La notte è scura. Collage contro il terrore 1978-1983

Le opere in mostra di Georges de Canino sono una silloge di circa quaranta lavori su carta di grande formato realizzati con interventi pittorici su basi cartacee assemblate attraverso collages di fotografie e documenti di riviste originali di propaganda fascista. 
Una mostra che vuole attraverso lo strumento dell’Arte  affrontare il sentimento dell’orrore al tempo delle Leggi Razziali, di cui quest’anno cadono gli 80 anni.

Un manifesto dell’orrore

Un manifesto dell’orrore e dell’ironia dell’orrore, un campo d’indagine e di memoria dove l’artista, sensibile ai temi dell’olocaustosi si confronta, portando lo spettatore a non sottrarsi alla ferita della storia.

Una mostra fortemente espressiva per il suo linguaggio simbolico, prepotente e crudo composto da  segni, parole, motti, frecce e linee dinamiche che incombono con potenza cromatica su pallide adunate oceaniche di uomini in camicia nera, nelle immagini dei rotocalchi di propaganda fascista  al tempo della  promulgazione delle leggi razziali in Italia. (1938-2018).

Le opere di Georges de Canino

Le opere di Georges de Canino formano un corpus unico e coerente, e sono state realizzate in due momenti cronologicamente distinti. 
Il primo negli anni 1978 e 1979 in reazione al terrorismo, di tutte le matrici, attivo nell'Italia degli anni di piombo ed il secondo nel 1983, in seguito all'attentato alla Sinagoga di Roma, di matrice arabo palestinese, in cui perse la vita il piccolo Stefano Gaj Taché: una silloge di circa quaranta lavori su carta di grande formato realizzati con interventi pittorici collages di fotografie e documenti di riviste originali della propaganda fascista. Una produzione che l'artista realizzò negli anni 1978, 1979 e 1983 sul tema della resistenza, dell'antifascismo (di ogni colore) e sul totale rifiuto del terrorismo. 

Interventi pittorici su supporti cartacei trattati con collages di documenti e fotografie d'epoca originali, opere, fortemente contemporanee, che hanno evidenti analogie con il linguaggio - parolibere, collage, scrittura automatica - che le Avanguardie storiche europee, soprattutto Dadaismo, Surrealismo e Futurismo, sperimentarono nel loro percorso di rottura con le tradizioni ottocentesche nei primi decenni del novecento. Un teatro rappresentato e scritto da segni, parole, motti, frecce e linee dinamiche che incombono con potenza cromatica su pallide adunate oceaniche e uomini in camicia nera nelle immagini dei rotocalchi di propaganda fascista che richiamano ad ottanta anni  fa, al tempo della promulgazione delle leggi razziali in Italia (1938).

Saranno esposti, inoltre, cinque studi preparatori delle due grandi tele in esposizione permanente presso il Museo delle Fosse Ardeatine a Roma, che l'artista dedicò alla memoria delle ventisei vittime adolescenti trucidate nella strage. 

L'artista ebbe la fortuna ed il merito di conoscere e frequentare i massimi esponenti del novecento italiano e francese, amici come Elica e Luce Balla, Edita Broglio, Arnaldo Ginna, Philippe Soupoult, Jacques Baron, Sandro Penna, André Pieyre de Mandiargues, Giorgio Vigolo, Primo Conti, e questo gli consentì di fruire di opere e documenti straordinari (disegni, dipinti, parolibere, taccuini, album, corrispondenze) che l'artista, ebbe l'intelligenza e la lungimiranza di elaborare all'interno del suo percorso di sperimentazione individuale, originale e mai datato nel pieno delle avanguardie storiche.

La mostra, a cura della F.I.A.P. Federazione Italiana Associazioni Partigiane, è promossa da Roma Capitale - Assessorato alla Crescita culturale - Dipartimento Attività Culturali in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.
 

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