Primarie, Morassut: "Da Giachetti si spartiscono il potere". Argentin: "Dietro di te il vecchio Pd"

L'ex assessore all'Urbanistica: "Nello schieramento di Giachetti si stanno riproducendo meccanismi del passato". Argentin: "Lui sostenuto da protagonisti della stagione più triste del Pd"

Nervosismo, paura e polemiche. Si avvicina l'appuntamento delle primarie per scegliere il candidato sindaco del centrosinistra e il clima tra i contendenti si fa giorno dopo giorno più caldo. Dopo settimane passate in punta di fioretto, tra Morassut e Giachetti, i due grandi favoriti, volano accuse e, per dirla con Ileana Argentin, che del comitato dell'ex radicale è la presidente, è "finito il clima di fair play". 

Detonatore di questa situazione le dichiarazioni dell'ex assessore all'Urbanistica che ha attaccato frontalmente il gruppo che sostiene Giachetti. Non va giù a Morassut la spartizione di potere attuata dal triumvirato Orfini-Bonaccorsi-Zingaretti che ha piazzato le proprie truppe in giro per i municipi. Così oggi a Radio Popolare, con parole dirette, ha attaccato: "Un certo stile di vita interna del Pd si è occupato per troppo tempo di posti, di come suddividere le aree di influenza, di gruppi interni in vista delle elezioni. Ho l'impressione che questo si stia riproducendo nello schieramento che sostiene Roberto Giachetti". Quindi la precisazione: "Ovviamente non parlo di Giachetti in quanto tale, una persona estranea a queste logiche e che stimo. Però lo metto un po' sull'avviso perché mi pare di capire che nello schieramento che lo sostiene si stiano riproducendo questi meccanismi. Bisogna spazzarli via".

L'ex radicale tace e fa parlare il presidente del suo comitato, Ileana Argentin: "Caro Roberto Morassut, mio caro amico, osservo con dispiacere che con l'avvicinarsi del 6 marzo hai deciso di abbandonare la politica del fair play che era stato un tratto positivo della campagna che abbiamo condotto finora. Non risponderemo alle insinuazioni con la stessa moneta, proponendo l'elenco dei protagonisti della stagione più triste e drammatica del Partito democratico a Roma che si nascondono (neanche troppo bene) tra i tuoi sostenitori, perchè prevale la stima nei tuoi confronti e lo stile che ci siamo imposti".

"La storia di Roberto Giachetti", aggiunge Argentin, "parla chiaro. È una storia di libertà, di autonomia, di coraggio, trasparenza e di determinazione ed è la migliore garanzia di un futuro per Roma e per il Pd di grande cambiamento che sarà dimostrato dai fatti e non dalle parole in libertà di chi evidentemente fatica a vedere anche chi gli sta accanto".

Il nervosismo fa il paio con la paura di gazebo vuoti. Su facebook Giachetti ha rivolto una stilettata a Matteo Orfini, commissario del partito romano: "Ho letto sui giornali che non sarei disponibile ad aprire i gazebo delle primarie sabato. Lo trovo singolare perchè 15 giorni fa avevo invitato il commissario romano del Pd a far votare sabato: per quale ragione a Milano si è votato sabato e domenica e qui a Roma solo un giorno?. Io rinnovo questo caldo invito per far sì che come a Milano anche i cittadini romani possano votare un giorno in più. Se il commissario romano ascoltasse questo messaggio in bottiglia sarebbe stupendo", conclude Giachetti rivolgendosi a Matteo Orfini.

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