"Il sistema sanitario del Lazio? Volutamente disorganizzato per permettere speculazioni"

Queste le dichiarazioni di Giacomelli durante la conferenza "Viaggio nella malasanità in Italia. Il Lazio", organizzata dal Codici con la partecipazione del consigliere regionale Santori

"Un sistema sanitario volutamente disorganizzato, un caos creato ad arte per permettere speculazioni e sprechi".  Cosi Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici, ha presentato la situazione del sistema sanitario laziale durante la conferenza "Viaggio nella malasanità in Italia. Il Lazio", organizzata dal Codici, con la partecipazione del Consigliere Regionale Fabrizio Santori. "E' una situazione - spiega Giacomelli -  in cui la politica fa i suoi affari e si attiva con il clientelismo, gestendo i posti di comando e ottenendo appalti a ditte vicine.In questa disorganizzazione voluta, si tenta di nascondere gli errori, orrori medici".

Durante la conferenza si voleva raccontare la disorganizzazione, la politicizzazione e le anomalie del sistema sanitario laziale. Il Centro per i diritti del cittadino ha lanciato quindi una proposta di legge "Norme in materia dei diritti del malato" per porre rimedio alla politicizzazione della sanità che ha perso di vista il punto fondamentale del suo operato che è e deve rimanere la cura del paziente. 

DIRETTORI - Le accuse hanno investito anche la promiscua situazione in cui vengono nominati i Direttori Generali, in cui sembra essere prediletto un colore di appartenenza politica piuttosto che un altro. Il Codici si chiede dunque, "Le nomine possono essere influenzate dal Ministro in carica? E quanto dal colore politico delle singole Regioni?" Per la valutazione ci si avvale infatti dell'Agenzia Agenas, "non sufficientemente esterna", secondo Codici, nella valutazione e nell'esame.  L’Agenzia sanitaria infatti pur essendo un comparto "tecnico", risulterebbe in realtà molto più politicizzata di quanto si possa pensare, perchè primo organo di coordinamento delle politiche sanitarie tra Stato e Regioni.

AGENAS - I dubbi quindi del Codici si sono abbattuti anche sulla Agenas e, delibere delle nomine alla mano, il Centro per i diritti del cittadino ha deciso di far ricorso al Tar. I punti che il Centro maggiormente si impegnerà a controbattere riguardano la mancata pubblicazione dei nomi degli esperti dell'Agenizia che hanno selezionato i 581 candidati. Sono invece stati resi pubblici solo i tre nomi di coloro che hanno dovuto stilare la short list. A mancare di trasparenza anche i criteri e i punteggi con cui sono stati nominati i 50 della short list e i 12 nuovi Direttori Generali. Solo dopo l’individuazione dei candidati idonei, mentre la procedura selettiva era in corso, sono stati inseriti i criteri selettivi per l’individuazione delle figure ricercate, quando ormai la commissione stessa era già a conoscenza dei curricula dei partecipanti. 

TERESA PETRANGOLINI - Inoltre sussitono anche delle situazioni particolari per cui risulta ambigua la situazione che ruota intorno alla Consigliera regionale Teresa Petrangolini. La Petrangolini è stata tra i fondatori dell’Associazione Cittadinanzattiva e membro del consiglio dell'Agenas. Nel corso degli anni si sono registrate però diverse iniziative che hanno visto la collaborazione tra Agenas e l’Associazione Cittadinanzattiva, tra cui la realizzazione del programma P.Re.Val.E.

FABRIZIO SANTORI - Una situazione dubbia e anomala che il Consigliere Regionale Santori ha voluto portare alla luce è invece la notizia che riguarda la nomina del Dottor Fabrizio D’Alba, figlio di Elda Melaragno, dottoressa che per oltre 10 anni ha gestito il Dipartimento Sanità della Regione Lazio.

PRONTO SOCCORSO - Nella conferenza si sono dibattuti anche temi di natura tecnica amministrativa. Ne è un esempio lampante la situazione dei pronto soccorso regionali. "Non parliamo solo genericamente di liste d’attesa infinite e di pronto soccorso da Quarto mondo - puntualizza Santori in una nota - vogliamo denunciare anche singoli casi che fanno gridare allo scandalo della malasanità nel Lazio e al disastro Zingaretti". Non è difficile immaginare pazienti dimenticati per ore su qualche barella in attesa di una visita, senza informazioni nè assistenza. E non sono solo i cittadini a portare alla luce questa situazione. Sono i numeri che parlano chiaro: dal primo gennaio 2012 al 30 novembre 2012, sono stati 1324 gli accessi  al Pronto Soccorso del San Camillo che hanno superato le 48 ore di permanenza. E la situazione non cambia, ma anzi peggiora se si parla di altri ospedali come il S.Andrea o quello di Tor Vergata, dove ad attendere per più di 2 giorni sono stati rispettivamente 1790 e 3034 pazienti. Il calcolo vien da sè: 4 pazienti al giorni al San Camillo, 5 pazienti del  S.Andrea e ben 9 di Tor Vergata hanno atteso più di 48 ore al Pronto Soccorso. "Senza dimenticare il caso vergognoso dello scambio di embrioni nella procedura di fecondazione assistita all’Ospedale Pertini. Questi sono i fatti che ci portano a parlare del disastro Zingaretti e l’opposizione ha il dovere morale e politico di denunciarlo”, ha concluso la nota Fabrizio Santori. 

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PROPOSTE -  Dalla dettagliata analisi della situazione di completo caos in cui si trova il sistema sanitario italiano è nata allora l'idea del Codici della proposta regionale "Norme in materia dei diritti del malato" al fine di riportare al centro dell'operato medico l'interesse verso il paziente. Il testo non vuole sostituire i diritti del paziente ma inserire nuovi oneri per orientare al meglio la Pubblica Amministrazione, ricordando la centralità del diritto alla salute di ogni cittadino. 

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