Emergenza acqua, al via la chiusura dei nasoni ma è polemica: "Solo 1% dello spreco"

La comunicazione di Acea Ato2 alla sindaca Raggi. Lo stop dovrebbe avvenire a partire da lunedì interessando 30 nasoni al giorno. Ottanta su 2500 invece non rientreranno nel piano

Nasone, immagina d'archivio

Acea ha fatto la sua proposta: chiudere le storiche fontanelle romane (come suggerito dal ministro Galletti) per permettere adeguati interventi di riparazione alle tubature e così scongiurare ulteriori perdite d'acqua, quella che manca da giorni sul territorio della Capitale e provincia. Ancora, si apprende dalla multiutility capitolina, il Comune deve ratificare il piano di chiusura. Ma stando a una lettera inviata dal presidente Paolo Saccani alla sindaca Raggi, da lunedì si potrebbe procedere con lo stop di 30 nasoni al giorno sul totale di 2500. La chiusura però sarà non solo temporanea e "a tranche", ma terrà fuori le fontane più "battute" da romani e turisti in vacanza. Ottanta fontanelle circa si salveranno. 

Nella comunicazione scritta si spiega che per le riparazioni saranno impegnate "anche in futuro importanti risorse economiche. La chiusura di un così elevato numero di fontanelle avrà luogo necessariamente con gradualità anche per evitare di distrarre le maestranze impegnate nell'attività di ricerca e riparazione delle perdite, durante tutto il prossimo mese di luglio e verrà in ogni caso modulata in ragione dei benefici che otterremo dall'efficientamento della rete, non preventivamente quantificabili"

Una mossa ritenuta necessaria per tamponare la crisi idrica che ha colpito anche il territorio di Roma e provincia insieme al resto del Paese. E al netto di qualche pioggia sporadica nelle ultime 24 ore, continuano gli allarmi siccità dai produttori agricoli e dai Comuni dell'hinterland, costretti a razionalizzare le residue quantità di acqua rimaste. Un quadro che non migliora nemmeno sul fronte del lago di Bracciano, il bacino idrico ridotto ai minimi termini dai continui interventi di Acea che date le scarse piogge sta continuando a prelevare fino a 1800 litri al secondo da maggio. 

Mentre la chiusura dei nasoni non piace a tutti. Il Codacons arriva a parlare di interruzione di pubblico servizio. "Le conseguenze per gli utenti saranno tutte negative - attacca il presidente Carlo Rienzi - La chiusura delle fontanelle costringerà turisti e cittadini ad acquistare l'acqua in bar ed esercizi commerciali, con danni economici evidenti e sicure speculazioni. I nasoni rappresentano solo l'1% dello spreco di acqua a Roma, contro il 50% delle falle nelle tubature"

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Contrari al provvedimento anche Piergiorgio Benvenuti di Ecoitaliasolidale: "Decidere di chiudere i nasoni di Roma sposta il problema ma non lo risolve. I numeri parlano chiaro: la reale criticità è il fenomeno della dispersione che raggiunge circa il 45% delle perdite mentre le fontanelle diffondono appena l’1,1% dell’acqua messa in rete dall’Acea. I nasoni, oltre a rappresentare un pezzo della storia e tradizione cittadina, costituiscono senza dubbio un refrigerio per chi vuole dissetarsi in strada, in primis per i senzatetto, ma anche per gli animali e l’ipotesi di una loro chiusura sarebbe  - in un certo senso - il venir meno di un servizio sociale". Senza contare "un incremento esponenziale di inquinamento da bottiglie in plastica". 

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