Omaggio ai Talking Heads al Beba do Samba di Roma

Nel 1977, in piena era punk, usciva "1977" il primo album della band americana Talking Heads.
Il disco viene accolto in maniera entusiasta nel circuito underground. Lo dimostra il fatto che il gruppo viene subito invitato a suonare nel famoso locale newyorkese CBGB'S insieme ai già famosi Blondie,Television e i Ramones.
Un successo che duraturo, tanto che nel 2003, la rivista Rolling Stones, ha inserito l'album al 290° posto nella classifica dei migliori 500 album di tutti i tempi e prima, nel 1995 Alan Cross nel suo famoso "The Alternative Music Almanac", gli aveva assegnato il quinto posto tra i 10 migliori dischi alternativi di tutti i tempi.

Dal secondo album "More songs about buildings and food", i Talking Heads iniziano una collaborazione con Brian Eno, reduce dai lavori con i Roxy Music, una sperimentazione che continua con "Fear of Music" e "Remain in Light".

Dopo aver realizzato quattro dischi in quattro anni, i Talking Heads si fermano per tre anni prima di pubblicare un nuovo lavoro. Nel frattempo esce un album live, "The name of this band is Talking Heads", che li porta in tour in America e Europa.
Nel 1983 viene pubblicato "Speaking in tongues", che si rivela essere un grande successo commerciale, anche grazie al singolo “Burning down the house” che si piazza nella Top Ten. Il tour mondiale viene immortalato nel documentario “Stop making sense” di Jonathan Demme, dal quale si realizza anche un disco dal vivo. Seguono "Little Creatures"(1985), "True Stories"(1986) e "Naked"(1988).
Il 1991 è l’anno della separazione del gruppo, fatta eccezione per una breve reunion nell'anno successivo con "Sax and Violins”, che appare nella colonna sonora del film di Wim Wenders “Fino alla fine del mondo”.

Il blog Slowcult molto attivo sia nell'attività redazionale che in quella di organizzazione eventi, non poteva iniziare l'anno in maniera migliore, celebrando i Talking Head, una formazione sempre all'avanguardia e che si distingue per la produzione musicale innovativa e sperimentale.
Un successo celebrato anche dal regista Paolo Sorrentino con il film "This must be the place" non fa che riconoscere alla band di David Byrne un ruolo fondamentale nella storia della musica dal 1977 in poi.


This Must the Place: Omaggio ai Talking heads
Giovedi 11 Gennaio al Beba do Samba (Via dei Messapi 8, Roma - zona San Lorenzo)
Ingresso 3 euro dalle 21,30 in poi
https://www.bebadosamba.it
https://www.slowcult.com
Evento Fb: https://www.facebook.com/events/886016984895906/

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