Case abusive, ad Artena il presidio 'solidale' ferma la demolizione

Decisivo l'intervento del sindaco Felicetto Angelini che ha manifestato 'pubblico interesse'. Equi Diritti: "Invitiamo altri sindaci a seguire questo esempio"

E' stata rinviata a data da destinarsi la demolizione dell'abitazione abusiva prevista per ieri ad Artena. A fermare le operazioni che hanno coinvolto un ingente dispiegamento di forza dell'ordine la presenza di una settantina di persone del comitato Equi Diritti e soprattutto l'intervento del sindaco Felicetto Angelini che ha manifestato "pubblico interesse" nel non abbattere la costruzione abitata da una giovane 22enne al quarto mese di gravidanza. 

Inizialmente annunciata per il 6 marzo, la demolizione era in programma per ieri, 21 marzo. Così, fin dalle prime luci dell'alba, gli agenti della Polizia di Stato dei commissariati di Valmontone, Colleferro e Velletri e i Carabinieri di Artena e Velletri si sono presentati fuori dalla costruzione realizzata a contrada Pomario per supportare le operazioni di demolizione. Davanti ai cancelli dell'abitazione, però, non erano i soli. Una settantina di persone, residenti nei vari comuni dei Castelli Romani, organizzati nel comitato Equi Diritti, accomunati dalla paura comune di vedere abbattute le proprie abitazioni nate abusivamente a partire dagli anni '90 la cui sanatoria, negli anni, non è andata a buon fine. "E' stata una mobilitazione spontanea e pacifica di persone che hanno voluto portare la propria solidarietà" spiega Marco Milani del comitato Equi Diritti. "Persone che hanno paura di finire a loro volta in mezzo a una strada". 

Risolutivo l'intervento del sindaco di Artena, Felicetto Angelini che ha espresso un impegno nel recuperare le abitazioni abusive 'per necessità'. "L'amministrazione non ha nè persone nè mezzi per sostenere queste demolizioni" ha affermato alle persone radunate fuori dall'abitazione per protesta. "Noi ora abbiamo di fronte due armi: la riperimetrazione urbanistica e l'acquisizione a bene pubblico, anche se quest'ultima è una strada un po' più complicata". Commenta in una nota Equi Diritti: "Esprimiamo il nostro plauso al sindaco che dichiarando il pubblico interesse nell'evitare la demolizione della casa di necessità, salvaguardando la famiglia ha contribuito ad evitare la demolizione dell immobile. Invitiamo gli altri Sindaci a seguirne l'esempio".  

Solo nel comune di Artena sono circa 55 le abitazioni che dovranno essere demolite. E così altre circa 800 abitazioni sparse in tutti i comuni dei Castelli. Ma il fenomeno potrebbe allargarsi di fronte al rigetto di migliaia di domande di sanatoria avanzate nel 2003. "Ricordiamo che nel corso di un convegno che si è tenuto lo scorso 16 marzo, al quale hanno partecipato diversi consiglieri regionali e il senatore dem Bruno Astorre, è emerso che nel Lazio, esclusa la capitale ci sono circa 180 mila domande di sanatoria avanzata nel 2003 che potrebbero risultare inaccoglibili" continua Milani. "Il rischio è quello di un'emergenza sociale". 

"Questo è solamente la punta dell’iceberg di un contesto sempre più esplosivo che sta assumendo i contorni di una vera e propria bomba sociale" ha scritto in una nota il consigliere regionale FI e vicepresidente della commissione Urbanistica, Adriano Palozzi. "Un contesto in merito al quale il presidente Zingaretti e la maggioranza della Pisana non possono e non devono rimanere indifferenti, ma che deve essere affrontato dalle istituzioni con equilibrio e impegno, rispettando sempre il principio di legalità ma facendo i conti con una realtà che potrebbe avere effetti prorompenti. E’ necessario intervenire dunque sulle norme che regolano il condono nazionale e riaprire i termini; al contempo lavorare insieme al fine di stendere una legge regionale che agevoli l'iter delle perimetrazioni dei nuclei abusivi".

"Abbiamo più volte sollecitato la maggioranza in Consiglio regionale e gli assessori della giunta Zingaretti per chiedere l’istituzione di un tavolo dove poter discutere proposte efficaci e risolutive, attraverso una soluzione condivisa con tutte le forze politiche a un fenomeno che nel solo Lazio riguarderebbe 180.000 domande di sanatoria allo Stato impossibilitate ad essere accolte. Richiesta sostenuta anche dai sindaci e dagli amministratori dei Castelli romani che hanno sottoscritto un documento comune in tal senso, e che si trovano stretti tra le pressioni della Procura e le esigenze di tutelare territorio e cittadini" dichiara Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio di Fratelli d’Italia membro della commissione Ambiente e Urbanistica. "E’ inaccettabile che tutto sia fermo e le istituzioni non riescano a dare risposte a quella che ha assunto le caratteristiche dell’emergenza". 

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