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La Bassnet in liquidazione, protestano i lavoratori: "70 famiglie sull'orlo del precipizio" 

Il presidio sotto al Ministero del Lavoro: "Immobilismo avrà conseguenze imprevedibili. Siamo esasperati"

Fischietti, bandiere e striscioni: protestano i lavoratori della Bassnet srl, azienda che si occupa di monetica, assistenza clienti carte di credito e pos. Una società controllata dal Gruppo Basillichi, dal dicembre scorso incorporato da Nexi Payments. 

Protestano i lavoratori della Bassnet

La Bassnet è in liquidazione dal 1 febbraio 2018, così per i 70 dipendenti l'ultimo anno è stato un calvario di incontri e trattative per tentare di salvare posti di lavoro e famiglie. 

Mentre per i lavoratori che erano in Basillichi è stata trovata una soluzione di continuità, quelli della Bassnet si sono ritrovati invece senza alcuna certezza sul proprio futuro: con un piede fuori dall'azienda, con lo spettro della disoccupazione.

"Il gruppo Nexi, lo scorso dicembre ha incorporato Bassilichi, società in cui era collocata Bassnet. Ma mentre per i dipendenti Bassilichi ha trovato una soluzione (convogliandoli in una Newco denominata PayCare, ora passata di mano a Comdata), garantendo loro tre anni di continuità contrattuale, per i dipendenti Bassnet invece ha continuato a fare orecchie da mercante. Non sono arrivate risposte adeguate, con la speciosa conseguenza che i lavoratori si sono ritrovati in uno scenario sempre più a tinte fosche per effetto di un discutibilissimo sistema di promiscuità produttiva ed organizzativa che ha premiato solo taluni" - denuncia la Rsu Uilca Bassnet che insieme a Fabi, Fisac, First Cisl e Fiom oggi ha organizzato il presidio davanti al Ministero del Lavoro. 

I sindacati: "70 famiglie sull'orlo del precipizio" 

"Abbiamo 34 vertenze aperte, ma nel sito romano di Bassnet si contano ben 73 lavoratori e quindi famiglie" - ha detto a RomaToday dalla mobilitazione sotto il Mise, Giovanni Quagliarello della Rsu Uilca. 

"Il nostro obiettivo è coinvolgere le istituzioni competenti perché si prenda finalmente coscienza del problema  per uscire da un intollerabile immobilismo dalle conseguenze imprevedibili. Siamo 70 famiglie sull'orlo del precipizio" - incalza il sindacalista reclamando ascolto da Nexi. 

"In questi quindici mesi di silenzio assordante siamo esasperati" - il grido di aiuto che arriva dai lavoratori. 
 

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