Tenuta di Castel di Guido: i bracconieri minacciano il branco di lupi

I volontari della LIPU denunciano il ritorno dei bracconieri nell'oasi naturalistica. De Lorenzis (LIPU): "Abbiamo trovato i lacci che usano per catturare le prede e stiamo registrando sparizioni sospette"

Il numero di lupi che popolano il branco di Castel di Guido è in diminuzione. I conti non tornano ai volontari della LIPU che si prendono cura dell’oasi naturalistica.

La morte dei cuccioli

“La mortalità tra i giovani esemplari è sempre molto altra. Ogni anno, dei cinque sei cuccioli che vengono messi alla luce, ne sopravvive di solito uno soltanto e le cause sono spesso di origine antropica – ha spiegato Alessia De Lorenzis, responsabile LIPU nell’Oasi di Castel di Guido. Tra le ragioni che determinano la morte prematura dei lupacchiotti romani, c’è però anche quella che porta in direzione dei bracconieri.

Il ritorno dei bracconieri

“Stiamo riscontrando la presenza, in ambiti circoscritti, dei famigerati lacci” ha annunciato De Lorenzis. Vengono sistemati per catturare, illecitamente, prede come cinghiali e lepri. Ma all’interno del cappio possono finire tutti gli animali. “E’ già successo che dentro queste trappole siano finiti dei lupi. Nel 2010 una guardia venatoria della Lipu ha rinvenuto un esemplare che ne era stato soffocato. Venne portato all’istituto zooprofilattico che, oltre a confermare l’origine della morte, rinvenne anche dei residui di metaldeide nello stomaco. Segno inequivocabile che aveva ingerito anche dei bocconi avvelenati”.

Il ritorno dei lupi

Il drammatico epilogo, avvenuto nel 2010, contribuì paradossalmente alla causa dei lupi capitolini. In quell’occasione infatti, l’istituto zooprofilattico, fu in grado di certificare il ritorno della specie nel comune di Roma. Dopo d’allora, non sono più state riscontrate delle carogne di lupo la cui morte fosse attribuibile ai bracconieri. Il mancato ritrovamento però, non fa stare tranquilla la Lipu.

Sparizioni sospette

“Le foto scattate dalle nostre fototrappole dimostrano che l’ultima cucciolata, quella avuta da Aurelia con l’ibrido Nerone, registra già delle sparizioni sospette”.  Non è la prima. “Noi ancora dobbiamo capire cosa sia accaduto a Numa”. Era il maschio alfa che diede l’avvio alla ricolonizzazione dei lupi a Castel di Guido. E’ a lui che si deve il ritorno di questi mammiferi nel territorio capitolino.  “Era stato ripetutamente fotografato e stava benissimo. Poi, improvvisamente, nel gennaio del 2018 se ne sono perse le tracce”. Anche la sua sparizione è sospetta visto che la carcassa dell’animale non è mai stata individuata. La minaccia alla conservazione della specie, nel territorio capitolino, resta sempre la stessa. C'è un predatore molto più tenace che si aggira nei boschi dell'oasi naturalistica. Ed è da lui che, i lupi, devono tenersi alla larga.

La volontaria taglia i lacci-2

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