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VIDEO | Vivere nel feudo dei Casamonica: Romanina tra omertà e voglia di normalità

Il nostro giro per le strade del quartiere Romanina. I residenti sono stanchi dell'attenzione mediatica dopo l'aggressione dei Casamonica al Roxy bar? Cosa significa convivere a stretto contatto con una tra le famiglie più potenti della Capitale?

 

C'è chi prima ostenta indifferenza e poi si spazientisce liquidandoci senza risposte. Chi si gira di scatto e si allontana appena vede avanzare la telecamera, chi non ne può più di veder spuntare cronisti a ogni angolo, chi invece guarda all'attenzione mediatica come una manna dal cielo. O addirittura qualcuno che ammette con aria serafica: "Grazie a loro siamo protetti". Un mese e mezzo dopo la furia violenta dentro il Roxy bar, per mano di esponenti dei Casamonica e Di Silvio,alla Romanina parlano i residenti. 

Sullo sfondo i riflettori sono ancora accesi. Fuori dal locale dove una donna disabile è stata presa a cinghiate c'è un sit in, organizzato dalla rete No Bavaglio e Articolo 21, per dire stop al silenzio sui fatti di mafia, e "basta" ai quartieri dove il vuoto lasciato dallo Stato viene colmato da dinamiche criminali malavitose. Politici, cronisti impegnati nella difesa della libertà di stampa, associazioni, comitati di quartieri presenziano e rilasciano interviste. 

Poi, ai nostri microfoni, per le strade del quartiere, tra le ville delle famiglie di origine sinti dove le telecamere sono bandite, la parola passa agli abitanti. Quanto è vero che a Romanina comandano i Casamonica, come hanno vissuto la presenza fissa della stampa nelle ultime settimane, cosa percepiscono della presenza della famiglia nel quotidiano. Ecco le loro testimonianze. 

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