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Giovedì, 29 Febbraio 2024
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Municipio VIII, le stelle cadute battono un colpo: "Pace si è atteggiato a unico padrone"

La caduta del M5s nel Municipio VIII, commentata dagli attivisti dissidenti. Afflitto (Capogruppo): "Pace in contrasto con i valori fondanti, si è atteggiato a unico padrone". Morosini: "Ingloriosa fine del Califfo"

Stelle cadenti riempiono il firmamento dell’VIII Municipio. La conferma delle dimissioni da parte del presidente Pace, sta infiammando gli animi dei consiglieri “talebani”.  Un clima incandescente restituito dai commenti infuocati su facebook. Su tutti quello del Consigliere Massimiliano Morosini che ha scritto un lungo post dal titolo “l’ingloriosa fine del Califfo dell’Ottavo”. Pubblicato poche ore dopo le parole del Minisindaco dimissionario.

IL J'ACCUSE DI PACE - “Sono profondamente deluso dagli eventi e dai comportamenti finali di alcuni consiglieri del M5S che festeggiando e brindando per la nostra caduta, hanno dimostrato per l’ennesima volta il loro squallido disinteresse per le sorti della cittadinanza e la mancanza totale di rispetto che questi signori nutrono per le Istituzioni – aveva commentato il Minisindaco nella nota con la quale annunciava le proprie inderogabili decisioni – sono sicuro che i Cittadini se ne guarderanno bene la prossima volta prima di accordare loro una nuova fiducia”. Le risposte, non sono tardate ad arrivare.

UN FALLIMENTO PER TUTTI - Per il capogruppo Afflitto,  la fine della consiliatura “E’ un fallimento per noi tutti, certo, ma era l’unica strada percorribile”. L’ottimismo però non manca. “Il gruppo degli attivisti M5S Roma VIII risorgerà  più forte di prima  - auspica Afflitto -  con gli anticorpi che solo un’esperienza così drammatica può generare”. Secondo il Capogruppo, Pace si è mostrato “sordo a qualsiasi ipotesi di condivisione e di collegialità nelle decisioni politiche rilevanti per il territorio. Un Presidente che si è dimostrato, fin dal giorno dopo il ballottaggio, essenzialmente in contrasto con i valori fondanti del MoV atteggiandosi a unico padrone e allontanandosi dai suoi portavoce, dalla sua maggioranza e dalla base degli attivisti, agendo in contrasto col programma municipale”.

IL CALIFFO -  Per l’ex consigliere Massimiliano Morosini, il Minisindaco dell'VIII Municipio è stato una sorta di monarca. Al quale non risparmia critiche durissime.“Abbiamo avuto come presidente un modesto conoscitore dei cassonetti sporchi, dell’erba non falciata nelle aiuole e delle scritte sui muri del nostro territorio ma un pessimo conoscitore 'dello spirito e della lettera' del M5S” asserisce Morosini, riportando un lungo elenco di azioni che, a suo dire, Pace avrebbe condotto fuori dall’alveo pentastellato. 

IL RAPPORTO CON I MEDIA - Tra le critiche, trova spazio anche la scelta del presidente di dialogare con la stampa. “Pace ha rilasciato una serie pressoché infinita di interviste e ciò durante un periodo di silenzio stampa chiesto dal Comune e a cui noi 'talebani' ci siamo sempre attenuti”. Tra le performance negative imputate all'ex Minisindaco, appare un'intervista “a tutta pagina proprio al quotidiano di uno dei poteri forti della città: i costruttori”. L’elenco di  “errori” che Morosini ha imputato a Pace è davvero lunga. Ma c'è spazio anche per un po' di autocritica visto che “è vero pure che il candidato presidente lo abbiamo scelto noi e pertanto l’errore di valutazione è nostro”. Al netto di queste considerazioni “Nonostante tutto, occorre andare avanti per mantenere con i cittadini il rapporto che si è creato con le elezioni e si è consolidato in questi mesi”. Il Movimento proverà a girare pagina. Per coltivare “la ragionevole speranza che tra qualche mese si possa tornare al governo del territorio”.

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