anche questa possibilità è difficilmente attuabile, essendo questo parcheggio funzionale al Ministero.

Realizzare invece un parcheggio sotterraneo nell’area del Borghetto Flaminio occupata da molti fabbricati eliminabili risolverebbe il problema, potendo fornire – oltre a un numero di posti macchina superiori di un ordine di grandezza rispetto a quelli attualmente disponibili davanti al Ministero – anche lo spazio vitale indispensabile per rispristinare il doppio senso di marcia lungo il Piazzale (Fig. 3).

Il parcheggio risolverebbe un annoso problema di scarsità di posti macchina in una zona vitale per l’accesso al centro storico (l’unica risorsa della zona è il Parcheggio Bertolini di Via Granturco). Va tenuto presente che il quartiere è sede, oltre che del Ministero della Marina, della facoltà di Architettura, dell’Accademia Filarmonica Romana, del Museo Explora, e di numerosissimi uffici, negozi e studi professionali.

ZTL, Pedonalizzazioni e Zone 30Km/h

Contesto e criticità

Occorre creare un sistema di mobilità con maggiori spazi liberi dal traffico motorizzato, che ridurrebbe il numero di incidenti, di rumore e di inquinanti atmosferici dannosi per la salute, aumentando per contro il decoro e il prestigio, la vivibilità, gli standard di sicurezza, la salute.

Alcune ZTL sono solo virtuali (ad esempio si può entrare a Villa Borghese da Piazzale Flaminio). Bisogna ripensare alla politica (ora troppo larga) dei permessi, e migliorare i varchi, facendoli evolvere verso una configurazione tipo Telepass.

Le “zone a limite 30” (inesistenti a oggi sul territorio del Municipio) consentono di far tornare a respirare interi quartieri, favorendo il commercio e portando ad un aumento del valore degli immobili.

Il progetto di pedonalizzazione del Villaggio Olimpio rappresenta un disegno troppo artificioso e pieno di controindicazioni, in una zona che potrebbe avere delle soluzioni più razionali e qualificanti.

Il caso invece della pedonalizzazione di Piazza Perin del Vaga insegna che, nonostante il percorso tormentato e le numerose resistenze iniziali, il risultato è stato complessivamente positivo, a tutto vantaggio di un posto caratteristico che era praticamente sommerso dalle auto in sosta, e che ora è diventato anche luogo di incontro.

Va seguito quindi un approccio non ideologico ma realistico, facendo prevalere l’effettiva utilità e realizzabilità di un’opera: la scelta delle zone dove introdurre varchi e pedonalizzare strade deve essere effettuata comprendendo e analizzando i vantaggi e gli svantaggi per tutte le categorie interessate dall’operazione (commercianti, residenti, lavoratori, turisti, ecc.).

PROPOSTE

Istituire una vera ZTL all’interno di Villa Borghese, che includa i varchi nei pressi di Piazzale Flaminio, e che impedisca al traffico privato (e soprattutto ai pullman turistici) di percorrerla, come succede da molti anni.

Realizzare un numero congruo di zone 30 Km/h, partendo dai casi per i quali è stata già valutata la fattibilità, come Coppedè, Piazza Caprera, Piazza Alessandria, e diverse aree del quartiere di San Lorenzo.

URBANISTICA E LAVORI PUBBLICI

Villaggio Olimpico

CRITICITA'

