Roma si ferma per la neve. E ora è il ghiaccio a far paura: scuole chiuse anche il 27 febbraio

Cronache di un complicato lunedì. Burian arriva in città e costringe i romani in casa. Trasporti in tilt e decine di alberi crollati sulle strade. Polemiche contro la sindaca

Foto Marco Bergami

A mezzogiorno, dopo quasi dodici ore di tormenta, la neve si è sciolta al sole. Il primo round di Burian, nome del gelo siberiano che ha colpito l'Italia, è passato. Ma stando ai metereologi che fin'ora non hanno toppato, i termometri nelle prossime ore scenderanno di quattro, cinque gradi sotto zero, con annesso ghiaccio sulle strade. E allora il Campidoglio getta l'àncora di salvezza e ripete il copione: scuole chiuse anche domani e tutti in casa onde evitare il caos, con la macchina dei soccorsi ancora vigile. 

Roma imbiancata, come nel 2012. C'era chi alle previsioni non credeva, e invece si è svegliato con strade, macchine, marciapiedi ricoperti di neve. Una città da cartolina, per i romantici, ma per l'ennesima volta bloccata dal maltempo. Carreggiate impraticabili, alberi caduti, mezzi pubblici a singhiozzo e allerta per i senzatetto. Una mattinata complicata per la Capitale, addolcita giusto dai sorrisi dei bambini catapultati all'improvviso in un paese di montagna, pronti a sfruttare le ore lontane dai banchi per giocare tra slittini e pupazzi di neve. 

I primi fiocchi sono caduti intorno all'una di notte. Tempo un paio d'ore e la città ha cambiato volto, abbracciata da un'ovatta bianca dalla Cassia fino al mare. Le foto dello spettacolo fanno il giro dei social già all'alba, mentre il sistema dei soccorsi, ampiamente allertato nei giorni scorsi, si mette in moto. Protezione civile e Polizia locale sono in campo coordinati dal Coc (Centro Operativo Comunale) attivo già dalla tarda serata di ieri per limitare i danni. "Il sistema tiene - prova a rassicurare il vicesindaco Luca Bergamo al punto stampa delle 11 - ma siamo di fronte a una città che non è nel suo insieme attrezzata a eventi di questo tipo". Già, è storia nota. E infatti, come da copione, Roma si è fermata. 

Trasporti in tilt e alberi in strada

Le spazzanevi dell'Esercito hanno dato una mano a liberare le strade, difficili da percorrere in sicurezza. Centinaia gli interventi dei Carabinieri. Impossibile muoversi per la città e raggiungere i luoghi di lavoro, specie nelle prime ore del mattino, con solo un terzo degli autobus Atac in circolazione, quelli dotati di gomme da neve, 430 su 1300. Regolari solo le metro, tranne nei tratti scoperti. Pesanti i disagi per Cotral e linee ferroviarie, in testa la Roma Lido con ritardi fino a un'ora. 

A impedire la circolazione anche gli alberi stroncati dal peso della neve e crollati sulle auto parcheggiate, o sui i cavi delle linee dei tram, rimasti ko. Da Prati a Portuense a Tiburtina a Trionfale l'elenco è lungo. In un parco giochi di Testaccio un ramo è caduto vicino a un gruppo di bambini. Per fortuna tutti illesi. Circa un centinaio gli interventi secondo i dati forniti intorno alle 16 dai vigili del Fuoco, che insieme a operatori del Servizio Giardini e al personale del Centro Emergenza Verde stanno ancora lavorando per gli interventi di rimozione rimasti in coda. 

L'emergenza clochard

Neve e gelo hanno creato disagi ai romani costretti in casa, tra strade impraticabili e mezzi pubblici in ginocchio. Ma hanno colpito ancor di più chi non ha un tetto. Da venerdì l'assessorato alle Politiche sociali, Croce Rossa, Caritas, sono attivi per garantire accoglienza ai senza fissa dimora. "Al sistema ordinario attivo tutto l'anno (oltre mille posti al giorno) e al Piano Freddo avviato il 1 dicembre (381 posti notturni e 246 diurni) si sono aggiunti in queste ore 400 posti" fa sapere l'assessore al Sociale Laura Baldassarre a inizio mattinata. Aperte in via straordinaria alcune stazioni della metropolitana e due strutture a Termini e Tiburtina, dove trovare un pasto caldo e un posto letto a riparo dal freddo polare. 

Gli attacchi a Virginia Raggi

Sullo sfondo le polemiche politiche, anche queste d'ordinanza contro il sindaco di turno. Un putiferio scatenato dalle opposizioni stavolta nei confronti della grillina Virginia Raggi, rea di trovarsi lontana 10mila chilometri dalla sua Roma. La prima cittadina è in trasferta a Città del Messico a un convegno, guarda caso, proprio sui cambiamenti climatici. E allora da destra a sinistra, a una settimana dagli appuntamenti elettorali, il coro è unanime: "Roma è bloccata dalla neve e la Raggi è a venti gradi col sombrero"

Insomma, un lunedì in salita per una città dai servizi già fragili in regime ordinario. Ma anche un'occasione di festa per i romani, tornati un po' bambini con la città imbiancata, tra slittini, snowboard e tute da sci che hanno invaso il centro da piazza Venezia al Circo Massimo. Sullo sfondo immagini mozzafiato del Città eterna, così vicina al mare e così poco abituata a vedere i suoi monumenti innevati da non riuscire a trattenere l'emozione. 

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