Creation, mostra di arte contemporanea a Calcata Vecchia

Duplice personale di arte contemporanea
INGRESSO GRATUITO
SABATO 9 NOVEMBRE DALLE 15.00 IN POI

Nasce dal desiderio di una collaborazione e condivisione del momento creativo tra due artiste accomunate da un continuo desiderio di ricerca. Marta Pisani e Jessica Pintaldi frequentano insieme il Liceo Artistico Caravillani di Roma nei primi del duemila.
Compagne di banco e di cavalletto trascorrono lunghe giornate studiando la figura umana, la prospettiva il modellato e le tecniche più' tradizionali.

Già da allora Jessica dimostrava uno spiccato interesse per la pittura e per l'arte astratta. Marta invece ha da sempre una passione per il costume e le culture antiche. Le loro strade si separano durante il periodo universitario dove Marta intraprende la strada del Costume e della Moda e Jessica quella della pittura E poi della grafica all' Accademia di belle Arti di Roma.
Nella primavera di quest'anno decidono di condividere lo studio e la sperimentazione creativa in un ambito relativamente nuovo ad entrambe, la terracotta.

Nasce così l'idea di CREATION una mostra di due artiste estremamente diverse ma unite dal medesimo desiderio di scoperta e condivisione del processo creativo.

Jessica Pintaldi da diversi anni percorre una astrazione che tuttavia trova radici nella forma più semplice e profonda del reale.
Astrofisica ed Arte hanno in comune la necessità di investigazione e scoperta. Si pensa che al centro di ogni galassia si trovi un buco nero. Il cerchio, la sfera, la spirale, il movimento centripeto e centrifugo della materia nella creazione della stessa, ruota ed e' in esistenza in forme che si ripetono nell'infinitamente grande e nell'infinitamente piccolo.
Da millenni l'uomo cerca risposte in merito all'origine del mondo, dell'universo e delle cose terrestri. L'artista demiurgo trova risposte nel creare forme che poi riconosce sia nella natura inanimata sia negli esseri viventi che lo circondano. Esse svelano la trama e l'ordito della materia.

Marta Pisani esplora il concetto della maschera come strumento rituale ed espressivo di identità. Interessata dal segno ancora parzialmente indecifrato lasciato dalle antiche civiltà fallisce muove la sua ricerca ispirandosi al recente ritrovamento di trecento maschere votive in terracotta proprio nella Valle del Treja, a pochi passi dal suo studio. Le maschere hanno tratti altamente distintivi e descrittivi, facendo pensare a rituali del tutto lontani e misteriosi dove forse la creazione ed assunzione di identità conosciute o di nuove identità era necessaria a riportare a nuova vita familiari defunti oppure ad incitare buoni auspici nei viventi.

Lasciando a storici ed archeologi una ricerca più metodica e' invece compito dell'artista portare alla luce realtà intermittenti, sviluppando così un bagaglio di forme, segni e percorsi nel tentativo di creare un rituale moderno.

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