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Comprensorio Casilino: il comune va avanti, paura per il polmone del Pigneto

Municipio VI e cittadini si schierano compatti contro il nuovo Piano Particolareggiato Prenestino-Casilino. Il comune, invece, è sempre più deciso ad andare avanti

Il comune di Roma ha indetto una Conferenza dei Servizi sul  nuovo Piano Particolareggiato Prenestino-Casilino e nel municipio VI è scoppiata la bufera intorno al Comprensorio Casilino: si teme che il polmone del Pigneto diventi una colata di cemento. L'intera giunta municipale, inoltre, si  è espressa compatta contro il piano, insieme a loro, l'Osservatorio Casilino, il comitato che si batte per preservare il verde.

IL MUNICIPIO  - Gianmarco Palmieri scrive: “Quella che ci è stata prospettata oggi nella Conferenza dei Servizi indetta dal Comune di Roma sul nuovo Piano Particolareggiato Prenestino-Casilino è una mostruosa colata di cemento che rischia di riversarsi sul nostro territorio, che è già il più densamente popolato di Roma, completamente priva di qualsiasi legame con il contesto sociale ed urbanistico già esistente. L’intera Giunta municipale ha partecipato alla Conferenza, esprimendo il suo totale dissenso sia sul metodo sia sul merito”.
Quindi, il presidente del municipio spiega i motivi del dissenso: “Sul metodo perché non si costruisce un nuovo quartiere senza coinvolgere dall’inizio l’istituzione locale e i cittadini del territorio, presentendo invece loro un piano già sostanzialmente strutturato, sul quale non si vede quale partecipazione successiva possa pensarsi. Sul merito perché distruggere l’unica area rimasta libera nei decenni dall’edificazione portando lì migliaia di appartamenti e di automobili è in totale contrasto con le esigenze vere del territorio, che ha bisogno di verde, di servizi di pregio, di opportunità di occupazione di lungo periodo”.
Infine, annuncia battaglia: “Il Municipio Roma 6 si prepara ad una dura battaglia per contrastare con ogni mezzo democratico questa insanabile ferita che la destra che governa Roma vorrebbe produrre al territorio, e rinnova la sua convinzione che quell’area non debba essere interessata da nessuna nuova edificazione, chiedendo al Comune di ritirare il Piano e di ripartire da zero con un reale coinvolgimento del territorio.”


OSSERVATORIO CASILINO - Anche l'Osservatorio Casilino, si schiera compatto contro il piano e fa sentire la sua voce: “il piano  prevede la cementificazione massiva dell’area ricompresa tra via Teano, Villa De Sanctis,  via dell’Acqua Bullicante e viale della Primavera. Praticamente, in base alle stime, all’interno del Comprensorio Casilino verrà insediata una città di circa 3.000 unità abitative e 10.000 abitanti. In cambio, udite udite verrà lasciata a verde l’area più o meno  coincidente con la giù esistente Villa de Sanctis e alcune porzioni ritagliate  tra un palazzo e l’altro più simili a cortili condominiali che a un parco pubblico. Assistiamo attoniti all’ulteriore dimostrazione dell’assoluta impermeabilità del Comune alle richieste e ai bisogni dei cittadini di questo territorio. Ancora una volta gli interessi dei comitati di affari hanno la precedenza sul diritto alla salute e sulla qualità della vita.
Ancora una volta la distanza tra la politica e i cittadini si misura in metri cubi di cemento, in aumento di traffico, di smog e nell’ulteriore deterioramento della vivibilità conseguente alla sconsiderata e pianificata scelta di incrementare a dismisura la già insostenibile congestione abitativa.”

Spiegano ancora dall'Osservatorio: “Così, nonostante i parametri ambientali dimostrino chiaramente che quest’area della città non è in grado di sopportare un grammo di cemento in più, si persevera con un modello di sfruttamento del territorio arcaico, distruttivo e assolutamente miope.
Pessima qualità dell´aria, traffico, densità abitativa più alta d’Europa, assoluta insufficienza di aree verdi fruibili, assenza di luoghi di socializzazione all´aperto e di spazi di aggregazione culturale sono solo alcuni dei fattori che dovrebbero indurre il Comune  a riconfigurare il paesaggio urbano nel segno della qualità della vita e del benessere diffuso.
Sono anni ormai che l’Osservatorio Casilino tenta di interloquire con il Comune per proporre un modello di sviluppo alternativo e sostenibile che valorizzi la naturale vocazione del Comprensorio di area assolutamente pregiata sotto il profilo paesaggistico e archeologico.
L’idea di istituirvi un ecomuseo è tutt’altro che un’utopia di sprovveduti sognatori. E’ invece una proposta innovativa in grado di creare  un polo culturale di interesse nazionale ed internazionale a servizio dei cittadini e del turismo di qualità, in grado di valorizzare un tessuto sociale unico per complessità e varietà di apporti culturali e nel contempo di rivitalizzare un tessuto economico fatto di servizi, piccolo commercio, artigianato   ridotto ormai allo stremo.
Intorno all’idea di  ecomuseo si sta coagulando un consenso sempre più vasto: cittadini associazioni, comitati, parrocchie, scuole.
Il Comune invece  non trova di  meglio che imporre dall’alto  il solito conglomerato informe di case e centri commerciali devastando l’unico polmone verde nell’immensa distesa di cemento incuneata tra Prenestina,  Casilina e Raccordo Anulare.
La scelta, è motivata,  tra l’altro con l’incredibile assunto che venire incontro alle aspettative dei cittadini salvaguardando il verde e rendendolo fruibile sarebbe “economicamente  non sostenibile”  visto il costo stimato in circa 150 milioni di euro.

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