Il Villaggio Olimpico presenta numerose criticità. La più evidente è costituita dal degrado e dalle manutenzioni, molto scarse o del tutto assenti negli anni. E poi la mobilità, i parcheggi la presenza sregolata di bus turistici, invasione di auto in concomitanza e di eventi sportivi e/o musicali (e degli avventori dell’Orange Futbol Club che non ha un proprio parcheggio – contrariamente a quanto previsto dalla normativa), la sicurezza, il mercato settimanale, lo sfruttamento della prostituzione, la presenza di nomadi “stanziali”. Per quanto riguarda la Manutenzione del Verde urbano (16 ha), quello orizzontale è gestito in gran parte (solo) dai volontari del quartiere, mentre quello verticale è abbandonato e pericoloso, e inoltre sta diminuendo a causa dei crolli dovuti alle mancate manutenzioni (e all’assenza di nuove piantumazioni) La manutenzione straordinaria degli edifici è pressoché assente. In molti casi si assiste allo sgretolamento del cemento dei marcapiani e dei terrazzi di copertura- L’assenza di manutenzioni è in massima parte attribuibile alla gestione poco accurata di ATER. L’Azienda è ancora proprietaria di numerose unità immobiliari (abitazioni e negozi), molte delle quali abbandonate e non locate, ed è perennemente assente alle riunioni condominiali (con la conseguenza che è spesso difficile raggiungere il quorum necessario alla validità delle costituzioni e/o delle deliberazioni delle assemblee, inficiando così anche l’iniziativa dei privati). Manto stradale e marciapiedi fortemente ammalorati, illuminazione pubblica insufficiente. Per quanto riguarda la mobilità il Villaggio è servito soltanto da 2 linee di autobus (il 928 e il 53), che hanno lunghi tempi di attesa. Inoltre il Villaggio è di fatto un quadrato di circa 1 km per lato: ciò rende poco agevole l’utilizzo del trasporto pubblico presente su un lato del perimetro da parte di chi si trovi dalla parte opposta.

Per quanto riguarda il mercato si segnalano degrado, banchi abusivi, sversamento di oli esausti nelle canalizzazioni dell’acqua piovana, e la mancanza servizi igienici per gli operatori.

Infine si segnala che il Progetto del Municipio II per la pedonalizzazione e riqualificazione di Viale della XVII Olimpiade (maggio 2020) non è stato gestito in modo sufficientemente partecipato con la cittadinanza (si è anzi visto nascere il “Comitato Spontaneo Villaggio Olimpico” per contrastarne i contenuti).

PROPOSTE

Il Villaggio Olimpico è un quartiere unico, armonico, nato dall’idea di architetti di chiara fama che ne hanno fatto un’oasi in cui si prediligevano le aree verdi (16 ettari) rispetto a quelle edificate (7 ettari) e consentire così un’alta qualità di vita ai suoi abitanti.

Qualsiasi progetto e qualsiasi intervento di riqualificazione per sanare il degrado degli ultimi anni non può (e non deve) prescindere dal rispetto della sua storia, dalla visione progettuale e delle sue equilibrate proporzioni, e soprattutto delle necessità di chi oggi ci vive.

Le proposte per il Villaggio Olimpico sono:

  • Riqualificare il verde orizzontale e soprattutto verticale attraverso nuove piantumazioni nel rispetto della Legge 14 gennaio 2013, n. 10 “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani” e del DM 10 marzo 2020 del Ministero dell’Ambiente “Criteri ambientali minimi per il servizio di gestione del verde pubblico e la fornitura di prodotti per la cura del verde”.
  • Avviare iniziative in raccordo con il Comune e la Regione Lazio per una maggiore attenzione dell’ATER nella gestione immobiliare, e stimolando la messa a bando, in locazione e/o vendita, di tutti gli appartamenti vuoti e gli esercizi commerciali abbandonati
  • Piano parcheggi a tutela di residenti e lotta al “parcheggio selvaggio”, in particolare concomitanza di manifestazioni/eventi sportivi e/o musicali
  • Risoluzione dell’attività di sfruttamento della prostituzione che ancora incide sul quartiere, miglioramento dell’illuminazione pubblica e della sicurezza con azione di controllo su gli enti e i dipartimenti competenti
  • Migliorare il decoro urbano con la rimozione di carcasse auto, moto, camper e roulottes, e il rifacimento degli arredi urbani
  • Fare del quartiere uno degli elementi fondamentali dell’Hub dello Sport, come descritto nel programma per #CalendaSindaco, prevedendo un piano di recupero e restauro delle opere di Nervi (Stadio, Palazzetto e Viadotto)
  • Restaurare l’opera di Mario Ceroli, e trovarle una collocazione adatta e protetta
  • Potenziare la vocazione musicale dell’area valutando la creazione di music/video hub, sede secondaria del conservatorio.

