Stadio della Roma, Pd: "M5s ha responsabilità politiche. Su Lanzalone avevamo espresso dubbi"

Il commento del gruppo dem capitolino all'inchiesta della magistratura. Tra gli arrestati anche Michele Civita, consigliere Pd in regione

No al garantismo a giorni alterni. Per il Pd romano "nessuno è colpevole fino al terzo grado di giudizio e oggi intendiamo ribadirlo con forza". Ma sullo stadio della Roma, sugli arresti e l'inchiesta della magistratura i dem parlano di "responsabilità politiche che vanno sicuramente imputate alle scelte adottate dall’amministrazione 5Stelle in merito a questo progetto. Oltre al danno d’immagine arrecato in queste ore all’intera città e alla società A.S. Roma, esiste infatti oggi il rischio concreto che un’opera fondamentale per il rilancio economico della Capitale non veda mai la luce"

"Come Partito Democratico abbiamo sempre sostenuto con forza il progetto dello stadio ma con altrettanta forza ci siamo sempre opposti al piano di modifica del progetto iniziale (delibera Caudo) e in particolare al taglio di cubature destinate a opere pubbliche d’interesse generale" prosegue la nota stampa. "Altrettanti dubbi e perplessità abbiamo espresso, attraverso un’interrogazione presentata dal nostro gruppo capitolino, in merito al ruolo di Luca Lanzalone ex consulente del M5S incaricato proprio di seguire l’iter delle modifiche del progetto oggi finite sotto la lente degli inquirenti. Se è vero che la sindaca Raggi ha a cuore il benessere di Roma e dei suoi concittadini, tragga le dovute conseguenze da questa ennesima dimostrazione di incapacità e irresponsabilità da parte di un’amministrazione che negli ultimi due anni non solo non ha raggiunto alcun risultato positivo ma ha causato esclusivamente danni” lo dichiara in una nota il Partito Democratico di Roma".

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Ricordiamo che nell'ambito delle attività investigative ci sono 16 indagati, e 9 persone finite in manette: Luca Lanzalone, presidente di Acea nominato dalla sindaca Virginia Raggi, Adriano Palozzi Vice Presidente del Consiglio Regionale del Lazio (FI) e Luca Parnasi. Proprio l'imprenditore, insieme ad altri suoi cinque collaboratori, sono finiti in carcere. Ai domiciliari, invece, oltre Palozzi e Lanzalone anche il consigliere regionale dem Michele Civita. Tra i reati contestati associazione a delinquere, traffico di influenze, emissione di fatture false, corruzione e illecito finanziamento.

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