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"Non chiamateci negazionisti": a Roma (pochi) No mask e Sovranisti in piazza contro la "dittatura sanitaria"

Cronaca della manifestazione di piazza san Giovanni dove si è tenuta, in forma statica, la marcia della liberazione: "Non siamo noi i negazionisti, è il governo che è negazionista"

 

C’è chi dice che il vero negazionista è il governo, chi sposta il focus sui vaccini, chi (tantissimi) invoca il sovranismo del popolo e della moneta, e ci sono anche le tensioni con le forze dell’ordine, soprattutto dopo che il capo della polizia Franco Gabrielli ha imposto una vigilanza assoluta sul rispetto delle norme anti-covid: mascherina indossata e distanziamento.

Se n’è andata, così, tra applausi agli oratori saliti sul palco (si attendevano Rosita Celentano, Diego Fusaro e Sara Cunial, è salito, acclamato, l’avvocato sovranistra Marco Mori), striscioni e cartelloni che puntavano il dito contro la “dittatura sanitaria”, magliette che inneggiavano alla “cura Di Bella” e proteste contro i poliziotti la manifestazione dei negazionisti e sovranisti che si è tenuta sabato pomeriggio a San Giovanni. Ma "negazionisti non siamo", urlano dal palco gli organizzatori, accusando i media di avere travisato un messaggio differente: il virus ci sarà anche, ma la gestione del governo, il lockdown e l’obbligo di indossare la mascherina in primis, sono "violazioni della libertà, e noi non le accetteremo".

Il picco di tensione si è raggiunto poco prima delle 15, quando la piazza iniziava a riempirsi: un uomo che teneva la mascherina sotto il mento si è rifiutato prima di alzarla per coprire naso e bocca, poi di consegnare i documenti ai poliziotti per l’identificazione. La discussione è andata avanti per una mezz’ora, minuti in cui sempre più persone si sono aggiunte protestando, sino a quando gli agenti non hanno deciso di portare l’uomo verso uno dei blindati che circondavano la piazza e sono stati investiti da cori di “vergogna”, “arrestate anche noi” e “siete il popolo anche voi, dovreste stare dalla parte giusta”. [LA CRONACA DI QUANTO ACCADUTO]

Un timido accenno di carica mentre l’uomo veniva scortato verso il mezzo è stato subito bloccato, non prima però che un anziano che stava partecipando alle proteste finisse a terra, prontamente sollevato, incolume, da una dirigente della polizia. 

Qualche altro momento di tensione tra alcuni manifestanti particolarmente su di giri e gli agenti, poi il gruppetto si è disperso e il sit-in è proseguito: "Se spegni la tv il virus non c’è più è una provocazione - spiega un manifestante avvolto in un doppio cartello - ci dovrebbe essere un protocollo sanitario uguale per tutti, da Nord a Sud, invece il governo va a braccio". 

Un altro manifestante arrivato appositamente da Napoli (ma c’è anche chi è arrivato a piedi da Albenga, e lo ha annunciato dal palco allestito nello spiazzo vicino alla chiesa) regge un cartello in cui campeggia la scritta “basta paura”, e spiega che "non siamo noi i negazionisti, è il governo che è negazionista, la tirerà lunga con la storia dell’emergenza  perché sanno che adesso non possono più tornare indietro per non essere sbranati dai milioni di disoccupati per covid".

Tra un’invocazione e una protesta, non mancano le contestazioni ai contestatori: Taffo, l’azienda di pompe funebri diventata un’icona sui social grazie all’ironia, ha approfittato dell’occasione per distribuire volantini in cui offre consulenze, diversi passanti si sono fermati a osservare scuotendo la testa, alle richieste di spiegazioni c’è chi ha confermato che "io non rispondo a questa dittatura e non faccio crescere i bambini così".

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