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Giovedì, 7 Luglio 2022

Inchiesta sul caporalato per i riders sottopagati: controlli a tappeto su paghe e prenotazioni

La attività dei carabinieri al fine di fotografare il fenomeno dopo il commissariamento dell’Azienda Uber Italia

Da Milano al resto d’Italia. Dopo che il Tribunale di Milano ha deciso di commissariare con l'accusa di caporalato l'azienda Uber Italia la magistratura ha allargato il raggio d’azione anche a Roma e nel resto d’Italia. 

Durante il fine settimana i Carabinieri del Comando Tutela Lavoro e di tutti i Comandi provinciali dell’Arma sul territorio nazionale hanno intervistato oltre mille “riders”, operanti per le principali “piattaforme virtuali“ del “food delivery”, al fine di acquisire informazioni utili alle indagini in corso, delegate all’unita specializzata dell’Arma dalla Procura della Repubblica di Milano, sulla gestione del rapporto di lavoro da parte delle citate “piattaforme“.

Le attività dei Carabinieri si sono svolte su strada e contestualmente in tutte le province ed hanno consentito di “fotografare”, attraverso la voce dei lavoratori e delle condizioni reali constatate sul territorio, le modalità di svolgimento del servizio e le forme di tutela loro garantite, sia sotto il profilo della sicurezza che sanitario.

Le interviste si andranno a sommare al materiale probatorio raccolto in diversi mesi di indagine su Uber Eats, il servizio di consegna a domicilio del gruppo, ha portato la Procura di Milano a chiedere al Tribunale il provvedimento di amministrazione giudiziaria. Nel mirino degli investigatori le condizioni in cui erano costretti a lavorare almeno un migliaio di rider, sottopagati e spesso privati anche delle mance in una situazione descritta come di "totale illecità".

 

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