Uccise figli a Rebibbia, la perizia: "Era incapace di intendere ma voleva farlo"

Lo psichiatra nominato dalla gip, Antonella Minunni: "Persiste elevato rischio suicidario"

È' affetta da un disturbo schizoaffettivo di tipo bipolare" ed "era totalmente incapace di intendere ma sufficientemente in grado di volere" quando, lo scorso 18 settembre, uccise i suoi due figli, Fatih e Divine,  di 6 mesi ed 1 anno e 7 mesi, nel reparto nido del carcere di Rebibbia dopo averli gettati per le scale. A queste conclusioni sullo stato di salute di Alice Sebesta é giunto Fabrizio Iecher, lo psichiatra nominato dalla gip, Antonella Minunni, che aveva disposto una nuova perizia sulla donna. 

Secondo il consulente, ci sono le condizioni per una "partecipazione cosciente al processo" di Alice Sebesta "trovandosi la donna in una fase di compenso farmacologico" e secondo il suo legale, Andrea Palmiero, queste conclusioni portano a una dichiarazione di "non imputabilità per totale vizio di mente". 

Tuttavia, per la donna "sussiste la presenza e persistenza di un rischio psicopatologico rilevante ai fini della pericolosita' sociale con particolare riguardo ad un elevato rischio suicidario". Inoltre, "è da considerarsi persona che presenta, allo stato, necessità di cura 'ad elevata intensita' terapeutica' e monitoraggio continuo in ambiente specialistico psichiatrico contenitivo e controllato (Rems)". 

Nei prossimi giorni, quindi, Sebesta, lascerà il carcere dove si trova attualmente detenuta per essere trasferita in una struttura attrezzata per la sua patologia. Questa nuova perizia giunge a conclusioni diverse rispetto a quella effettuata dallo psichiatra Vincenzo Mastronardi e contestata dalla Procura perche' "le risposte non sono coerenti con quanto emerso dall'inchiesta", secondo cui Alice Sebesta era capace di intendere e di volere quando uccise i figli, per la "deliberata assunzione di sostanza stupefacente in dose massiva per un mese prima del reato". 
 

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