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Centocelle, due aggressioni razziste in mezz'ora: Zakaria e Jakir raccontano il pestaggio subito

Il racconto dei due ragazzi, originari del Bangladesh, aggrediti la notte tra martedì 25 e mercoledì 26 giugno a Centocelle

 

Raggiunti all’improvviso alle spalle. Una bottigliata in faccia. Poi il colpo, duro, al volto con un tirapugni di ferro. Quel “negro di merda” strillato mentre sfuggono nel buio della notte e che non lascia dubbi sulla ragione di una tale, e vile, aggressione. Questo quanto accaduto a Zakaria Mohanned, 35 anni in Italia dal 2006, e Jakir Hossan, 29 anni a Roma dal 2005. Entrambi originari del Bangladesh e impiegati nella ristorazione. Proprio mentre facevano rientro a casa, intorno alla mezzanotte e mezza, l’aggressione ad opera di cinque o sei ragazzi, tutti minorenni secondo il loro racconto. Prima contro Jakir, mezz'ora dopo ai danni di Zakaria e a poche centinaia di metri di distanza.

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"Non mi è mai successa una cosa del genere ed ho vissuto per dieci anni a piazza Vittorio - racconta Jakir -, spero che vengano presi perché non voglio che quanto accaduto a me possa ripetersi contro un altro immigrato". "Mi hanno dovuto operare al volto, sono stato nove giorni in ospedale - spiega Zakaria -. La polizia li deve arrestare perché gli stessi ragazzi stanno facendo questo genere di cose da più di tre mesi in zona. Noi volgiamo vivere tranquilli".

A sostegno dei due ragazzi aggrediti, la manifestazione organizzata dall’associazione Dhuumcatu in piazzale delle Gardenie mercoledì 10 luglio, dove vengono esposte le foto dei due ragazzi ricoverati in ospedale con le bende post operatorie. “La responsabilità penale del fatto è certamente di questi ragazzi - dice il Bachcu, presidente dell’associazione -, ma quella sociale e politica è assolutamente di questo governo che continua a creare odio nei confronti dei cittadini immigrati”.

Aggressione, l’ennesima a Roma ai danni di cittadini stranieri, che deve far riflettere. Zaccaria e Jakir sono in fase di guarigione, ma vivono con la paura di essere nuovamente aggrediti. E per superare quella, ci vorrà ancora un po’ di tempo.

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