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L'impianto di Rocca Cencia fondamentale per i rifiuti di Roma: Ama vuole l'ammodernamento, l'ira dei residenti

L'intervista a Fabio Mercanti del Qre al termine della prima seduta della conferenza dei servizi sull'autorizzazione integrata all'impianto di Ama su cui verrà fatto un revamping

"Un polo strategico per Ama, per la città e per la Regione". Rocca Cencia “non può chiudere”. Questo emerge dalla prima seduta della conferenza dei servizi, tenutasi martedì 27 aprile, per il rilascio di una nuova Aia (autorizzazione integrata ambientale) sul Tmb che sorge alla periferia est della Capitale.

Rocca Cencia, Ama vuole il revamping

Un impianto su cui c'è stata sempre la promessa di una chiusura da parte dell’amministrazione guidata dalla sindaca Virginia Raggi, posto in parte sotto sequestro e dallo scorso luglio in amministrazione giudiziaria da parte della Procura di Roma per l'ipotesi di reati ambientali scaturiti dal mancato rispetto dell'autorizzazione rilasciata dalla Regione negli anni passati, e sul quale ora l’amministrazione giudiziaria ed Ama hanno presentato un progetto di revamping con lo scopo di aumentarne le capacità di trattamento dei rifiuti “oggi ben al di sotto di quello che potrebbe fare”, si legge.

Cosa dicono i cittadini

“Questo non è un revamping, ma una vera e propria riconversione di un impianto che merita una valutazione di impatto ambientale più ampia vista la vicinanza ad altri impianti di rifiuti  - dice Fabio Mercanti del Qre, quartieri riuniti in evoluzione -. Mentre con  questa conferenza dei servizi si procede verso una autorizzazione integrata, con modifica sostanziale, che mostra solo la fretta con la quale si vuole procedere su questo impianto. Noi siamo per la chiusura, questo territorio ha dato”.

Il Comune contro la sua azienda

E per gli stessi cittadini è apparso poco incisivo l’intervento del Comune di Roma. I residenti all’incontro hanno potuto partecipare solo come uditori. Il Comune si è limitato a sottolineare come “vada ampliato il raggio di valutazione per concedere l’autorizzazione in un territorio già fortemente compromesso”. A prendere la parola Katia Ziantoni, oggi assessora capitolina ai Rifiuti, ma che dai quartieri in protesta arriva prima come attivista e poi come assessora municipale.

Rocca Cencia, l'impianto fondamentale per i rifiuti di Roma

Ma la dimensione del fallimento sulla politica di gestione della immondizia di Roma è tutta qui: il fatto che il Tmb di Rocca Cencia rimanga un impianto strategico per scongiurare una nuova emergenza della Capitale con la carenza di impiantistica e una raccolta differenziata mai davvero decollata. Infatti nell'ultima ordinanza sull'emergenza rifiuti a Roma, il governatore Nicola Zingaretti ha sottolineato la necessità di questo impianto per la Capitale (che esporta oltre l'80% della sua immondizia). Il Campidoglio non ha chiesto la decadenza dell'autorizzazione in vigore (che prevede una capacità di trattamento di 500 tonnellate al giorno e una trasferenza rifiuti da 600 tonnellate) ma un parere di legittimità preventiva sulla valutazione di impatto ambientale del progetto.

“Serve una ridistribuzione nei territori ad hoc, quindi lontano da case e scuole, che eviti una concentrazione del trattamento dei rifiuti in un unico sito, in questo caso nel VI municipio, su cui è evidente la volontà di farlo diventare una cittadella dell’immondizia - continua Mercanti -. Noi siamo per la chiusura, per una trasformazione in qualcosa di diverso e che valorizzi la zona anziché comprometterla ulteriormente. Abbiamo il diritto di far crescere i nostri figli in un ambiente sano”.

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