Area di Via dei Lucani (San Lorenzo)

Criticità

La Commissione di Gara non ha potuto individuare una proposta preliminare riguardante il “Programma di Rigenerazione Urbana San Lorenzo – via dei Lucani”, in quanto le due pervenute erano prive del richiesto assenso dei proprietari.

La strategia per il recupero e la valorizzazione dell’area immaginata dal Comune sembrerebbe privilegiare verde pubblico e servizi, generando due ordini di problemi: da un lato i residenti vedono con preoccupazione la creazione di spazi aperti non presidiati/presidiabili in un’area già critica sul fronte della sicurezza; dall’altro i proprietari privati non vedono soddisfatte le proprie aspettative di rivalutazione dei propri terreni/immobili. A questo impasse si aggiunge il fallimento di uno dei maggiori proprietari privati dell’area.

Proposte

Ripartire dal Progetto di Riqualificazione Urbana presentato dai proprietari attuali, per trovare una proposta perseguibile in tempi brevi, finanziata dai privati e migliorata secondo le aspettative di sicurezza espresse dai comitati di quartiere, prevedendo Atti d’obbligo per la manutenzione straordinaria ed il recupero del tratto di muro da Porta San Lorenzo al Borghetto artigiano di via dei Lucani. Oltre alle destinazioni d’uso già ipotizzate, una parte della cubatura dovrà essere destinata ad housing sociale. Il Municipio si attiverà per monitorare il processo e stimolare il Comune affinché riprenda l’iter per la soluzione.

Ex-Caserme Via Guido Reni

Criticità

L’attuazione del Piano di Recupero secondo il masterplan originario con le linee guida dettate dal bando di Concorso di Progettazione internazionale prevede che la Città della Scienza sia centro e volano non solo per gli ambiti del Piano di Recupero, ma per l’intera città, come rigenerazione non solo urbana, ma anche culturale e scientifica, con conseguente visibilità internazionale. Il progetto della Città della Scienza è tuttora fermo, ed esiste un rischio concreto che fallisca completamente. Circa l’interesse da parte dell’Accademia, l’attuale Sindaca, interessata della vicenda, non avrebbe ancora espresso parere circa l’utilizzo degli stabili di Via Guido Reni, a molti mesi dalla richiesta formulata. Una controproposta per residenze d’artista in immobili nella zona di Tor Vergata sequestrati alla malavita è ancora in discussione, ma non risolverebbe il problema degli spazi per i laboratori di cui l’Accademia ha grande necessità per espandere l’offerta formativa, e attivare dottorati e summer schools.

PROPOSTE

Ruolo del Municipio è quello di vigilare sul processo affinché si proceda quanto prima con la riqualificazione dell’area, secondo il progetto originario o le eventuali alternative, al fine di scongiurare il fallimento completo delle prospettive.

Riguardo alla proposta dell’Accademia, è evidente che una prospettiva di espansione della sua presenza nel territorio del Municipio II non può che essere funzionale e strategica nel rafforzare il ruolo del Municipio come ospite primario di sedi di carattere accademico, artistico e scientifico.

