Asili, la nuova graduatoria è un 'rebus' che scotta: a rischio 5 mila precarie

Ieri l'assessore Rossi Doria ha incontrato i sindacati: "Porterò a tutti i livelli di Governo il problema". Cgil, Cisl e Uil: "clima di leale confronto ma non sufficiente per trovare una soluzione". Usb lancia la mobilitazione permanente

Gli occhi sono tutti puntati sul sindaco in ferie e, naturalmente, sul consiglio dei ministri di domani. La trattativa sul salario accessorio è congelata, anch'essa in attesa di trovare la quadra con il Mef e la Ragioneria dello Stato. Ma c'è un altro tema che ben presto il Campidoglio sarà costretto ad affrontare sul tavolo di palazzo Chigi: l'esclusione delle insegnanti impiegate per anni nei nidi e nelle scuole materne comunali con contratti a tempo determinato e oggi escluse dalla nuova graduatoria in costruzione con il nuovo bando. Una bolla formata da circa 5mila educatrici lasciate a casa dopo anni di precariato pronta ad esplodere.

ASSESSORE DAL GOVERNO - Nel tardo pomeriggio di ieri, con una nota redatta al termine di un incontro con i sindacati, l'assessore alle Politiche Educative e scolastiche Marco Rossi Doria ha comunicato la sua intenzione di portare “a tutti i livelli di Governo il problema, che coinvolge non solo il Comune di Roma ma quelli di tutta Italia, al fine di superare l’evidente diseguaglianza di trattamento tra lavoratrici di scuole statali e scuole comunali, garantendo il normale avvio dell’anno educativo e scolastico”. 

IL NUOVO BANDO - Il nodo del problema infatti nasce in seno a una sentenza della Corte di Giustizia europea che ha punito l'Italia per aver reiterato delle assunzioni a tempo determinato oltre i 36 mesi andando di fatto a coprire buchi d'organico con personale precario invece di ricorrere all'assunzione. Di conseguenza l'amministrazione capitolina, che per anni si è servita di numerosi contratti a tempo determinato per garantire il servizio nelle sue strutture educative, per la formazione della nuova graduatoria ha impedito di partecipare al nuovo bando tutti coloro che hanno già prestato servizio per Roma Capitale per 36 mesi, anche non continuativi. Anche se non si tratta di un licenziamento vero e proprio, per circa 5mila precarie storiche è di fatto saltato il posto di lavoro.

'SOLUZIONE RAPIDA' - “Dall’esame comune della situazione complessa che si è venuta a creare, emerge la volontà di arrivare in tempi brevissimi alla soluzione” scrive Rossi Doria. Non c'è molto tempo infatti. Come denunciano i sindacati, la situazione oltre che esplosiva dal punto di vista delle lavoratrici potrebbe ricadere anche sul servizio e quindi sulle centinaia di famiglie romane che dal primo settembre porteranno i propri figli nelle strutture comunali. Il bando infatti si chiude il 21 settembre e tra le forme di protesta messe in campo dalle educatrici che da giorni ormai presidiano il Campidoglio c'è anche quella di non accettare incarichi di poche settimane. E una rapida soluzione, dall'incontro di ieri con i sindacati, non è emersa.

LE PROTESTE - La tensione con le educatrici è alta. Ieri durante l'incontro con i sindacati presso il dipartimento delle Politiche scolastiche di via Capitan Bavastro, una cinquantina di insegnanti ha fatto irruzione nello stabile per protesta. Rossi Doria ha promesso “soluzioni tecniche” promettendo la convocazione di un tavolo con le forze sindacali entro martedì prossimo. Oggi invece si sono date appuntamento in Campidoglio. "Abbiamo fatto un funerale in stile Casamonica" raccontano. "Con petali di rose, cavalli e musica del padrino. Solo che questo era un funerale alle educatrici precarie". 

IL TAVOLO CON I SINDACATI - I sindacati hanno apprezzato il dialogo del 'maestro di strada' ma si sono dichiarati pronti a far ripartire la mobilitazione. “Dall’incontro di con l’Assessore Rossi Doria, ne esce un clima di leale confronto necessario ed apprezzabile ma, da solo, non sufficiente per trovare una soluzione che consenta di superare l’emergenza sull’utilizzo del personale supplente di nidi e scuole dell’infanzia di Roma Capitale” scrivono in una nota Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Csa di Roma. “Come organizzazioni sindacali abbiamo prospettato soluzioni tecniche di applicazione delle norme che consentano di continuare ad utilizzare il personale supplente storico, già inserito nelle graduatorie frutto di precedenti selezioni pubbliche. L’Amministrazione si è riservata di effettuare un approfondimento sull’applicabilità di quanto proposto” fanno sapere. Poi avvertono: “Se non si troveranno soluzioni condivise in tempo utile per l’apertura di nidi e scuole dell’infanzia, queste organizzazioni sindacali attiveranno le necessarie forme di lotta condivise con i lavoratori e con il coinvolgimento anche delle famiglie”. Domani pomeriggio è stata convocata un'assemblea generale delle Rsu di Roma Capitale. 

MOBILITAZIONE PERMANENTE - L'Unione sindacale di base invece come “segno di apertura” aveva chiesto all'assessore di sospendere il bando. “Pur apprezzando l'impegno dell'Assessore Rossi Doria a trovare una soluzione analoga a quella individuata per i precari delle scuole statali e prendendo atto dell'apertura del tavolo di confronto permanente sul personale supplente, USB registra il mancato ritiro dei bandi che avrebbe sgomberato il campo dal possibile licenziamento di 5000 precarie e avrebbe permesso di avere più tempo per giungere alla soluzione che rispetti la sentenza della corte di giustizia europea per la stabilizzazione del precariato storico” dichiarano Cinzia Conti e Massimo Reggio di USB di Roma Capitale presenti al tavolo sindacale. “Si è registrata l'affermazione di stato di crisi per i servizi educativi per i bambini 0 - 6 anni nella città di Roma” hanno concluso. Per Usb “fino a salvaguardia di tutti i posti di lavoro” sarà mobilitazione permanente.  

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