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Angelilli, interrogazione alla Commissione Ue per tutelare i dipendenti della KSS

Il Vicepresidente del Parlamento Ue ha chiesto alla Commissione Ue se la Key Safety System nel licenziare un terzo dei suoi dipendenti abbia rispettato le normative europee

Roberta Angelilli, vicepresidente del Parlamento Europeo ha presentato un'interrogazione parlamentare alla Commisione UE in merito alla decisione della società Key Safety System di licenziare oltre un terzo dei suoi dipendenti. Quello che la Angelli chiede alla Commissione Ue è di verificare se la KKK, società prodruttrice di componenti per la sicurezza delle auto, nel licenziare un così alto numero di dipendenti abbia rispettato tutte le normative europee in merito ai diritti dei lavoratori. "Un’iniziativa assunta di concerto con i Consiglieri Rocco Sofi e Aldo Giuliani (NCD Colleferro) e le RSU dello stabilimento laziale per verificare se l’azienda abbia rispettato la normativa europea in materia di licenziamenti collettivi e di diritti dei lavoratori - precisa Roberta Angelilli - ma anche di valutare la possibilità di utilizzare il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, o eventualmente altri strumenti a tutela dei livelli occupazionali, per garantire un aiuto concreto a centinaia di famiglie che oggi si trovano a vivere l’ennesimo dramma causato dalla crisi economica e da una competizione globale senza regole che continua ad incentivare la fuga delle imprese verso paesi con costi di produzione bassi, che spesso non rispettano i parametri minimi in termini di diritti sociali e ambientali". 

La questione che sta più a cuore al Vicepresidente del Parlamento Ue è la posizione dei dipendenti dello stabilimento di Collefeltro che essendo esuberi di carattere strutturale per loro non potranno essere utilizzati nè la Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria, né i Contratti di Solidarietà, né altre forme generalizzate di riduzioni dell´orario di lavoro. 
Roberta Angelilli ha concluso la nota con una polemica e una richiesta per la Commissione UE: "Non è concepibile che i paesi più attenti ai diritti dei lavoratori siano quelli più penalizzati dalle scelte delle imprese.La Commissione UE deve farsi promotrice di politiche armonizzate al fine di ridurre questa corsa al ribasso per far sì che gli standard sociali e ambientali minimi diventino patrimonio comune di tutti gli Stati membri". 

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