Hub dello Sport. Area comprendente lo Stadio Flaminio e il Palazzetto dello Sport

Il piano per l’Hub dello Sport – descritto nel programma cittadino per #CalendaSindaco – prevede la riqualificazione e lo sviluppo delle aree e degli impianti sportivi presenti nel Quadrante Nord Flaminio. In particolare, le aree coinvolte nel nuovo Hub “diffuso” saranno le seguenti: Parco del Foro Italico (Centrale live, Foresteria Sud, Biblioteca/Sala delle Armi e Stadio Olimpico); Flaminio (Stadio Flaminio e Palazzetto dello Sport); Villa Borghese (Piazza di Siena e Galoppatoio); Acqua Acetosa (Palazzetto multifunzionale, Foresteria atleti, Istituto Medicina e antidoping); Bacino del Tevere (riqualifica alveo e banchine); Impianti sportivi diffusi (da individuare).

Il territorio del Municipio II è quindi un tassello fondamentale per la realizzazione dell’Hub dello Sport. Lo Stadio Flaminio e il Palazzetto dello Sport sono in particolare due risorse il cui recupero è indispensabile, essendo tra le strutture più importanti in grave stato di degrado.

Contesto e criticità

Dopo le Olimpiadi del 1960, lo Stadio Flaminio ha per lungo tempo svolto il ruolo di impianto per il rugby, ma dal 2011 è vuoto e non più utilizzato. Dopo diversi anni di abbandono, versa oggi in uno stato di grave degrado determinato dall’invecchiamento fisiologico dei materiali e degli impianti. Manca inoltre l’adeguamento della struttura alle ultime norme in materia di sicurezza.

Il Palazzetto dello Sport è stato chiuso dall’attuale Amministrazione nel 2018 per problemi di sicurezza dovuti all’insufficiente manutenzione. I lavori non sono mai iniziati e, soprattutto, non vi è stato alcun intervento di conservazione della struttura. Nel giugno 2020 la Giunta Capitolina ha affidato i lavori di risanamento conservativo dell’impianto mettendo a disposizione circa 3 milioni di euro

Il contesto e le criticità dello Stadio Flaminio e del Palazzetto dello Sport sono descritti più in dettaglio nell’Appendice “I Mostri”.

PROPOSTE

È necessario riqualificare gli impianti per ripristinare la fruibilità da parte degli sportivi e dei cittadini romani. Sulla rigenerazione urbana dell’area sono stati avanzati diversi progetti di partenariato pubblico-privato, fra questi quello dell’AS Roma nuoto e quello di Cassa Depositi e Prestiti e Istituto del Credito Sportivo.

Il progetto CDP e ICS

  • Stadio Flaminio – è previsto l’utilizzo dell’impianto sportivo da parte della Federazione Italiana Rugby, insieme a tutte le aree necessarie per farne la Casa del Rugby. La capienza sarà di 25.000 spettatori. Lo Stadio non sarà ad uso esclusivo della F.I.R., ma sarà utilizzato anche da altre realtà che operano sul territorio e per l’organizzazione di eventi e spettacoli musicali
  • Palazzetto dello Sport – è previsto l’utilizzo da parte delle squadre di Basket e della Pallavolo, che hanno già operato nella struttura sportiva. La capienza sarà di 3.400 spettatori
  • Aree adiacenti – il progetto coinvolgerà anche l’area adiacente agli impianti sportivi (tra cui il sotto viadotto di Corso Francia, i Galoppatoi di Villa Glori e il Circolo del Tennis Paolo Rosi) in cui verranno realizzati spazi dedicati ad attività sportive come il climbing, la palestra, il nuoto, il padel e lo skate. Questo permetterà di ricucire un’area urbana gravemente sottoutilizzata, e di valorizzare un intero quartiere

Per la realizzazione del progetto, il Comune darà a CDP e ICS una concessione a lungo termine sull’intera area coinvolta. Una volta riqualificati gli impianti sportivi, l’area interessata verrà affidata ad un gestore unico (grande player nazionale o internazionale) che si interfaccerà a sua volta con i singoli locatari e gli attori coinvolti (es. federazioni).

