Flash mob antiaborto, Azione Frontale contro Sabrina Alfonsi: "Quando la politica diventa morte"

I manifesti affissi sulla sede del Municipio dopo il blitz di Pro Vita in consiglio comunale

I manifesti affissi da Azione Frontale sulla sede del Municipio

Prima il flash mob che lo scorso lunedì sera ha visto Sabrina Alfonsi coprire con un foglio bianco in segno di protesta un grande manifesto contro l'interruzione di gravidanza affisso da Pro Vita sulla vetrina dell'associazione che si trova in viale Manzoni 28. Poi la risposta della stessa associazione con un blitz nella mattinata di giovedì in consiglio municipale durante il quale una quindicina di iscritti a Pro Vita hanno srotolato uno striscione eloquente "Alfonsi dimettiti". Stanotte il terzo atto, con Azione Frontale che ha affisso sui muri esterni della sede del I Municipio Centro Storico dei manifesti che raffigurano il volto della minisindaca e la scritta: "Quando la politica diventa morte. Giù le mani da ProVita!". 

A denunciare l'affissione dei manifesti all'ingresso della sede del Municipio sulla propria pagina FB la stesa Sabrina Alfonsi: "I settori più beceri della nostra città continuano con le loro provocazioni. Questa mattina è la volta di "Azione frontale" che stanotte ha pensato bene di imbrattare le pareti di un edificio pubblico. L'ingresso del Municipio. Chiaramente nessuna paura nei confronti di questi personaggi e nessun passo indietro sull'impegno in difesa della libertà delle donne. Approfitto per ringraziare tutte e tutti per la solidarietà e la vicinanza che mi avete espresso ieri". 

Sempre sui sociale media i militanti di Azione Frontale hanno poi rivendicato il blitz di stamattina: "PRO VITA NON SI TOCCA! Questa la nostra risposta a Sabrina Alfonsi Presidente del Municipio I di Roma. Un atto dovuto visto l’ignobile gesto della scorsa notte, che il presidente ha fatto sulle vetrine della sede dell’associazione Pro Vita, pubblicizzando la libertà di aborto e quindi la morte. La nostra azione fuori al suo Municipio speriamo serva a far aprire gli occhi a tutti quei cittadini che hanno votato un personaggio del genere, nemica della vita che si nasconde dietro un concetto, quello della libertà che va in contraddizione con l’aborto. Un bambino deve avere la libertà di nascere! Questa è vita, questa è libertà!"

La stessa Pro Vita aveva spiegato a sua volta le motivazioni del flash mob fatto ieri in consiglio municipale: "Da Sabrina Alfonsi - le parole del presidente dell'associazione Toni Brandi - abbiamo subìto un atto incivile e abusivo lunedì sera, quando la signora in questione ha deciso, con altre abortiste della Giunta, di imbrattare il manifesto in difesa del nascituro che è esposto nella nostra vetrina affacciata sulla strada. Per questo, insieme a sostenitori di Pro Vita e altri cittadini, siamo scesi in campo in difesa della libertà di dire la verità sul valore della vita. Ci siamo presentati all'assemblea del Consiglio Municipale di Roma Centro per sostenere la richiesta di dimissioni del Presidente Alfonsi"

Solidarietà è stata espressa alla presidente del I Municipio da Gianluca Peciola, del Movimento Civico per Roma: "Ormai sono all'ordine del giorno gli attacchi, le intimidazioni e le provocazioni da parte di gruppi organizzati neofascisti e dell'estrema destra. L'attentato incendiario alla palestra popolare Valerio Verbano al Tufello, i blitz nei confronti di Sabrina Alfonsi, e questa mattina l'ennesimo episodio ai danni di Cesare Lucidi (qui il link alla notizia), consigliere municipale del III Municipio, a cui va tutta la mia solidarietà". 

"Il ripetersi di questi episodi disegna un quadro inquietante - conclude Peciola - a cui bisogna rispondere con determinazione massima e spirito unitario. È necessaria una mobilitazione ampia nei quartieri, con energie all'altezza della situazione allarmante che stiamo vivendo".

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