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VIDEO | Muffa sui muri, cantina allagata e pareti rotte. Ecco come il Comune di Roma assegna le case popolari

Dopo 26 anni di attesa Franca riceve le chiavi di un alloggio popolare, ma la condizione dell’appartamento è disastrosa e se non accetta rischia di perdere il diritto

 

Ha immaginato questo giorno molte volte, per 26 anni. La consegna di una casa. Quell’alloggio popolare promesso, e atteso per lungo tempo. Ma quando il sogno diventa realtà, quello che ci si trova davanti è duro da mandare giù: muffa alle pareti e al soffitto, mura rotte, impianto elettrico in parte divelto, porta d'ingresso rotta con al maniglia che rimane in mano. Solo per citare alcuni dei tanti problemi presenti. “Se non firma il verbale perde il posto in graduatoria”, dice il funzionario comunale, e scoppia in lacrime. 

Franca Proietti Panzini, 83enne invalida, in attesa di un alloggio Erp dal 1993, messa spalle al muro non ha potuto far altro che accettare, indicando però che lo “ritiene inabitabile per la sua condizione fisica ed economica”. Già, perché per rendere vivibile l’appartamento Franca dovrebbe affrontare un’ingente spesa di ristrutturazione, ma non solo. Perchè l’assegnatario di un alloggio popolare deve anche provvedere allo svuotamento e smaltimento del mobilio del precedente inquilino. La casa è piena di mobili, rotti, e che a Franca non servono perchè ha i suoi. Senza dimenticare la cantina pertinente all’alloggio: il corridoio allagato per una perdona d’acqua, senza luce, piena di oggetti ammuffiti.

LA STORIA DI FRANCA: ESPROPRIATA DA CASA DI PROPRIETA’ E MESSA A BASTOGI PER 24 ANNI

Ma davvero le case popolari si assegnano in questo modo? E’ giusto far sentire una donna, anziana, invalida e “sbattuta” a Bastogi per 24 anni, ancora più povera e disperata di quanto non ci si senta già? E quante situazioni simili si verificano ogni giorno e in ogni quartiere popolare della Capitale? Con un alloggio Erp che da diritto si trasforma in un passaggio di disperazione, da un punto all’altro della città.

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