De Pedis traslato e cremato a Prima Porta: "Caso chiuso"

La bara del boss della Magliana è stata spostata dalla chiesa di Sant'Apollinare, come stabilito dalla Procura a seguito di un'istanza presentata dai legali della famiglia. Il Rettore di Sant'Apollinare: "Finalmente il caso è chiuso"

Dello scorso 7 giugno il via libera della Procura di Roma all'istanza presentata dalla famiglia di Renatino per lo spostamento della tomba del boss della Magliana, sepolto nella chiesa di Sant'Apollinare. Questa mattina la bara di Enrico De Pedis è stata traslata fuori dalla chiesa intorno alle 8 e portata via da un furgoncino delle pompe funebri. Di questo pomeriggio invece la procedura di cremazione nel cimitero di Prima Porta.

Il corpo del boss era stato tumulato nella cripta della basilica per volere della famiglia e dopo aver ricevuto il nulla osta dell'allora vicario di Roma cardinale Poletti. De Pedis morì in una sparatoria a Campo de Fiori il 2 febbraio 1990. Il suo nome entrò nella vicenda Orlandi a seguito di una telefonata giunta nel 2005 alla trasmissione 'Chi l'ha vistò che suggeriva di andare a vedere chi fosse sepolto nella cripta di Sant'Apollinare per capire la verità sulla scomparsa della ragazza.

I magistrati romani titolari dell'inchiesta sul caso Orlandi hanno disposto poche settimane fa la ricognizione sui resti di De Pedis avvenuta il 14 maggio scorso. Visto il buono stato di conservazione è stato possibile identificare immediatamente che si trattava del boss della banda della Magliana come poi confermato anche dalle impronte digitali.

"Dopo aver ottenuto il nulla osta del Vicariato di Roma e quello dell'Autorità giudiziaria, i familiari hanno potuto esaudire questo loro desiderio. Da parte nostra, abbiamo sempre assicurato la massima disponibilità sia ai familiari che alle autorità investigative, come dimostrato anche nelle ultime settimane". E' quanto afferma don Pedro Huidobro, Rettore della Basilica di Sant'Apollinare, dopo la traslazione della salma di Enrico De Pedis dalla chiesa Sant'Apollinare, avvenuta questa mattina.

"In tutto questo tempo - aggiunge mons. Huidobro - la Basilica ha avuto con insistenza i riflettori puntati, e ciò non ha risparmiato le visite di tanti curiosi, a danno anche della regolare e serena attività pastorale. Oggi questo capitolo si chiude, come avevamo più volte auspicato anche noi". Caso chiuso quindi? Non per Pietro Orlandi, fratello di Emanuela. "Vorrei che il Vaticano chiarisse - aggiunge - le motivazioni che spinsero il card. Poletti, allora Vicario di Roma, a dare l'autorizzazione a seppellire De Pedis a S. Apollinare. E che facesse una commissione per fare chiarezza sulla rete oscura che avvolge la vicenda di mia sorella, una commissione cardinalizia analoga a quella che ora è stata costituita per indagare sulla fuga di notizie dalla Santa Sede.

 

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