Per realizzare l’intervento in tempi brevi verrà utilizzata la procedura prevista dalla legge Stadi. La riqualificazione degli impianti e dell’area ad essi adiacente sarà a carico di CDP e ICS (ad eccezione del Palazzetto dello Sport, parzialmente a carico del Comune).

Borghetto Flaminio (Piazzale della Marina)

Criticità

L’area risulta tutta di proprietà Comunale. Lo stato di occupazione è complesso: Associazione Italia-Cuba, Edil Tecna, Circolo bocciofilo Flaminio, Casa Zeichen, e tre officine di carrozzeria. Esistono almeno due costruzioni abusive. Sull’area gravano due situazioni irrisolte che potrebbero condizionare pesantemente qualsiasi progetto di riqualificazione:

Università La Sapienza

L’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” – con la firma del Protocollo tra Roma Capitale e la Facoltà di Architettura per la concessione delle aree del Borghetto Flaminio – si impegnava ad acquisire, a titolo oneroso, l’intera area non appena disponibile anche per lotti funzionali.

Le concessioni sono avvenute in sequenza: ex Concessionaria, parte del museo Explora, ex distributore di benzina e aree di pertinenza. Di conseguenza in relazione alla disponibilità di tali aree l’Università ha predisposto il progetto di recupero dei fabbricati ricevuti in consegna.

Dalla Conferenza di Servizi il parere finale sarà tradotto in una Deliberazione dell’Assemblea Capitolina, che presumibilmente autorizzerà anche la vendita dell’area all’Università. Solo dopo la Deliberazione dell’Assemblea Capitolina, il progetto si potrà considerare approvato.

Nei quattordici anni dalle prime consegne all’Università degli immobili, nell’area scoperta interna si insedia tutte le domeniche un mercatino dell’usato, noto come “Garage Sale”, con tariffa di ingresso per i visitatori e locazione dei posti vendita agli espositori/venditori. Quindi attività commerciali e non universitarie.

Dal 2004, insieme alle aree il Comune di Roma aveva trasferito all’Università anche il mercatino che su quelle aree si svolgeva ogni domenica. La stessa Università in considerazione del procedimento in corso per l’approvazione del progetto dal 2015 ha chiesto di cessare le attività commerciali, ma tale richiesta è stata impugnata al TAR e al Consiglio di Stato dalla società che gestisce l’attività fino ad ottenerne la sospensione.

A.S.D. Circolo Bocciofilo Flaminio

Si tratta di un Circolo che da molti anni era presente sull’area, senza titolo.

Nel 2011 il Circolo presenta un’offerta per la riqualificazione dell’impianto sportivo, a seguito della quale viene individuato come concessionario per sei anni (dal 2012 al 2018).

Nel 2014 il Circolo Bocciofilo ha richiesto la proroga della durata della concessione di ulteriori 30 anni (scadenza 2048), ovvero il massimo previsto dalla normativa di settore. Proroga accordata, con obbligo di investimento di 2,5 milioni di euro per interventi edilizi.

Nel 2016 il Municipio II ha rilevato che:

  1. è attivo un servizio di parcheggio a pagamento fruito dalle persone che lavorano nelle zone circostanti (tariffe intorno alle 100 euro al mese);è attivo un ristorante la cui funzione è indipendente dalla gestione della attività sportive specifiche in concessione (bocce), ed è ad utilizzo pubblico invece che di utilizzo esclusivo dei soli soci del circolo sportivo;non vi sono attualmente attività sportive in essere;non vi è alcuna attività di riqualificazione degli ambienti dedicati ad ospitare l’attività sportiva della bocciofila.

Disponendo:

  • Che le attività di parcheggio e ristorazione vengano immediatamente sospese
  • Che vengano verificate le condizioni di sussistenza della concessione in essere
  • Che, dopo la sospensione, non venga consentito il ripristino di alcuna attività commerciale sino al completo chiarimento delle condizioni di cui al punto precedente, e comunque non prima del riavvio delle attività sportive specifiche
  • A revocare la concessione trentennale.

