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Covid, ecco come vengono fatti i tamponi in farmacia. Federfarma: "Persone più consapevoli ai pericoli del virus"

I tamponi rapidi si possono fare anche in farmacia. Siamo andati in una di queste per vedere da vicino come funziona e come viene gestito il servizio

 

Ingresso dedicato e area isolata rispetto al resto della farmacia. Appuntamento obbligatorio e risultato nel giro di dieci minuti. I test rapidi arrivano nella farmacie di Roma, grazie al progetto messo in essere tra Regione Lazio e Federfarma e che, con l’utilizzo di una piattaforma ad hoc, consentirà il contact tracing circa la pandemia da Coronavirus.

“Abbiamo iniziato ieri pomeriggio (lunedì 23 novembre, ndr) ed abbiamo avuto tutto lo spazio degli appuntamenti pieni - spiega Emilia De Cesaris, titolare di una farmacia nel quartiere Don Bosco di Roma, e consigliera di Federfarma -. Questo mostra una maggiore consapevolezza dei pericoli del virus tra le persone. E da parte nostra un contributo fondamentale per alleggerire il sistema in un momento di forte richiesta di tamponi”. Il prelievo può essere effettuato solo da medici, infermieri o biologi. Per consentire la procedura molte farmacie allestiscono uno spazio esterno con un gazebo. Chi invece dispone di un locale isolato e con ingresso dedicato può organizzarsi diversamente, ed è il caso della farmacia di De Cesaris.

"Al momento sono 150 le farmacie, solo su Roma, che si sono attivate per effettuare i tamponi, ma i numeri sono in aumento giorno per giorno - dice Andrea Cicconetti, presidente di Federfarma Roma -. L’iniziativa è ottima perchè va incontro al cittadino dandogli la possibilità di fare un tampone ad un costo contenuto e con il risultato dato in pochissimo tempo. Fondamentale per fare uno screening di massa, decongestionando così il sistema dei drive in”.  Ma chi si sta rivolgendo alle farmacie in questi giorni? “Solo stamattina ho fatto una ventina di tamponi e almeno 4 pazienti l’hanno fatto per motivi di lavoro, un attestazione utile - risponde Cicconetti -. Con la pandemia è uscita la vera indole del farmacista, ovvero un professionista che si trova in maniera capillare sul territorio. Sono dell’idea che se questa iniziativa fosse stata avviata già a settembre si sarebbe contenuto il contagio, evitando magari la conseguente chiusura delle scuole e le restrizioni a cui stiamo assistendo”.

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