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Gli ambientalisti festeggiano Halloween: blitz a viale Marconi, traffico paralizzato

In strada gli attivisti di Ultima generazione. Viabiltà paralizzata per mezz'ora. A risolvere la situazione la polizia di Stato

"Dolcetto o blocchetto". Usano la frase più gettonata di Halloween gli attivisti di "Ultima generazione" per rilanciare la loro ultima azione. Lo "scherzetto" lo hanno fatto ai centinaia di automobilisti che ieri pomeriggio, poco dopo le 17, sono rimasti bloccati su viale Marconi, teatro del loro ultimo blitz.  

Sei attiviste e attivisti di "Ultima generazione" hanno bloccato il traffico, alcuni di loro indossando travestimenti di Halloween. I manifestanti hanno inoltre imbrattato il manto stradale con la scritta “NO GAS NO CARBONE”. Obiettivo: portare all’attenzione dei politici e della cittadinanza la richiesta di interrompere gli investimenti in combustibili fossili e di accelerare sulle rinnovabili. Diversi i momenti di tensione con gli automobilisti e i passanti, anche se non è mancato il dialogo. Impazziti i clacson. L'azione è stata infine interrotta dall’arrivo di alcune volanti della polizia di Stato, che in poco tempo ha portato via i manifestanti, liberando il traffico.

Chi sono gli ambientalisti che bloccano le strade di Roma e chi li finanzia

Le richieste del movimento sono: interrompere immediatamente la riapertura delle centrali a carbone dismesse e cancellare il progetto di nuove trivellazioni per la ricerca ed estrazione di gas naturale; procedere a un incremento di energia solare ed eolica di almeno 20 GW nell’anno corrente, e creare migliaia di nuovi posti di lavoro nell’energia rinnovabile, aiutando gli operai dell'industria fossile a trovare impiego in mansioni più sostenibili.

"Noi non siamo qui per festeggiare", dicono gli attivisti. "I mostri che ci terrorizzano e che governi e società trattano ancora come non fossero reali, sono il cambiamento climatico e le sue conseguenze, che sono qui adesso, presenti e tangibili. Sentimento alimentato ulteriormente dall’indifferenza di chi potrebbe agire per fare la differenza, stiamo morendo di paura, perché per tutto questo potremmo morire davvero. Eventi climatici estremi, scarsità di acqua e di cibo, distruzione di ecosistemi sono solo alcune delle conseguenze dell’impatto che lo scellerato e ostinato modo di vivere dell’uomo ha sul mondo intero, che ha già portato morte e sofferenza anche nel nostro Paese".

"Per poterci permettere un futuro servono azioni radicali e coraggiose. Chiediamo al governo di considerare seriamente la gravità della situazione e di smettere di affidarsi a gas e carbone per l'approvvigionamento energetico: è ormai comprovato che l’uso del fossile porta alla nostra distruzione e che quindi la transizione all’uso di fonti di energia rinnovabili deve essere la priorità. Non è un gioco, non è uno scherzo", ha dichiarato Francesca, 40 anni, madre e apicoltrice.
 

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