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da sinistra il Prefetto di Pescara, S.E. Vincenzo D'Antuono, il prof. Vito Moretti, Aldo Onorati e la pittrice Franca Di Bello.

da sinistra il Prefetto di Pescara, S.E. Vincenzo D'Antuono, il prof. Vito Moretti, Aldo Onorati e la pittrice Franca Di Bello.

Aldo Onorati: "I Castelli Romani hanno potenzialità inutilizzate"

Lo scrittore Aldo Onorati in occasio dell'ultimo premio letterario ricevuto ha parlato delle potenzialità dei Castelli Romani da un punto di vista culturale e turistico

In occasione del nuovo riconoscimento ottenuto dallo scrittore albanense Aldo Onorati, icona letteraria dei Castelli Romani abbiamo avuto occasione di dialogare con lui, del suo amore per la terra di origine che continua a ispirarlo in ogni sua composizione letteraria.

Aldo Onorati si è aggiudicato la prima edizione del premio letterario nazionale “Civitaquana”, dove ha presentato il racconto breve “Il viaggiatore confuso”. Un racconto alla riscoperta delle radici culturali dei Castelli Romani perché come afferma Aldo Onorati: “I luoghi del mondo sono tutti uguali, ma ciò che li caratterizza veramente sono la cultura e la lingua e qui rientra in gioco la riscoperta e la rivalutazione del dialetto”.

Un dialetto di cui Aldo Onorati vuole diffondere la conoscenza come forte elemento di identificazione culturale e lo farà tramite un corso di otto lezioni che terrà prossimamente nell'ambito dell'Unitre di Albano.

Nel ricevere il premio nel piccolo paesino abruzzese di Civitaquana lo scrittore Aldo Onorati è rimasto piacevolmente colpito dal forte fermento culturale che ha percepito al momento del ritiro del premio. “In un paesino di mille abitanti vi erano in sala più di 300 persone e tantissime le autorità politiche presenti, cosa che spesso non accade qui nei Castelli Romani”. Aldo Onorati vede nei nostri territori una scarsa reazione da parte dei cittadini agli eventi culturali e un sovrapporsi di eventi con una mancata organizzazione e pianificazione a livello extracomunale.

Uno dei motivi di questa disorganizzazione è dovuta a un forte campanilismo delle varie città dei Castelli Romani, ognuna delle quali ha le sue particolarità da Frascati con le sue bellissime ville, a Nemi e Albano con le loro ricchezze archeologiche. Spesso però tutto questo patrimonio è quasi ignorato dagli stessi abitanti "che vivono immersi nella storia e non se ne accorgono, restano indifferenti", afferma Onorati, quasi rassegnato.

"I Castelli Romani hanno grandissime potenzialità come attrattori culturali, ma la vicinanza con Roma spesso oscura le numerose ricchezze archeologiche e paesaggistiche", osserva Onorati.

Ricchezze e cultura su cui l'Italia dovrebbe puntare per una sua rinascita, purtroppo gran parte dei politici quando devono parlare di cultura puntano sui tagli e non sugli investimenti: "Investire sulla cultura vuol dire investire nell'eternità. La storia dell'umanità - afferma con fierezza Onorati - è storia della cultura".

"Anche nella Bibbia si dà valore alla cultura- racconta lo scrittore - basta ricordare l'episodio di Marta e Maria in cui Gesù afferma: 'Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c'è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta'. Con queste parole Gesù si riferiva alla cultura e alla spiritualità".

Insomma chi diceva che con la cultura non si mangia, forse ha preso una grande abbaglio perché con la cultura si vive, parola di scrittore.

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