La Risoluzione Municipale è stata confermata da una sentenza del TAR nel 2017. Contro tale sentenza il Circolo Bocciofilo ha presentato un ricorso al Consiglio di Stato, del cui esito non si hanno notizie.

PROPOSTE

Prendere come punto di riferimento per l’intervento di riqualificazione della porzione di Borghetto Flaminio già individuata dal PRG, la ricostruzione di un “effetto visivo” ispirato a quanto vide Goethe arrivando a Roma, sul finire del ‘700, liberando lo spazio dalle strutture abusive, riportando in luce i resti di tombe e l’antico tracciato della via Consolare Flaminia, per realizzarne un parco tematico che sia di collegamento tra Explora, che passando per villa Poniatowsky arrivi a Villa Giulia.

Nel progetto di riqualificazione si potrebbe ipotizzare la realizzazione di un piccolo museo della Marina Militare Italiana, destinato in particolare al pubblico dei bambini e dei ragazzi, data la vicinanza col museo Explora.

In funzione della futura destinazione dell’area, è ragionevole ipotizzare la realizzazione di un parcheggio interrato di un solo livello per uno sviluppo planimetrico di circa 10.000 mq che consentirebbe la realizzazione di 300 posti auto, da destinare prevalentemente a rotazione, data la vicinanza con Piazza del Popolo che è una delle porte di accesso al centro storico (siamo a circa 400 ml. di distanza).

Tale realizzazione, ove si rivelasse possibile, aprirebbe la strada alla risoluzione di altri annosi problemi di circolazione in quel tratto di via Flaminia. Il parcheggio consentirebbe infatti di smantellare quello attualmente esistente davanti al Ministero della Marina, potendo assicurare ai dipendenti gli stessi posti (o anche di più) in un’area coperta e controllata e consentirebbe di allargare la Via Flaminia, permettendo finalmente la circolazione dei due sensi di marcia in quell’unico tratto che invece è chiuso. Il parcheggio contribuirebbe anche a valorizzare e rilanciare le attività dell’Accademia Filarmonica Romana.

Ovviamente per confermare la possibilità di realizzazione del parcheggio andranno eseguite altre indagini e sondaggi archeologici e stratigrafici.

Ruolo del Municipio è quello di sollecitare il Comune nella riqualificazione dell’area vigilando sul rispetto delle tempistiche.

Emergenze stradali

I crolli, gli interventi tampone senza il ripristino definitivo sono una cicatrice all’interno del II Municipio, e più in generale della città. In ciò che segue verranno descritti alcuni casi emblematici, per i quali si intende proporre una soluzione di tipo generale che consenta di monitorare l’andamento dei lavori di manutenzione stradale di dimensioni e impatto notevoli.

Criticità

VIA PEZZANA

Dopo oltre 18 mesi dal crollo Via Pezzana è ancora chiusa e gli abitanti del civico 52 non hanno accesso ai propri box.

Inoltre la manutenzione generale della strada che avrebbe dovuto essere realizzata grazie agli oneri concessori del parcheggio di piazzale delle Muse non è stata effettua né è stata programmata

VIA ARCHIMEDE

La progettazione dell’intervento non è stata ancora affidata: tempi lunghi. La progettazione sarà limitata al solo intervento che riguarda la strada in quanto il costone sottostante è di proprietà privata ed il dipartimento SIMU non può intervenire.

PROPOSTE

In generale è necessario che il Municipio (o il Comune a livello centrale) organizzi un tracciamento delle segnalazioni dei cittadini, istituendo – come già fanno le utility impegnate nella gestione dei servizi a rete – un centro di coordinamento e monitoraggio delle segnalazioni e della loro successiva risoluzione.

I cittadini devono poter monitorare lo stato di avanzamento dei lavori direttamente sulla pagina web del Municipio/Comune.

