Atac e i lavoratori delle pulizie: l'appalto infuoca la commissione Mobilità

Alla presenza di una cinquantina di lavoratori rappresentanti Atac, delle aziende interessate e dei sindacati si sono confrontati sugli esuberi davanti ai congilieri capitolini

Commissione Trasporti tesa questa mattina a largo Loria dove sindacati, rappresentanti dell'Atac e della segreteria del sindaco e le aziende appaltatrici per le pulizie dell'Atac, Manutencoop e Roma Multiservizi, si sono confrontati davanti a una cinquantina di lavoratori in merito agli esuberi dichiarati dall'azienda. Ad aprire i lavori la presidente della commissione capitolina Annamaria Cesaretti (Sel) che ha spiegato il motivo della convocazione: “Abbiamo chiesto alle parti in causa di portarci tutta la documentazione disponibile in modo tale da consegnarla all'assessore alla Mobilità Guido Improta che dovrà eventualmente valutare se procedere in autotutela”. Presenti anche i consiglieri del Pd Athos De Luca e Maurizio Policastro, quelli del Movimento cinque stelle Enrico Stefàno e Marcello De Vito e quello della lista Marchini, Alessandro Onorato.

LA PROTESTA - Nelle scorse settimane infatti i lavoratori addetti alle pulizie delle stazioni Atac organizzati dal sindacato Fisascat Cisl hanno protestato più volte di fronte alla richiesta di esubero per il 34% del monte ore totale dell'appalto giudicandola illegittima. L'ultima in ordine di tempo lunedì scorso quando, in occasione della convocazione di un'altra seduta di commissione, avevano occupato la medesima aula per un'intera giornata chiedendo un incontro con l'assessore ai Trasporti Guido Improta. “Rimaniamo della posizione che questa richiesta di riduzione del monte ore sia illegittima in quanto le aziende in questione, subentrate all'appalto per interpello dopo che le precedenti cooperative si sono ritirate, devono mantenere inalterate le condizioni di assunzione contenute nell'appalto” spiega al termine della commissione il segretario generale di Fisascat Cisl Rosalba Carai. “A riguardo abbiamo anche avanzato un esposto alla Procura della repubblica e al Comitato di vigilanza sui contratti pubblici”. Conclude Carai: “Carte alla mano possiamo dimostrare che per sostenere il monte ore richiesto dall'appalto è necessario impiegare tutto il personale assunto a tempo pieno”.

LA COMMISSIONE - In totale si tratta di oltre cinquecento lavoratori. La situazione è tesa fin dall'inizio della commissione tra i dipendenti presenti e nel corso della seduta non è mancato qualche momento di acceso diverbio. Dopo i problemi con le aziende che fino al febbraio scorso hanno avuto in carico l'appalto, con tanto di “alcuni ritardi nei pagamenti dello stipendio” ora “ci ritroviamo ad affrontare la delicata situazione del contratto di solidarietà che non ci fa di certo stare tranquilli” commenta una lavoratrice presente.

LE AZIENDE - Le aziende subentrate nell'appalto, carte alla mano, hanno spiegato di aver “portato avanti un attento procedimento di verifica dell'organizzazione dell'organico presente al momento del subentro nell'appalto in relazione alla quantità di ore necessarie a svolgere i servizi richiesti dal contratto stesso” ha spiegato Claudia Giuliani amministratore delegato di Manutencoop. “La necessità di esubero a cui siamo arrivati, pari al 34% del monte ore totale, era nelle nostre possibilità ed è stato inoltre certificato nel corso di numerosi tavoli tecnici con le parti in causa e accettato da tutte le sigle sindacali (tranne la Fisascat Cisl, ndr) che presso la Regione Lazio hanno sottoscritto il contratto di solidarietà per tutti i dipendenti” conclude Giuliani che ci tiene a specificare: “I problemi con gli stipendi sono antecedenti al nostro arrivo: noi abbiamo sempre versato i salari ai lavoratori”.

CGIL - Il contratto di solidarietà prevede la riduzione dell'orario di lavoro “ma non quello dello stipendio, che può subire una diminuzione al massimo del 17% sull'intero importo, in quanto il salario è integrato con dalla presenza dell'ammortizzatore sociale che durerà due anni” spiega Barbara di Tomassi della Filcams Cgil tra i firmatari dell'accordo per l'ammortizzatore sociale. “L'esubero del 34% inoltre potrebbe diminuire qualora parte del personale venga reintegrato in altri appalti in capo alle medesime aziende”. Conclude Di Tomassi: “Abbiamo lavorato bene. La palla dovrebbe passare alla politica e alla necessità di mettere mano alle sbagliate politiche degli anni passati in merito alla gestione delle risorse e delle assunzioni che si aggiungono al momento di crisi che stiamo attraversando”.

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