"The Show Mas go on": i magazzini Mas al Festival di Venezia

Un corto di appena 32 minuti dedicato ai Magazzini di Via Statuto a Roma verrà proiettato la prossima settimana al Lido. Tra i protagonisti Iaia Forte e Filippo Timi. La regia di Ra Di Martino

Dopo la vittoria dello scorso anno di Sacro Gra, al Festival di Venezia 2014 un altro documentario dedicato alla Capitale promette di fa par parlare di sè. Si tratta di "The show Mas go on", documentario, in proiezione fuori concorso tra gli eventi speciali, dedicato ai magazzini MAS dell'Esquilino. Trentadue minuti firmati dalla regista romana Ra di Martino nati dopo aver appreso della notizia della sua possibile chiusura (l'ennesimo annuncio, ndr) che ha scatenato racconta la regista una reazione unanime: "Impossibile"

Così questo  film un luogo culto si trasforma in un “palcoscenico” dove il tessuto urbano che normalmente lo frequenta, commessi, clienti e proprietari, si intreccia a scene inventate, citazioni cinematografiche, performance, in un gioco di specchi con cui si racconta questo luogo sfruttando i suoi infiniti contrasti, mettendoli in scena per cercare di restituirne lo spirito, la potenzialità e l’energia.

Racconta Ra di Martino: 
 

"L'idea del video\documentario nasce una sera in cui passando davanti a MAS la nostra reazione alla chiusura è stata unanime. Impossibile! Così tre amiche, una video artista, una aiuto regista e una agente, decidono di iniziare subito le riprese per fermare il tempo di questo luogo\non luogo, trasformato per l'occasione in un palcoscenico".

E così Iaia Forte interpreta la proprietaria, Sandra Ceccarelli e Maya Sansa interpretano due momenti di un episodio di Twilight Zone - Ai confini della realtà:The After Hours, Filippo Timi in una scena surreale che richiama la scenografia di Giorni Felici di Beckett è sotterrato dentro ad una delle montagne di mutande del piano terra di MAS, Ignazio Oliva interpreta una scena da musical classico anni ‘50. E mentre osserviamo il quotidiano via vai di clienti ritroviamo Caterina Guzzanti e Arianna Gaudio, in un dialogo infinito dei Monty Python a litigare nelle vesti di commessa e cliente.

MAS, acronimo di Magazzini allo Statuto, apre i battenti all’inizio degli anni ’30 come il magazzino di lusso più grande di Roma. Quando Standa, Coin e Upim non erano neanche delle idee, MAS cambiava il modo di fare spese tra i romani. Di quell’epoca sono rimasti lampadari a mezz’aria, quasi al livello del suolo ora rivestito di moquette spelacchiata. Insegne al neon sfrigolanti hanno sostituito le eleganti scritte di bachelite e i Mas sono diventati i magazzini del Popolo. Alcune migliaia di metri quadrati, un numero imprecisato di piani, quantità incalcolabili di polvere, prezzi da far vergognare anche i negozi cinesi che lo circondano, in questo universo altro c’è davvero di tutto, dalle mutande alle scarpe, dal visone al pantalone, parrucche e abitini vintage, camicie di cartone, gonne in finta pelle e t-shirt commemorative della beatificazione di Giovanni Paolo II.

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A novembre dello scorso anno Mas aveva annunciato per l'ennesima volta la chiusura. Questa volta è vero raccontavano tutti. Drag-queen, badanti romene, giovani sposi moldavi, vecchietti del quartiere, commesse che lavorano lì da 40 anni, costumiste, scenografi, attori...Mas, avevano già suonato le campane a lutto. Oggi, a nove mesi dall'annunciata chiusura, il magazzino è ancora lì, con la sua umanità variegata e con la sua merce un po kitsch. Questo documentario ora promette di dargli nuovo lustro e magari di trasformarlo in una nuova meta per i turisti che vengono a Roma.

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