Ad ogni richiesta deve essere associato un codice univoco che ne consenta la mappatura sia da parte dell’Amministrazione che da parte del cittadino.

È necessario che nei casi più complessi il Municipio si adoperi per far istituire dal Comune apposite Conferenze dei Servizi in modo da ridurre i tempi per l’acquisizione di tutte le autorizzazioni.

È inoltre necessario che il Municipio abbia a disposizione un budget per gli interventi critici urgenti.

Attraversamenti pedonali critici. Via Nomentana

Nel II Municipio (e a Roma più in generale) troppi incidenti coinvolgono pedoni e i casi anche recenti di tragedie in cui hanno perso la vita giovani concittadini impongono una risposta per mettere in sicurezza almeno gli attraversamenti pedonali più critici.

Criticità

Sono molte le cause che rendono gli attraversamenti pedonali poco sicuri; tra questi:

  • Strisce pedonali non più visibili
  • Illuminazione stradale non adeguata (soprattutto in corrispondenza degli attraversamenti pedonali)
  • Doppia fila selvaggia
  • Tempi per l’attraversamento pedonale non adeguati (l’arancione scatta toppo presto)
  • Alta velocità
  • Indisciplina sia degli automobilisti/motociclisti che dei pedoni
  • Mancanza di controlli e di sanzioni sia per automobilisti/motociclisti che per pedoni

PROPOSTE

Il potenziamento dell’illuminazione pubblica e un maggior controllo sugli appalti per il rifacimento stradale (segnaletica orizzontale e verticale incluse) sono il primo passo per la messa in sicurezza di tutti gli attraversamenti pedonali nel Municipio.

Il Municipio si attiverà con i dipartimenti comunali interessati ed Areti (Gruppo Acea) per l’adeguamento e potenziamento dell’illuminazione negli attraversamenti perdonali criticicontestualmente ad una maggiore attenzione per lo stato delle alberature che contribuiscono alla scarsa visibilità dei segnali e rendono ulteriormente inefficace l’illuminazione.

Per quanto riguarda le strade di competenza municipale in corrispondenza degli incroci, analogamente a come viene fatto in altre città europee, bisogna ampliare i marciapiedi in modo da rendere impossibile il parcheggio in doppia fila o sulle strisce pedonali che, laddove possibile e compatibilmente con la disciplina del traffico nell’area, dovrebbero essere rialzate.

Per quanto riguarda via Nomentana, oltre a monitorare l’effettiva efficacia della messa in sicurezza dell’attraversamento pedonale con la recente installazione di un nuovo semaforo all’uscita del sottopasso con spostamento verso viale Regina Margherita, si individua come soluzione complementare quella di una rete di telecamere ed autovelox/tutor per indurre automobilisti/motociclisti ad un maggior rispetto del Codice della Strada, con particolare riferimento alla velocità e all’invasione delle altre corsie.

Nodo di scambio intermodale Nomentana / Libia

Attualmente, le stazioni Libia della Metro B e Nomentana della FL1 distano, in linea d’aria, appena 350 metri. Ma non sono collegate e neppure esiste una comunicazione visiva efficace in grado di indirizzare il viaggiatore da una fermata all’altra.

Criticità

Le stazioni Libia della Metro B e Nomentana della FL1 distano, in linea d’aria, appena 350 metri. Ma non sono collegate e neppure esiste una comunicazione visiva efficace in grado di indirizzare il viaggiatore da una fermata all’altra. Roma Metropolitane ha completato gli studi progettuali preliminari per collegare le due stazioni. L’intervento prevede la creazione di un nuovo sottopasso pedonale di 350 metri ca., attrezzato con tappeti mobili, che collega la piazza ipogea della stazione della metro B1 con il sottopasso della stazione ferroviaria, passando al di sotto di via Gadames. Lungo il percorso si attraverserebbe una seconda piazza ipogea situata nell’area attigua all’ex sottostazione elettrica di Libia e la sottostazione stessa, ambedue in stato di abbandono. La terza piazza potrebbe essere collocata in un’area tra i binari. L’attuale sottopasso invece potrebbe essere ristrutturato, valorizzato, reso più sicuro e corredato di zone commerciali. A completamento, un percorso “protetto” condurrebbe fino alle fermate del filobus di via Nomentana. Roma Metropolitane versa in uno stato di crisi. Intervento costoso ed invasivo. Nessuna certezza sulle tempistiche.

