Chiude la Bassnet, corsa contro il tempo per salvare i lavoratori: 70 a rischio licenziamento

Dopo oltre un anno e mezzo dalla messa in liquidazione della società lavoratori ancora nell'incertezza. L'allarme dei sindacati: "Dal 5 novembre licenziamento collettivo, Mise ci incontri"

foto archivio: protesta lavoratori Bassnet

“Lo scenario è drammatico”. Non nascondono la difficoltà del momento i lavoratori della Bassnet srl, azienda che si occupa di monetica, assistenza clienti carte di credito e pos. 

Liquidazione Bassnet: lavoratori verso licenziamento

La società, controllata dal Gruppo Basillichi incorporato da mesi da Nexi Payments, è in liquidazione dal 1 febbraio del 2018: così da oltre un anno e mezzo i lavoratori vivono nell’incertezza. 

Ufficializzate a metà settembre le tensioni occupazionali, i cinquanta giorni durante i quali sindacati e azienda si astengono da ogni azione diretta stanno per scadere: il 5 novembre prossimo potrebbe così aprirsi la procedura per il licenziamento collettivo

In tutto 70 i lavoratori a rischio. “70 famiglie sull’orlo del precipizio” – hanno sempre detto i dipendenti della Bassnet ora alle prese con una vera e propria corsa contro il tempo. 

Bassnet verso la chiusura: è corsa contro il tempo

Saltata l’ipotesi di acquisizione da parte di Numero Blu, società di contact center romana, l’unica ad aver manifestato interesse per l’affare, le speranze dei dipendenti della Bassnet sono appese a un filo. 

“Le RSA sindacali, in piena osservanza del contratto collettivo nazionale, hanno ripetutamente sollecitato al tavolo Nexi, in quanto capogruppo, poiché detentrice del pacchetto di maggioranza relativa pari al 49,68%, al fine di trovare una soluzione adeguata per la ricollocazione di tutto il personale. Ma il colosso della monetica, malgrado la quotazione in borsa effettuata lo scorso aprile le abbia consentito di realizzare 1 miliardo di guadagno in aggiunta agli 891 milioni di ricavi del 2018, ha sempre declinato ogni responsabilità dicendo di non essere minimamente coinvolta nell’affaire. Una posizione incomprensibile considerata la continua espansione del settore, destinato peraltro a crescere vigorosamente in vista dei provvedimenti legislativi a favore dei pagamenti digitali che stanno per essere emanati” – ha scritto in una lunga lettera Giovanni Quagliarello, della Rsu Uilca. 

“Per giunta Nexi, quando si è trattato di sistemare gli operatori Bassilichi che lavoravano in un regime di conclamata promiscuità con i colleghi Bassnet, svolgendo cioè il medesimo lavoro, scambiandosi turni, impartendo  precise direttive e, come se non bastasse, ricevendo una retribuzione superiore, non ha indugiato convogliandoli in una newco denominata PayCare poi rilevata da Comdata con la garanzia contrattuale di 36 mesi. Una contraddizione in termini che nessun esperto di finanza creativa o politica industriale potrà mai rendere accettabile. Bassnet, pur costando di meno, come mai è ridotta sul lastrico rispetto all’ex capogruppo Bassilichi ora incorporata in Nexi Payments?” – si chiedono lavoratori e sindacalisti. 

L'allarme dei sindacati su Bassnet: "Scenario drammatico"

Ma dopo quasi due anni di battaglie in Bassnet regna lo sconforto. “Siamo verso la chiusura. L’epilogo più amaro, che nessuno mai avrebbe ipotizzato. Dopo quasi due anni di liquidazione la vicenda della Bassnet di Roma sembra giunta al capolinea” – l’amara constatazione dei dipendenti. 

Per loro niente ricollocazione. Di nuovi acquirenti per l’azienda nemmeno l’ombra. “Le sigle sindacali regionali hanno chiesto un incontro urgente al Ministero dello Sviluppo Economico. Davanti a noi abbiamo uno scenario complicato, direi – sostiene Quagliarello – drammatico”. 
 

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