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Giovedì, 23 Maggio 2024

Vi porto a Ponte di Nona vecchia, il quartiere dimenticato dove basta l'annuncio di un nuovo parco per sognare

Coinvolto nel progetto “100 parchi per Roma” con la riqualificazione di un’area fortemente degradata, sale l’attesa soprattutto per i più piccoli del quartiere che qui non hanno nulla

Un vascone destinato all’irrigazione dei giardini mai entrato in funzione. Giochi per i bambini distrutti, erba incolta da sempre, rifiuti e abbandono. Il grande parco che sorge tra i palazzi popolari di Ponte di Nona vecchia, conosciuta anche con il nome di Villaggio Falcone, è una delle ferite più sentite in questo fazzoletto di terra del VI municipio di Roma. Dove il silenzio assordante da parte delle istituzioni ha lasciato, negli anni, spazio alla criminalità e al degrado.

Unico quartiere del municipio delle Torri ad essere coinvolto del progetto comunale “100 parchi per Roma”, con la riqualificazione dell’area verde di via Marcello Candia, in molti si chiedono se sia davvero sufficiente. Tanti altri restano invece sfiduciati: “Non lo faranno mai”, dice qualche abitante.

Chi invece ci crede e con forza, perché con i bambini di zona ci lavora ogni giorno, sono gli operatoti del Punto luce di Save the Children, che hanno la sede proprio a ridosso dell’area verde: “Nel 2017 denunciammo la situazione di degrado del parco attraverso il nostro laboratorio di fotografia in cui i protagonisti sono stati proprio i ragazzi - spiega Rosi Rattazzo, coordinatrice del Punto luce di Ponte di Nona -. Qui le persone hanno bisogno di essere ascoltate, e questo progetto è stato accolto con entusiasmo, soprattutto perchè costruito insieme ai bambini che hanno bisogno di questo parco”.

La futura area verde di via Candia, dall’incrocio con via Don Primo Mazzolari fino alla parrocchia Santa Maria Josefa, sarà ripulita e attrezzata. Coinvolte nella riqualificazione anche le strade laterali su cui sono previste delle nuove alberature. Unico neo, piuttosto grande in realtà, è che resteranno fuori dal progetto le altre due aree ad essa collegata, in forte abbandono, e che nel progetto originale - il quartiere fu costruito negli anni tra gli anni’ ’80 e i ’90 - era un unico parco unito anche da una pista ciclabile. “Quindi questa parte non è comune di Roma? - si chiede Pasquale Nappo, sindacalista di Asia Usb -. Qui non c’è nulla per le persone che ci vivono, le case cadono a pezzi e i parchi sono in questo stato. Stiamo facendo crescere generazioni in questo modo, dove l’unica alternativa rischia di essere lo spaccio”.

A fare la propria parte per dare una reale alternativa ai più giovani c’è la Polisportiva Ponte di Nona, ormai punto di riferimento, non solo per questo quartiere: “La zona meriterebbe maggiore attenzione e noi finora siamo andati avanti solo con le nostre forze - spiega il presidente della polisportiva, Mimmo Gaglio -. Le nostre iniziative vanno ben aldilà del pallone”.

“Confidiamo nei tempi celeri per la realizzazione del parco - conclude Rattazzo -, perchè finalmente avremo uno spazio adeguato per i laboratori dei ragazzi. E questa è la speranza di tutti”.

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