PROPOSTE

Nelle more (o in assenza) dell’implementazione della proposta di Roma Metropolitane il Municipio potrà procedere con il cosiddetto intervento “leggero” con percorso protetto(marciapiedi larghi e delimitati per esempio) e segnalato che faciliti il collegamento tra le due stazioni.

Muro di Villa Mercede

Criticità

Il muro di Villa Mercede è crollato nella notte del 15 dicembre 2018.

Da allora il Secondo Municipio ha provveduto con un investimento di 50.000 euro a transennare la zona con barriere new jersey e rete keller.

Finora nessun intervento è stato fatto, e il parco aperto al pubblico è in stato di semi abbandono: non sono state effettuate da lungo tempo le necessarie manutenzioni delle essenze arboree, minacciando le strutture commerciali confinanti con la villa sul lato di Via Tiburtina, così come sono abbandonati i vialetti e le aiuole. Su Via dei Marrucini permangono le transenne che riducono la circolazione ad un solo senso di marcia. Arbitrariamente, in prossimità della Biblioteca, qualcuno ha transennato dello spazio per adibirlo alla cura dei gatti, inserendo cucce in plastica di forme differenti. Lo spazio è disordinato e sporco.

Dopo due anni di solleciti e segnalazioni, nel 2020 la Sovrintendenza Capitolina ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per il restauro ed il consolidamento del muro di sostegno del terrapieno, stanziando l’importo complessivo di 1,3 milioni di euro.

La cifra sembra esagerata per 20 metri lineari di muro: è probabile che per scopi elettorali si sia stanziata una cifra che comprende anche la manutenzione della Villa.

PROPOSTE

Occorre procedere al restauro del parco, dell’area giochi dei bimbi, ed alla riedificazione del muro. L’intervento è parte del più ampio progetto di riqualificazione dell’intera zona urbanistica, e concorre a restituire al quartiere la sua forte identità storica. Il Municipio si attiverà per sollecitare l’intervento, monitorandone i tempi.

Collinetta del Flaminio. Viale Tiziano e via Jacovacci

Criticità

Ritardo nella progettazione. Mancanza di fondi dedicati.

Proposte

 Vigilare sulle tempistiche del progetto e dei lavori

Censimento e gestione cantieri aperti e mai chiusi

Criticità

 Il monitoraggio degli interventi e degli effettivi ripristini è insufficiente

PROPOSTE

Realizzare un censimento dei cantieri aperti e mai chiusi sul territorio comunale e mettere in mora i rispettivi responsabili ovvero individuare le criticità che ne impediscono il completamento anche attraverso, per gli interventi più complessi, Conferenze dei Servizi o l’attivazione di Strutture di Missione dedicate

Guard rail centrale su via del Foro Italico

Criticità

Incidenti con invasione dell’altra carreggiata.

Attraversamenti pericolosi, per i pedoni e non solo, della strada.

PROPOSTE

Ancorché la strada non sia di competenza municipale il Municipio si può adoperare per sollecitare l’installazione di guard rail che mettano in sicurezza la circolazione stradale e ostacolino, rendendolo di fatto impraticabile, l’attraversamento pedonale.

Contestualmente bisogna sollecitare la realizzazione di un attraversamento pedonale protetto sopraelevato (maggiori costi per renderlo a norma tramite ascensori) o sotterraneo (laddove possano essere garantite le pendenze previste dalla normativa per l’accesso dei disabili).

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